Nella galleria di 10 Corso Como arriva la mostra fotografica di Christian Boaro, una delle voci più importanti del fashion system italiano. Il designer difatti, oltre al suo omonimo brand, coltiva da anni la passione per la fotografia che oggi viene raccontata tramite “YOUTH The Naked Truth”. Una personale aperta al pubblico fino al prossimo 29 settembre

La visione creativa di Christian Boaro si è sempre presentata in modo trasversale grazie all’espressione personale, su più livelli, della matrice artistica. Viene presentata così la mostra personale del designer e fotografo in 10 Corso Como dal titolo “YOUTH The Naked Truth”. Un racconto fotografico costruito nell’arco di dieci anni attraverso scatti intimi che arrischino l’immaginario di Boaro. L’esposizione aperta al pubblico fino al prossimo 29 settembre si presenta in innumerevoli sfaccettature creative. Corpi, ossessioni e dettagli anatomici ci invitano a scoprire la passione per l’inusuale di Christian Boaro che fugge così dalla canonicità del “bello”. Le polaroid selezionate diventano testimoni di incontri casuali per strada, nei club e nei posti più disparati frequentati dal designer nei suoi continui viaggi. Partendo dal Mezzanino degli spazi di 10 Corso Como sarà possibile ammirare più di 600 scatti attraverso dei video slide. Spostandoci invece al piano superiore nella Project Room si potrà ammirare una serie di foto attentamente selezionate da Christian Boaro assieme al curatore della mostra Alessio De Navasques.

L’imperfezione diviene il fil rouge di questo racconto fotografico che dunque rifiuta gli stilemi patinati della fotografia classica, in favore di un linguaggio sempre più autentico. L’unicità di ogni soggetto immortalato apre ad una riflessione personale sentita in cui ogni dettaglio diventa protagonista. Lo sguardo autorale di Boaro si libera da qualsiasi logica sistemica in favore di una spontaneità sincera, a tratti quasi documentaristica.

La poesia dell’autenticità
Negli sguardi dei soggetti non si legge la vanità ostentata tipica della fotografia ma una leggerezza intima che rifiuta qualsiasi ostacolo visivo. L’abbigliamento e il make-up non rappresentano nessun filtro ma l’ennesimo mezzo d’espressione naturale che ci racconta un’interiorità unica. Si delinea un linguaggio rarefatto anche nei piccoli gesti posati: una mano che sorregge il volto, una schiena inarcata o uno sguardo profondo. Donne e uomini cisgender e trasngender, tatuati non si alternano volutamente a voler rappresentare un’ideale o una comunità.

Attraverso l’obbiettivo dell’autore vediamo manifestarsi la “normalità” del quotidiano come ha affermato nella presentazione della mostra. È la volontà di elogiare le bellezza nella sua matrice più banale e allo stesso tempo più singolare. In questo senso le immagini prodotte non si impongono limiti creativi e rifiutano qualsiasi classificazione data proprio dalle regole imposte dalla società. “YOUTH The Naked Truth” mira ad aprire lo sguardo verso nuovi orizzonti rappresentati in questo caso da “attori” randomici della vita quotidiana.

Seguendo questi intenti creativi la scelta di utilizzare come mezzo d’espressione la fotografia analogica non è un caso. Le polaroid infatti non possono essere replicato o modificate come qualsiasi altra fotografia digitale. E così ritorna quella spontaneità poetica dell’imperfezione che fa da collante a tutta l’esposizione. La sincerità della fotografia di Christian Boaro passa dunque attraverso il comune “caso”. Gli scarti, le scelte ponderate e l’organizzazione del racconto delineano uno stile visivo sempre dedito alla bellezza ma soprattutto alla “banalità” del reale. Una definizione quasi poetica della fotografia che in “YOUTH The Naked Truth” mostra la sua vera essenza; senza filtri.
Photo courtesy Christian Boaro.



