Versace ritorna all’Haute Couture: Prada e la strategia di riposizionamento del brand della medusa 

Lorenzo Bertelli, neo CEO di Versace, annuncia il ritorno di Atelier Versace.La linea di Haute Couture del brand italiano verrà rilanciata sotto la direzione creativa di Pieter Mulier. Si delinea così un’attenta strategia di riposizionamento della maison della medusa che si appresta ad entrare in una nuova era di rinascita

Il Gruppo Prada annuncia ufficialmente il ritorno di Atelier Versace con Pieter Mulier. Ma cosa rappresenta davvero per il brand della medusa il rilancio della sua Haute Couture? Questa scelta sembrerebbe immettersi in una vera e propria strategia di riposizionamento voluta fortemente sia dalla holding che dal neo CEO Lorenzo Bertelli. Dopo la sostituzione repentina di Dario Vitale alla direzione creativa del brand, Prada affida la visione di Versace a Pieter Mulier.

Una figura completamente distante dal designer italiano e che negli ultimi sei anni ha dimostrato grande talento nell’accogliere l’heritage di Maison Alaïa. Brand conosciuto per le sue linee architettoniche, uno stile sperimentale e una comunicazione di nicchia. Alaïa di fatti è una piccola realtà artigianale dalla grande influenza culturale in cui gli abiti non si immettono affannosamente nella caotica corsa al guadagno. Il lavoro di Mulier dunque è stato caratterizzato da una ricerca e una riscrittura essenzialmente sublimata del DNA della maison. In passato però il designer belga ha lavorato anche al fianco di Raf Simons in un brand come Calvin Klein in cui la vendita del prodotto è fondamentale.

La scelta di Pieter Mulier come direttore creativo di Versace dunque sembrerebbe essere molto in linea con l’esigenze del gruppo Prada. La sua visione elevata ma conscia delle richieste di mercato punterà a rialzare il percepito della maison in cui qualità ed esclusività diventeranno i due perni principali della sua nuova storia. In occasione della conferenza con gli analisti Andrea Guerra, amministratore delegato di Prada, (come riportato da Adnkronos) dichiara: «Il percorso passerà attraverso una prima fase di riposizionamento dei canali, a supporto di vendite full price di alta qualità e di una distribuzione più selettiva.»

Versace inoltre, con il ritorno della sua linea Haute Couture, andrebbe a conquistare un target di mercato completamente differente da quello dei brand della Signora, ma non solo. Con questa strategia il percepito della maison stessa si innalzerebbe anche grazie alla scelta di Lorenzo Bertelli di eliminare definitivamente tutte le seconde linee del brand come Versace Jeans Couture. Una tabula rasa necessaria per allineare tutte le realtà del Gruppo Prada che gode di ottima salute finanziaria ma anche reputazionale. 

L’inarrestabile crescita del gruppo Prada 

In un clima socio-politico e finanziario sempre più vacillante, il gruppo Prada sembrerebbe non risentire della crisi economica del lusso. Se i grandi conglomerati di brand come Kering infatti stanno registrando una sempre più incalzante perdita di guadagni, la holding dei Bertelli-Prada registra una crescita di ricavi del 9%. Questi dati, resi noti nelle ultime ore, ricoprono l’anno finanziario 2025 e rappresentano per il gruppo italiano il ventesimo trimestre consecutivo di crescita. Una percentuale che si traduce in ricavi netti intorno ai 5,718 miliardi di euro con un utile netto che raggiunge gli 852 milioni di euro.

Nonostante l’acquisizione di Versace dalla Capri Holdings, Prada conserva la sua stabilità come afferma il presidente e amministratore esecutivo Patrizio Bertelli ad Adnkronos: «Chiudiamo un altro anno di risultati positivi, caratterizzati da crescita e redditività solide, conseguite in un contesto macroeconomico e di settore ancora complesso. Creatività, coerenza eautenticità continuano a rafforzare la rilevanza dei nostri marchi.»

Atelier Versace: fra storia e leggenda 

A partire dal 1989 Versace lancia ufficialmente la sua linea di Haute Couture. Le collezioni Atelier divennero uno spazio magico in cui Gianni Versace potè esprimere senza limitazione il suo genio creativo. Fra gli spazi opulenti del Ritz di Parigi il DNA della medusa fiorì regalandoci archetipi di stile che ancora oggi influenzano l’industria. L’utilizzo dell’oroton, dei materiali preziosi e il decoratissimo opulento del designer italiano attraverso l’Haute Couture ritrovarono espressione innalzata, ma non solo. Gli show Atelier, più che quell di pret-à-porter, contribuirono enormemente alla nascita dell’immagine mitologica delle Top Model.

Le sfilate difatti erano caratterizzate da una narrazione spettacolarizzante in cui modelle come Naomi, Shalom Harlow e Christy Turlington esprimevano a piena la propria personalità. Fra passerelle drammatiche e abiti entrati nella storia della moda. Una delle collezioni più celebri delle linee Atelier Versace è sicuramente la FW 1997 conosciuta come la collezione Bizantina. Gianni difatti si lasciò ispirare dai mosaici bizantini di Ravenna che nello show si tradussero in abiti in oroton dorati e ricchi di croci gotiche. Uno show impresso nella memoria di tutti i cui abiti nel 2018 divennero il focus principale della mostra “Heavenly Bodies” al MET di New York. Prada annuncia che la prima collezione di Pieter Mulier per Versace prenderà vita soltanto ad inizio 2027, senza specificare quando avverrà il rilancio della linea Atelier. Nel frattempo non è stata ancora ufficializzata la presenza della maison all’interno del calendario dell’Haute Couture di Parigi. 

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Mar 6, 2026

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