Metamorfosi libere: Matthieu Blazy ci racconta le molteplici vite della donna Chanel 

In una conversazione che supera il tempo, Matthieu Blazy realizza la collezione di Chanel per l’autunno/inverno 2026 reinterpretando, con linguaggio contemporaneo, la definizione di Mademoiselle Coco della propria maison. “Bruco di giorno e farfalla di notte”, riporta una vecchia intervista, in cui la fondatrice del brand sottolineava la trasversalità dello stile Chanel. Matthieu Blazy accoglie e comprende perfettamente questa legacy con una visione geniale e assolutamente vincente 

I codici archetipici dell’heritage Chanel rappresentano per l’industria, ma anche per la storia della moda, elementi incastonati nella leggenda. Una serie di piccole operazioni attuate da Mademoiselle Coco che hanno permesso al guardaroba femminile di liberarsi in una rivoluzione sociale e culturale. La rimozione di pence dalle giacche, una piccola piega alla gonna a tubino che permetteva il movimento a lavoro e un semplice abito nero, adatto al giorno e alla notte. L’occasione d’uso perse il suo significato elitario in favore di scelte stilistiche traversali, capaci di adattarsi a qualsiasi esigenza della donna moderna. Una donna che lavorava ma che doveva anche presenziare a eventi sociali dal primo pomeriggio sino alla notte più glam.

Matthieu Blazy per l’autunno/inverno 2026 fa emergere dal passato tutti gli elementi identitari di Chanel reinterpretandoli anche attraverso le parole della sua fondatrice. «La moda è sia bruco che farfalla. Un bruco di giorno e una farfalla di notte. Non c’è niente di più comodo di un bruco e niente di più fatto per l’amore di una farfalla. Abbiamo bisogno di abiti che strisciano e abiti che volano. La farfalla non va al mercato e il bruco non va al ballo.» Affermava Coco Chanel in un’intervista degli anni Cinquanta a Le Figaro.

E il designer belga, alla sua terza “prova” da nuovo direttore creativo, sembrerebbe aver colto egregiamente il senso ultimo di una maison così importante. La sua visione contemporanea, audace e sperimentale in questa collezione giunge finalmente ad una sintesi perfetta fra il DNA Chanel e il suo genio. Perché sicuramente di genio stiamo parlando. Nelle creazioni di Blazy non c’è il bisogno spasmodico di affermare la propria personalità ma una ricerca sincera di ciò che rappresenta oggi lo stile Chanel. E lo fa mettendo a disposizione le proprie intuizioni stilistiche, uniche nel panorama odierno, che difatti danno vita ad un nuovo capitolo della maison.

All’interno dello show ritroviamo la duplice matrice estetica di Chanel: funzionale di giorno e ricercatamente esclusiva di notte. Le “farfalle” danzano con i “bruchi” in una giustapposizione di materiali, linee e capi iconici. Non c’è una semplice operazione di riscoperta dell’archivio ma una vera e propria trasposizione nel presente del guardaroba di Coco. Un guardaroba (è bene ricordare) che coincideva perfettamente con le richieste delle proprie clienti. 

In un battito d’ali 

«Chanel è un paradosso, è funzionalità, è finzione. Chanel è sensato, seducente; Chanel è il giorno, Chanel è la notte.» Afferma Matthieu Blazy in una rielaborazione contemporanea delle parole di Madamoiselle Coco. «Chanel rappresenta la libertà di scegliere tra il bruco e la farfalla quando si vuole. Desidero creare una tela in cui le donne possano essere, senza riserve, chi sono e chi vogliono essere.»

Questo spirito diventa la narrazione più travolgente all’interno dello show in cui vediamo queste due anime confrontarsi e scontrarsi in una danza di stile. Il celebre total black di Chanel viene riproposto in austeri coordinati ma anche in abiti a colonna drappeggiati che riportano una vita extra bassa. E qui riemergono le silhouette degli anni Venti portate al limite come dimostrano gli abiti con cinture quasi al ginocchio che “fermano” idealmente una minigonna a pieghe. La riscritture dei codici Chanel si immette perfettamente nel gusto contemporaneo fra eleganza formale e seduzione; ma anche fra eclettismo ed essenzialità.

L’iconico completo giacca boxi-gonna si illumina di lavorazioni preziose e di filati lurex che si immettono nello storico tweed. Un’immagine che sintetizza perfettamente il lavoro di riscoperta di Blazy il cui estro creativo più riconoscibile si manifesta nelle dinamiche grafiche di diversi abiti. Dal jacquard al leggerissimo chiffon che lascia cadere gli orli irregolari. Tessuti metallici si sciolgono sul corpo o vengono ricoperti di applicazioni floreali, oniriche e giocose allo stesso tempo. Il dinamismo della collezione ritrova splendore in abiti da sera in cui convivono organza spalmata, pizzo iper colorato e fiori di piume. Il bianco e nero di un abito geometrico si scontra con questi sprazzi luminosi in “un battito d’ali”.

Eclettismo misurato

Mentre gli accessori della scorsa stagione sono già sold out in numerosissime boutique, in passerella vediamo manifestarsi un nuovo capitolo per gli articoli più celebri di Chanel. Le classiche bi-color si ricoprono di nuovi colori pop mentre le borse più storiche riprendono il duplice spirito della collezione fra il reale e l’artificiale. Il classico “divan matelassé”, ispirato al divano divano dell’appartamento di Gabrielle Chanel, si colora di beige mentre la stampa cocco diventa irridescente. Immancabile il tocco estroso nei dettagli di Blazy come i bottoni delle giacche o una piccolissima borsa-scultura a forma di melograno: sanguigno e luminoso. Matthieu Blazy realizza una collezione tridimensionale, profonda e dallo spirito pop ma senza dimenticare l’importanza socio-culturale dell’heritage Chanel. La sua capacità di reinterpretare la storia ha permesso al presente di ammirare “il bruco e la farfalla” che si cela in ogni donna con un show che verrà ricordato per moltissimo tempo. 

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Mar 10, 2026

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