Amanda Seyfried e Julia Roberts indossano lo stesso abito firmato Versace alla Biennale di Venezia. Dopo la polemica sui social, si fa chiarezza sull’accaduto
In Mean Girls (2004), film iconico degli anni duemila, nonché manifesto della teen Comedy americana si spiega in breve un esempio di manipolazione ben riuscito. L’antagonista, Regina George, attraverso carisma e potere, utilizza la propria popolarità per monopolizzare il liceo. A suo seguito, Karen e Gretchen, le barbie sostenitrici ossessionate dalla sua figura. La trama inizia a prendere forma quando Cady, la protagonista, cercherà di vendicarsi e andare contro Regina George. La parte interessante del film, a mio parere, non sta tanto nel finale politically correct del tutti vissero felici e contenti, ma nel cambio radicale della protagonista acqua e sapone nell’identica copia esatta della sua acerrima nemica.
Da ragazza della giungla africana, Cady si trasforma in barbie rosa shocking con tanto di gloss rimpolpante alla fragola. Forse della stessa marca di Regina George? Chi può saperlo. Il messaggio è che non c’è nulla di più rassicurante che vestire i panni di chi è considerato più cool di noi.
“Please let me wear the same outfit”
Si potrebbe riassumere così la polemica scatenatasi qualche giorno fa sulla scelta della stylist Elisabeth Stewart. Alla Biennale di Venezia, Seyfried e Roberts, camminano indossando lo stesso look firmato Versace by Vitale. Nulla di così assurdo, se consideriamo che la stessa stylist collabora da tempo con Cate Blanchett che è conosciuta per riutilizzare abiti. Infatti, allo stesso evento, Blanchett ha portato sul red carpet un Armani Privé che aveva indossato nel 2022 ai SAG Awards.
Dopo il polverone sui social e i continui commenti sul “terribile” accaduto, la caccia alla strega è terminata in lieto fine. Amanda qualche giorno prima aveva commentato sotto una foto del look di Julia pubblicata da Stewart: “Please let me wear the same outfit”. Dopo l’approvazione del brand, il look è stato condiviso. Versace, infatti, ha replicato alla richiesta dell’attrice: “Siamo entusiasti che Amanda abbia apprezzato così tanto ciò che Julia indossava da volerlo indossare anche lei” aggiungendo poi: “Più riusciremo a incoraggiare l’idea di celebrare grandi donne, di vivere momenti straordinari e di incarnare il marchio, dal giorno alla sera, più avvicineremo Versace alla realtà del consumatore di oggi. Anche se questo significa indossare i capi migliori del proprio guardaroba più di una volta” .
@nicolespiga Scusate ma la questione sostenibilità non me la bevo neanche per finta #juliaroberts #versace #amandaseyfried #dariovitale #venezia
Mossa di marketing vincente
Il soft launch è una strategia di lancio “morbida” e controllata di un prodotto, servizio o progetto. Invece di presentarlo subito al grande pubblico con una campagna massiccia (hard launch), lo si introduce in modo limitato e graduale. Versace ha dato un assaggio di ciò che vedremo a settembre, scatenando forse una piccola polemica e approfittandone per far parlare e soprattutto, far metabolizzare, al pubblico le scelte stilistiche d’ora in poi. Un meccanismo nemmeno troppo imprevedibile considerando come si muove la moda oggi nel contesto della comunicazione.
Già da tempo molti brand hanno puntato a una visibilità maggiore nel mondo della pop culture, quindi sui red carpet e agli eventi più chiacchierati dello showbiz. Anche Tom Ford, Givenchy, Bottega Veneta e Dior hanno presentato a Venezia le visioni dei nuovi direttori creativi. La Biennale, dunque, risulta un’ottimo palcoscenico per una prova generale prima della fashion week di fine settembre.
Ma chi è la vera protagonista?
Nel bel mezzo dell’uragano social, capita spesso di perdersi dei dettagli non poco rilevanti. Ricordiamo che Julia Roberts ha indossato un secondo look Versace. Sul red carpet del film “After the Hunt” l’attrice indossa un abito blu Navy in crêpe de chine, con dettagli geometrici ton sur ton, dal taglio pulito. Sicuramente è evidente un chiaro distacco dal Versace di Donatella e un avvicinamento alle prime collezioni di Gianni. Quando Versace raccontava le contraddizioni della borghesia degli anni Ottanta, tra lavoro e vita notturna.
Una donna che riusciva a esprimere se stessa senza dover sottomettersi a codici d’abbigliamento maschili. In sostanza, la scelta di Dario Vitale non risulta così lontana dall’idea di donna che il brand ai suoi albori voleva raccontare. In Notting Hill, Pretty Woman, Erin Brockovich, Julia Roberts incarna la donna americana forte e indipendente, capace di ribaltare la propria posizione con spontaneità, coraggio e emancipazione.
Photo cover via @mingey.



