Ancora e per sempre streghe: storia, femminismo e magia nell’era digitale

Dalle persecuzioni storiche alla rinascita sui social, le streghe continuano a rappresentare indipendenza femminile, spiritualità e ribellione

Protagoniste di miti e racconti, creature in bilico fra luce e ombra, vittime del sistema e della storia, simboli di ribellione e popolari incantatrici di Internet. Nei secoli si sono trasformate, assumendo forme, nomi, poteri e luoghi diversi. Hanno continuato a sfuggire a qualsiasi definizione capace di contenere le sfumature delle loro anime. Persino oggi, quando tutto sembra tecnologico e avanzato, continuano a popolare il nostro immaginario e a influenzarci. Suscitano una domanda dalla risposta impossibile: perché ci affascinano ancora così tanto?

Fin dai tempi antichi, il mese di ottobre è legato al sottile velo che separa il mondo dei vivi da quello dei morti. È legato, di conseguenza, anche a coloro che lo custodiscono: le fattucchiere. In particolare, la notte di Samhain rappresenta il momento in cui gli spiriti entrano in contatto con le anime più predisposte. È anche il momento in cui la memoria dei propri cari resiste al passare degli anni. Per secoli, le donne sono state il fulcro di questa ricorrenza. Un momento dedicato all’empatia, all’ascolto e al ricordo. Una tradizione legata alla custodia della luce e al rispetto per l’ombra.

Chi erano davvero le streghe?

Il fattore esoterico ha accompagnato negli anni una realtà molto meno complessa di quanto si creda. Le streghe, magiche o meno, erano donne che si occupavano della comunità al di fuori delle regole e dei costumi sociali. Per questo risultavano emarginate, strane e diverse. Definirle era difficile. Potevano salvare e uccidere, curare o avvelenare, aiutare o maledire il villaggio in cui vivevano. Spesso erano donne indipendenti, che offrivano le proprie conoscenze della natura a chi ne faceva richiesta. Tramandavano inoltre il proprio sapere ad altre giovani. La raccolta delle erbe, l’uso del fuoco e i piccoli riti rappresentavano un inno alla sopravvivenza, all’amore e, in alcuni casi, alla libertà.

Come accade a chiunque si muova al di fuori dei confini stabiliti, venivano emarginate, processate e talvolta giustiziate. Eppure, non sono mai state dimenticate. Erano troppo intelligenti per essere considerate buone e troppo utili per essere davvero malvagie. Erano diverse e, proprio per questo, temibili. La storia è stata raccontata soprattutto al maschile. Così, le malefiche sono diventate personaggi da temere, legati alla superstizione e al demonio. Il termine veniva pronunciato con timore e disprezzo. Si trasformava in un insulto ed entrava nella cultura e nelle leggende dei piccoli villaggi. Le streghe, però, non hanno mai smesso di esistere. Nella loro dimensione magica e in quella storica, hanno continuato a popolare il nostro mondo.

Dalle persecuzioni alla ribellione femminista

La stregoneria ha resistito all’avanzare della modernità, mutando terminologie, accuse e caratteristiche. È rimasta, tuttavia, l’espressione della paura nei confronti dell’indipendenza femminile. Relegate alle fiabe per bambini, le fattucchiere conobbero un nuovo rinascimento negli anni Settanta. In quel periodo divennero simbolo di emancipazione. W.I.T.C.H. (Women’s International Terrorist Conspiracy from Hell) era un insieme di associazioni. Il loro obiettivo era promuovere l’indipendenza economica, legislativa e sociale. Volevano anche porre fine al sistema patriarcale. In questo ambiente frizzante nacque la volontà di rileggere la storia. Una storia scritta dagli uomini per altri uomini. L’obiettivo era ridare voce alle donne silenziate e cancellate dalle pagine dei libri.

Le streghe vennero progressivamente svincolate dall’ambiente esoterico. Furono innalzate a simbolo della lotta contro il sistema delle disuguaglianze. Diventarono l’emblema della paura maschile: donne capaci di prendersi cura di sé stesse e degli altri. Erano portatrici di un sapere protetto e, soprattutto, figure esterne alla famiglia e alle sue regole. Così, un epiteto degradante si trasformò in un nome da reclamare e portare con orgoglio. Non erano più le antagoniste dei libri, ma protagoniste di una vita scelta da sé e per sé.

