Il nuovo volume, edito da Skira a cura di Thierry-Maxime Loriot, esplora il rapporto di Schiaparelli con il mondo dell’arte. Un viaggio attraverso decenni di una contaminazione interdisciplinare avviata da Elsa Schiaparelli e declinata in chiave sempre più contemporanea attraverso l’evoluzione storica della maison
Il volume “Schiaparelli. Anglomaniac”, curato da Thierry-Maxime Loriot e introdotto da Dua Lipa, si inserisce in un momento di rinnovata attenzione verso la storica Maison Schiaparelli, offrendo uno sguardo inedito sul dialogo tra la sua eredità e la creatività contemporanea britannica. Il libro raccoglie il contributo di oltre cinquanta artisti, fotografi e creativi, mettendo in relazione linguaggi visivi diversi e generazioni distanti. Il progetto si sviluppa attorno alla visione attuale del direttore creativo Daniel Roseberry che, dal 2019, ha riportato la Maison al centro del dibattito culturale della moda. La pubblicazione, prevista per settembre 2026, sarà edita da Skira. Il volume si configura come una riflessione critica sul concetto di identità stilistica, reinterpretata attraverso fotografia, performance e arti visive. In questo senso, il volume si pone in continuità con la tradizione interdisciplinare che ha sempre contraddistinto la casa di moda fin dalle sue origini.

Elsa Schiaparelli e la moda surrealista
Fondata da Elsa Schiaparelli negli anni Venti, la Maison Schiaparelli è stata una delle più innovative della moda del Novecento grazie al suo approccio surrealista. Appassionata d’arte e vicina ai maggiori esponenti del Surrealismo, come Dalí e Cocteau, Schiaparelli fu fautrice della contaminazione tra arte e fashion design tramite vere e proprie collaborazioni con gli artisti stessi. La stilista introdusse inoltre elementi rivoluzionari come l’uso della tonalità shocking pink e capi iconici come l’abito-aragosta, contribuendo a ridefinire il rapporto tra moda e arte. Secondo il Victoria and Albert Museum e il Metropolitan Museum of Art, il suo lavoro rappresenta uno dei primi esempi di contaminazione consapevole tra discipline creative, anticipando dinamiche oggi centrali nel sistema moda. Dopo un periodo di inattività seguito alla chiusura della Maison nel 1954, il marchio è stato rilanciato nel 2012 sotto la proprietà del gruppo Tod’s. Da allora, Schiaparelli è tornato progressivamente a occupare una posizione di rilievo nell’haute couture parigina. Il lavoro di Roseberry si inserisce in questa traiettoria, recuperando i codici simbolici della fondatrice come ironia, teatralità, sperimentazione e traducendoli in una visione contemporanea.

Nick Knight, Sora Choi, V magazine, May 2025
La moda vista come punto d’incontro e di contaminazione tra linguaggi culturali differenti
“Schiaparelli. Anglomaniac” riflette pienamente questa tensione tra passato e futuro, mettendo in luce una rete di collaborazioni che richiama direttamente il metodo creativo di Elsa Schiaparelli. Le interviste e i contributi presenti nel volume – da figure affermate come Nick Knight e Pat McGrath a giovani autori emergenti – testimoniano il ruolo della Maison come punto di riferimento per artisti e creativi internazionali. Il focus sulla scena britannica non è casuale. Storicamente, fotografi come Cecil Beaton hanno contribuito a definire l’immaginario visivo della moda del XX secolo, e il libro ne riprende l’eredità in chiave contemporanea. In questo senso, la pubblicazione si configura come un archivio vivo, capace di documentare non solo un’estetica ma un vero e proprio ecosistema creativo. Obiettivo del volume non è celebrare il passato con nostalgia, ma proiettare la Maison verso nuove possibilità espressive, riaffermando il ruolo della moda come linguaggio culturale complesso e in continua evoluzione.
Cover photo credits: Jack Davison, Zendaya,W, Malibu, 2022; all photos courtesy of Skira



