A Milano, Ironia & Amore: istruzioni per una vita felice attraversa oltre trent’anni di immagini di Martin Parr. Turismo, corpi, coppie e kitsch diventano strumenti per osservare le contraddizioni del quotidiano e, indirettamente, anche quelle della moda
C’è qualcosa di profondamente fashion nelle fotografie di Martin Parr, anche quando la moda sembra non esserci. Turisti, coppie, famiglie, bagnanti, corpi esposti al sole, souvenir, cibo, colori saturi e piccoli gesti apparentemente insignificanti: è dentro questa normalità esasperata che Parr ha costruito una delle estetiche più riconoscibili della fotografia contemporanea. La mostra, curata da Arianna Rinaldo e ospitata allo Spazio Varesina 204 di Milano, riunisce 70 fotografie realizzate nell’arco di oltre trent’anni.
La normalità è molto più strana della finzione
Parr fotografa ciò che abbiamo davanti agli occhi e che, proprio per questo, spesso smettiamo di vedere. Spiagge affollate, piste da sci, monumenti, località turistiche: da Benidorm alla Svizzera, dall’Egitto al Messico, costruisce una sorta di atlante globale del tempo libero. Ed è qui che il suo lavoro incontra naturalmente la moda. Costumi, cappelli, occhiali, stampe e abbinamenti involontari diventano indicatori di gusto, classe, provenienza e appartenenza. Parr non fotografa lo styling: fotografa il modo spontaneo in cui costruiamo la nostra immagine.

Nei suoi progetti più noti, tra cui “Common Sense”, “Sign of the Times” e “The Last Resort”, una scena apparentemente ordinaria diventa il punto di partenza per raccontare qualcosa di più ampio sulla società. Il dettaglio diventa tutto. Una mano, una texture sintetica, un costume, una pelle arrossata dal sole. L’eccesso cromatico non rende il mondo più bello: lo rende più evidente.
Love is kitsch
Poi arriva l’amore. La serie “Bored Couples” mostra coppie immerse nella parte meno fotogenica delle relazioni: attese, silenzi, distrazioni, abitudini. Parr stesso compare in alcune fotografie insieme alla moglie, entrando nel mondo che per anni ha osservato dall’esterno.

Intorno esplode un’altra iconografia: baci, cuori, dolci e oggetti volutamente kitsch. Il romanticismo diventa sentimento, rituale e rappresentazione. Anche qui il collegamento con la moda è immediato. Il kitsch smette di essere semplicemente “cattivo gusto” e diventa codice visivo, materiale culturale da campionare, esasperare e trasformare.
Fotografare chi fotografa
Nella parte finale Parr passa dall’altra parte dell’obiettivo. Nei suoi autoritratti si lascia fotografare come un turista qualsiasi: davanti ai monumenti, in studi scenografici o nei Photo Booth. L’osservatore diventa osservato.

Oggi è difficile non leggere queste immagini attraverso selfie, social network e la necessità costante di trasformare l’esperienza in contenuto. Prima ancora di Instagram, Parr aveva intuito qualcosa: non ci basta essere in un luogo, vogliamo un’immagine che dimostri che eravamo lì.
Guardare fuori dalla nostra bolla
Per chi lavora nella moda, forse è questa la parte più interessante. Parr costringe a uscire dalla bolla autoreferenziale delle immagini perfettamente referenziate, dei moodboard costruiti attraverso altri moodboard, degli editoriali che citano altri editoriali.
Guarda altrove: il turista, la provincia, la vacanza organizzata, il cattivo gusto, la coppia annoiata, il souvenir, la folla. E proprio lì trova l’immagine. La mostra non segue infatti una cronologia, ma mette al centro la curiosità per gli esseri umani e la capacità di trovare qualcosa di inatteso nelle situazioni più comuni.
In un momento in cui produciamo immagini senza sosta, Parr sembra ricordarci che la questione non è necessariamente crearne altre, ma tornare a guardare.

MARTIN PARR – Ironia & Amore: istruzioni per una vita felice.
A cura di Arianna Rinaldo
15 ottobre 2026 – 28 febbraio 2027
Spazio Varesina 204 — Milano Certosa District
Via Varesina 204, Milano



