Anthony Vaccarello lascia Saint Laurent: la sua indimenticabile direzione creativa riassunta in dieci show 

I rumors dell’uscita quasi impensabile di Anthony Vaccarello da Saint Laurent sono stati confermati: il designer belga non è più alla guida della Maison francese fondata nel 1962. La sua direzione creativa è stata caratterizzata da una visione precisa del guardaroba femminile. Estetiche ed elementi stilistici che ad ogni show si ripetevano quasi ossessivamente: ricordiamo dunque i momenti più iconici di questo sodalizio durato dieci anni 

Come dimostrava la magica luce della Torre Eiffel, la forte emotività di tutti gli invitati e gli abiti intinti nell’oro che animavano la passerella, quello dedicato alla primavera/estate 2027 è stato l’ultimo show di Anthony Vaccarello per Saint Laurent. Oggi arriva la conferma ufficiale da parte di Kerign che mette fine al sodalizio fra la Maison e il designer che ne ha rivoluzionato l’immagine. La direzione creativa di Vaccarello difatti ha riscritto i codici contemporanei di Saint Laurent rendendolo uno dei brand più desiderabili del presente. Poche idee ma centrate. Le stesse silhouette che ad ogni stagione si ripetevano ossessivamente in passerella e una declinazione dell’universo femminile audace e raffinata allo stesso tempo. Gli abiti diventavano estensione contemporanea del DNA della Maison caratterizzato da una sensualità considerata scandalosa ai tempi della sua fondazione. Anthony Vaccarello a partire dal 2016 (succedendo a Hedi Slimane) aveva gradualmente assimilato l’essenza di Saint Laurent facendola propria. Non una prevaricazione personale sull’Heritage storico ma una vera e propria espansione del suo universo. Il nuovo direttore creativo verrà annunciato “molto presto” come affermano i vertici di Kering ma in molti pensano che la scelta sia ricaduta già su Chemena Kamali. L’attuale direttrice creativa di Chloé prenderebbe il posto di Vaccarello alla guida del womenswear lasciando scoperta così la posizione di direttore creativo del menswear. Un ritorno alle origini per la designer tedesca che in passato da Saint Laurent aveva ricoperto il ruolo di Design Director. 

Declinazioni di infinta bellezza 

Le ragioni che hanno portato alla decisione di sostituire Anthony Vaccarello alla guida della Maison sembrerebbero essere, come di consueto, economiche. Difatti dopo che il designer aveva triplicato le vendite di Saint Laurent, negli ultimi due anni questa crescita sul mercato aveva subito un arresto. Una variazione di trend quasi fisiologica ma che i vertici di Kering, alle prese con numerosi cali anche da Gucci e Balenciaga, non avrebbero “perdonato”. E così, nonostante Vaccarello sia uno dei designer più apprezzati del fashion system e abbia portato il brand ai vertici delle classifiche di gradimento, il gioco “delle sedie” continua a mietere teste. 

Una decisione quasi impensabile per tutte queste ragioni ma soprattuto perché la sua visione aveva plasmato il percepito estetico di Saint Laurent. Universo di infinita bellezza che si annullava, si riscriveva secondo le sue idee più anti-convenzionali e che si espandeva anche in altre sfere culturali. Le Saint Laurent Productions ad esempio, nate da un’idea dell’ormai ex direttore creativo, avevano contribuito alla produzione, fra le molte, di “Partenope” di Paolo Sorrentino.

Negli anni abbiamo osservato la metamorfosi e maturazione della direzione creativa di Anthony Vaccarello attraverso show storici che sono diventati veri e propri momenti da ricordare. Dal deserto di Agafay in Marocco alle spiagge di ghiaccio dell’Islanda  sino ad arrivare alle luci dorate della Torre Eiffel. Ricordiamo gli show più iconici di questi ultimi dieci anni. 

Spring/summer 2018

Nella collezione SS 2018 la visione di Anthony Vaccarello, finora ancora influenzata dai mondi di Hedi Slimane, inizia ad emergere. Indimenticabili gli abiti balloon del show cortissimi realizzati in pelle, duchesse e piume abbinati agli stivali con frange. Estetica sensuale dalle sfumature rock-chic che avrebbe dato inizio ad un nuovo corso per Saint Laurent. 

