Al Fuorisalone 2026, NM3 costruisce ambienti fluidi con partizioni mobili e arredi essenziali: un’installazione che ridefinisce lo spazio domestico attraverso sottrazione e modularità
Nel flusso del Fuorisalone 2026, che si sta svolgendo a Milano proprio in questi giorni, NM3 prende una direzione precisa: ripensare per sottrazione lo spazio domestico partendo dalla sua struttura più essenziale. Il brand presenta CASA NM3; locata in via Farini 93, non si tratta di una casa tradizionale, ma una sequenza di quattro ambienti costruiti attraverso partizioni mobili. Non ci sono pareti vere e proprie, ma superfici che suggeriscono confini e lasciano lo spazio aperto, continuo. Il riferimento al lavoro di Ludwig Mies van der Rohe e Lilly Reich è evidente, difatti lo spazio non viene diviso in modo rigido ma organizzato attraverso elementi leggeri che definiscono senza chiudere. Il risultato è un ambiente fluido, dove ogni stanza è riconoscibile ma mai completamente separata.

L’arredo modulare come supporto, non come protagonista
All’interno di questo sistema, gli arredi NM3 fanno un passo indietro rispetto a gran parte della produzione contemporanea. Lontani dal tentativo di attirare lo sguardo a tutti i costi, scaturiscono piuttosto da una visione che lavora sulla presenza silenziosa. Oggetti solidi, costruiti con un linguaggio preciso, ma pensati per accompagnare l’uso quotidiano. Possono emergere quando serve, per forma, proporzione o materia, oppure restare sullo sfondo. Questa ambiguità è il fulcro, l’arredo sostiene lo spazio mai dominandolo.

CASA NM3 è anche un momento di sviluppo per il brand. I sistemi di storage NM25 e NM26 vengono ripensati come strutture complete, finalmente configurabili in veri e propri sistemi modulari. Si tratta di un cambiamento fondamentale, che va al di là del semplice aggiornamento tecnico e rispecchia un nuovo approccio da parte del marchio. Questi elementi diventano la base per costruire nuove tipologie cucine, scrivanie che mantengono lo stesso linguaggio formale e costruttivo. Tutto è coerente, ma più flessibile. La modularità permette di adattare gli arredi a diversi contesti diventando così il vero strumento progettuale.
L’arredo come sistema di supporto: la dimensione intima di CASA NM3
A rendere l’installazione meno astratta interviene una componente più diretta. I partner coinvolti introducono oggetti personali, portati dalle loro case. Non sono elementi scenografici, ma tracce di vita quotidiana che entrano nel progetto. Allo stesso modo, i tappeti di cc-tapis aiutano a costruire lo spazio, conferendovi ritmo e identità e contribuendo a rendere leggibile l’intero ambiente.

Il progetto di CASA NM3 riflette sul ruolo dell’arredo nella nostra contemporaneità. Esso non viene più pensato come oggetto isolato o elemento iconico, ma come sistema che supporta la vita quotidiana. In un contesto come quello del Fuorisalone, spesso orientato all’impatto immediato, NM3 sceglie una strada diversa. Riduce il linguaggio, chiarisce le funzioni, elimina il superfluo. Il risultato è uno spazio che funziona prima ancora di mostrarsi, ed è proprio questa scelta a renderlo rilevante.
Photo credits Matteo Vitti, courtesy of NM3