I media, però, nel corso dei decenni ne hanno ridimensionato il peso politico. Le hanno rappresentate in modi diversi, ammorbidendo o esaltando i tratti più spaventosi. Tutto dipendeva dalle esigenze narrative. In questo modo sono diventate caricature. Si sono trasformate in costumi da indossare ad Halloween o personaggi dei film per bambini. Potevano essere buone oppure spaventose. Hanno così perso quel nucleo folklorico che le aveva contraddistinte e rese immortali nel tempo.

La rinascita delle streghe nell’era dei social

Solo negli ultimi anni questa tendenza si è invertita. Su Internet e sulle diverse piattaforme spopolano cartomanti, chiromanti e sensitive. Riscuotono un ampio successo e insegnano ad altre donne la propria arte. L’esoterismo era stato declassato a superstizione e stupidità. Oggi sta vivendo una nuova età dell’oro. I social media lo hanno reso parte della quotidianità anche di persone precedentemente scettiche.

Nella razionalità e nella tecnologia del nuovo millennio, l’intelligenza artificiale si accompagna alla lettura delle carte e al controllo delle energie. Questo connubio ha nuovamente modificato il concetto di stregoneria. Ha aggiunto un nuovo capitolo alla sua storia. Non si tratta più soltanto di sacerdotesse pagane, conoscitrici di erbe, villane maledicenti o simboli di resistenza. Oggi sono ragazze che hanno trovato un sapere, una tradizione e una comunità sicura.

Perché la stregoneria affascina ancora le nuove generazioni?

In un mondo in cui le certezze economiche, politiche, giuridiche e sociali vacillano, cresce il bisogno di stabilità. Aumenta anche la ricerca di veridicità e collettività. Per questo si osserva un avvicinamento alle religioni classiche e alla spiritualità antica. Proprio per questa ragione, l’esoterismo e la stregoneria sono molto popolari. Il fenomeno riguarda soprattutto le generazioni più giovani. La lettura della carta astrale, dei tarocchi e della mano offre l’impressione che esista qualcosa di certo. Suggerisce inoltre che ogni avvenimento abbia una ragione. Il segreto di questa rinascita magica risiede proprio nella crisi della realtà pragmatica e razionale.

In questa precarietà, i diritti delle donne sono costantemente in pericolo. La stregoneria diventa così un porto sicuro e un baluardo del femminismo. È sopravvissuta alla fine del paganesimo e ai processi dell’età moderna. Ha superato il dominio della ragione, la meccanicità del Novecento e la globalizzazione. Ha dimostrato che l’unione e la trasmissione del sapere possono prevalere.

Essere streghe oggi: identità, libertà e sorellanza

La stregoneria ha creato una realtà in cui non bisogna rientrare nei canoni patriarcali, angelici o demoniaci. Si può semplicemente essere umane. Insegna che nel dare la vita esiste anche la morte. Nella purezza si nasconde la sporcizia, nel fuoco le tenebre e nel ricordo la dimenticanza. L’esclusione secolare di una «cultura minore» ha contribuito a renderle custodi di un potere forse magico. Un potere completamente sconosciuto agli uomini, fatto di erbe, acque terapeutiche e candele accese. Hanno conquistato il proprio potere attraverso l’unione e l’indipendenza, liberandosi progressivamente dalle convenzioni familiari e sociali. In questo modo, sono diventate finalmente libere.

Essere malefiche ha molti significati e diverse interpretazioni, corrette e intrecciate fra loro. Oggi significa far parte di una congregazione che rispetta la natura e ne comprende i doni. Significa leggere i tarocchi con le amiche, sorseggiando vino, e chiedere la carta astrale al ragazzo che si frequenta. Ma significa soprattutto appartenere a una conoscenza antica, a una comunità femminile e a una storia politica e sociale importantissima. Le malefiche di ieri e di oggi appartengono, in modi diversi, a un regno da cui gli uomini sono stati esiliati, salvo alcune eccezioni. Per questo lo deridono e lo sminuiscono, senza ammettere che ad allontanarle sono stati proprio loro.

Samhain, la notte delle streghe, ricorda l’importanza della memoria e della sua trasmissione. È la loro notte perché, nonostante tutto sia cambiato, il loro spirito è rimasto lo stesso. Le streghe sono diverse per propensione, spiritualità, animo, provenienza e attitudine. Ognuna, però, appartiene a una collettività e a un sapere antico. È proprio questo patrimonio ad averle rese ciò che sono oggi. Dietro un costume di Halloween si nasconde una storia, un mito che racconta le donne di ieri e di oggi. Un mito che ci ricorda come ognuna di noi sia stata, sia e sarà per sempre una strega.

Share

Ott 31, 2026

  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /

DISCOVER MORE

DISCOVER MORE