Fall/winter 2020 

Quella della FW 2020 è stata forse la collezione che più di tutte ha consacrato Anthony Vaccarello e la sua direzione creativa della Maison. Qui il concetto di ripetizione fa il suo debutto ufficiale attraverso leggins e gonne in latex abbinate a giacche, pellicce e cappotti dalle spalle architettoniche. Un’anticipazione di ciò che avrebbe definito questo decennio. 

Fall/winter 2021 

In piena emergenza Covid, Vaccarello decide di trasferire gli show digitali in posti remoti del pianeta. Se nella stagione precedente aveva portato Saint Laurent nella suo ancestrale Marocco per la FW 2021 la passerella prese vita sulle spiagge ghiacciate dell’Islanda. La collezione si incentrava sulle silhouette longilinee dei look ma soprattutto sull’intervento dei colori. Palette complementari si mescolavano all’interno dei capi mentre facevano capolino tessuti spalmati di top, giacche e costumi; capi divenuti poi oggetto del desiderio di molte. 

Spring/summer 2023 – menswear 

Un anello di luce circolare innestato fra le dune del deserto di Agafay in Marocco fa da sfondo alla collezione SS 2023 dedicata al menswear. Un ritorno dunque alla terra tanto amata da Monsieur Saint Laurent che si tramuta in un guardaroba leggero, bohémien ma misurato e sensuale nella sua formalità. I completi doppiopetto e le vestaglie in satin si alternavano a top in chiffon di seta dalle trasparenze seducenti. 

Fall/winter 2023 

Per la FW 2023 le spalle architettoniche di cui avevamo visto un’anticipazione nel 2020 diventano linguaggio estetico identitario. La collezione accentua in modi estremi i volumi delle giacche tipiche degli anni Ottanta e rimarca l’intuizione di Saint Laurent di far indossare lo smoking da uomo anche alle donne.

Spring/Summer 2024 – menswear 

I codici formali dello smoking maschile nella collezione dedicata alla SS 2024. Le spalle-extra delle giacche sorvolano look asciutti nelle linee ma resi assolutamente fluidi e sensali dalle bluse in chiffon, dai top a barca in satin e dalle canotte in seta dagli scolli vertiginosi. È la nascita di un nuovo archetipo maschile secondo Saint Laurent: edonista e seducente.

Fall/winter 2024 

La sensualità diviene elemento materico attraverso l’organza e la seta pura utilizzata in tutti i look della collezione FW 2024. Anthony Vaccarello riprende e riscrive nella contemporaneità lo storico “nude look” di Saint Laurent attraverso le sue declinazioni più disparate utilizzando però lo stesso tessuto per tutte. Le inserzioni di pellicce, piume di marabù e giacche in latex accentuano la matrice erotica (ma sussurrata) della collezione.

Spring/summer 2026 

Per la SS 2026 Anthony Vaccarello dipinge il ritratto di una donna multiforme. Divinità della notte in pelle e principessa contemporanea avvolta dalla leggerezza dello chiffon. Un’ode allo stile francese elevato a demi-couture attraverso abiti scenografici realizzati in nylon e suggestioni erotiche ispirate a Mapplethorpe. 

Spring/summer 2026 – menswear 

Le ultime collezioni realizzate da Vaccarello si presentano tutte come espressioni illuminate della sua visione del brand. Lo show dedicato alla moda uomo SS 2026 non fa eccezione e produce l’ennesimo innesto estetico nella contemporaneità. Gli occhiali giganti della collezione e le cravatte inserite nella camicia (dalle cromie a contrasto) sono diventati giù un cult del fashion system. 

Spring/summer 2027 – La fine dell’età dell’oro 

Impossibile non citare l’ultimo grande show di Anthony Vaccarello per Saint Laurent che per molti è passato già alla storia come uno dei momenti più iconici dell’industria contemporanea. Abiti, ricordi ed emozioni intinti nell’oro di una celebrazione sublime di questi ultimi dieci anni. Charlotte Gainsbourg che nel finale intona “Anthony, you are so much Yves Saint Laurent” è la chiusura perfetta di un cerchio di infinita bellezza e genialità. 

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Ott 9, 2026

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