Gucci Memoria prende forma nei Chiostri di San Simpliciano a Milano come un viaggio immersivo tra storia e contemporaneità. In occasione del Fuorisalone 2026, la Maison intreccia arazzi, installazioni e simboli iconici per raccontare oltre un secolo di identità in continua evoluzione
In occasione del Fuorisalone 2026, Gucci ha scelto di stupire e onorare la storia della Maison con una mostra immersiva presso i Chiostri di San Simpliciano. Curata dallo stesso Demna, l’esposizione presenta una serie di installazioni che ripercorrono gli ultimi centocinque anni, dalla nascita di Gucci fino al presente. L’omaggio alle origini fiorentine del brand è evidente nella scelta degli arazzi come strumento di rappresentazione visiva della narrazione, che sono tra i principali protagonisti dell’esposizione.
Accanto ad essi, la mostra riunisce anche altre installazioni, che spaziano da ambienti botanici ispirati al motivo Flora fino a distributori automatici interattivi. Un complesso di linguaggi espressivi differenti si intreccianoin un dialogo ampio e complesso, che rispecchia l’evoluzione della maison attraverso i decenni.

Dodici arazzi per raccontare Gucci: una storia che prende forma attraverso continue trasformazioni
L’elemento centrale di Gucci Memoria è il ciclo di dodici arazzi, su cui viene riportata la storia della Maison. Ogni arazzo si offre allo sguardo del pubblico come rappresentazione visiva di un momento significativo del percorso di Gucci. Ad aprire la sequenza è la raffigurazione del giovanissimo Guccio Gucci durante la sua prima esperienza lavorativa come facchino all’Hotel The Savoy di Londra. Da qui si passa alla fondazione della prima bottega Gucci, dove ferve il lavoro artigiano tra strumenti e pellami. Gradualmente, la bottega familiare si evolve in una Maison internazionale, in grado di produrre capolavori iconici come la Jackie 1961 degli anni Sessanta.

Passo dopo passo, gli arazzi continuano a seguire le vicende della famiglia Gucci fino alla nomina della prima Direttrice Creativa della Maison, Dawn Mello, per poi rendere omaggio a tutti i creativi che hanno plasmato l’immaginario Gucci: Tom Ford, Frida Giannini, Alessandro Michele e Sabato de Sarno. La narrazione si deposita infine ai giorni nostri, con un paio di opere dedicate alla nuova era di Demna. Vera e propria voce narrante, ogni arazzo si articola attraverso variazioni nella composizione e nell’atmosfera, passando da origini mitologizzate a reinterpretazioni contemporanee. Figure, simboli e paesaggi evolvono lungo la sequenza, a pari passo con le continue trasformazioni attraversate dal marchio.
Gucci Memoria oltre gli arazzi tra elementi naturali e interazioni urbane
L’universo Gucci si estende oltre alla sequenza di arazzi, occupando il chiostro grande e il chiostro piccolo con due installazioni ulteriori. Il primo si popola con fiori stagionali, coltivati appositamente per l’iniziativa seguendo il celebre motivo Flora. Introdotto dalla Maison negli anni Sessanta e disegnato dall’artista Accornero de Testa su commissione di Rodolfo Gucci come dono per omaggiare Grace Kelly in occasione di una sua visita a Milano, il disegno è diventato uno dei più iconici del brand. Il chiostro piccolo ospita invece una serie di distributori automatici attraverso cui vengono distribuite bevande in lattina ispirate agli archetipi presentati nella collezione di debutto di Demna, “La Famiglia”.

In parallelo a Gucci Memoria, il marchio ha previsto altre due iniziative nella città di Milano. Nelle boutique di Via Montenapoleone, Galleria Vittorio Emanuele, Rinascente e Malpensa il brand ha introdotto già da metà aprile una selezione di borse e accessori Flora, tra cui il modello Giglio e la Jackie 1961. Tra il 27 e il 28 aprile, inoltre, Gucci distribuirà bouquet realizzati con i fiori dell’installazione Flora, proseguendo dunque la narrazione attraverso il riutilizzo degli elementi materiali che la costituiscono.
Photo courtesy Gucci



