Lana Del Rey è tornata: tutto quello che sappiamo sul nuovo album Stove e il singolo “White Feather Hawk Tail Deer Hunter”

Lana Del Rey torna ufficialmente sulle scene musicali rilasciando il terzo singolo della sua nuova era “White Feather Hawk Tail Deer Hunter”. Il brano rappresenta un radicale cambiamento nelle musicalità country che avrebbero dovuto caratterizzare il nuovo album dell’artista “Stove”. La cantautrice cambia così di nuovo registro artistico regalandoci una vera formula magica di “voodoo positivo” dalle tinte Southern Gothic 

Il percorso artistico di Lana Del Rey, ormai è noto, non segue le regole del mercato ne tanto meno le strategie di comunicazione convenzionali. Tracce sperimentali lunghe più di dieci minuti, titoli di canzoni e album chilometrici e release ufficiali in giorni randomici della settimana. Questo modus operandi accende i riflettori sulle vere intenzioni della cantautrice. Dopo numerosi successi commerciali e aver creato difatti un genere musicale a sé, senza il quale non avremmo avuto artisti come Billie Eilish, Lana decide di creare arte per il gusto di farlo. Un approccio autentico dunque che sfida i trend del mercato e che parla ad un pubblico ormai consolidato. Tutte queste caratteristiche si riflettono perfettamente nel rilascio del suo ultimo singolo “White Feather Hawk Tail Deer Hunter”.

Il brano si presenta come un portale verso un luogo liminale delle campagne del sud degli Stati Uniti, fra paludi e campi di grano. La scrittura è frastagliata da una produzione musicale sperimentale, magnetica e infestante; a metà tra una filastrocca, un incantesimo contemporaneo e una canzone di un antagonista Disney. Nonostante la matrice quasi alienante della canzone il testo racchiude tutto il talento poetico di Lana Del Rey. Attraverso immagini chiare, archetipi relazionali e riferimenti culturali ci narra una storia fiabesca ma intrisa di riflessioni personali. Prima fra tutti, il suo matrimonio con Jeremy Dufrene, guida turistica della Louisiana specializzato nell’avvistamento di alligatori.

In questo nuovo brano il loro rapporto si materializza in luoghi nascosti del sud in cui la cantautrice “urla il suo amore” per il “cacciatore” che vediamo nel titolo. Il testo inoltre è il risultato di una stesura a più mani, tutte provenienti dalla sfera affettiva di Lana. Nella scrittura hanno contribuito difatti lo stesso Jeremy, la sorella Chuck e il fratello Charlie Grant; tutti accompagnati dal celebre produttore Jack Antonoff. Quest’ultimo negli anni ha contribuito enormemente alla crescita stilistica di Lana Del Rey attraverso la creazione di brani che sfidano fortemente le convenzioni musicali contemporanea. Ricordiamo A&W e Venice Bitch, canzoni lunghissime in cui coesistono produzioni e suoni contrastanti accompagnate da testi autobiografici profondissimi. All’interno di “White Feather Hawk Tail Deer Hunter” ritroviamo anche un piccolo “easter egg” ovvero la parola “Stove”, in teoria, titolo del nuovo album. 

L’album “Stove” e le sue metamorfosi 

Annunciato quasi due anni fa, il nuovo album di Lana Del Rey sembrerebbe stia mutando costantemente. Il progetto ad esempio ha cambiato circa quattro titoli nel corso del tempo. Prima “Classics” poi “Lasso” giungendo al penultimo “The right person will stay” e infine al quasi definitivo “Stove”. Questa variazione accompagna anche la metamorfosi dei contenuti del disco. Lana in più intervista ha affermato di voler reinterpretare la musica Country statunitense attraverso la sua lente stilistica e poetica. In corso d’opera però l’artista si è resa conto di quanto questo stile sia stato già riscritto, soprattuto nell’ultimo periodo. Ricordiamo Cowboy Carter di Beyoncé in cui si affrontava proprio la tematica dei generi musicali e delle loro contaminazioni. E così da semplice album country, Lana decide di trasformarlo in un progetto sempre più personale, profondo e stratificato nella produzione sonora.

In questa prospettiva le prima canzoni rilasciate “Henry come on” e “Bluebird” si presentano come ballad essenziali ed eleganti. Quasi un preludio semplicistico ad una dichiarazione di intenti più articolata e che affronta le esperienze personali della cantautrice senza alcun filtro. È il caso del brano spoilerato sui social dalla stessa artista “All about Ethel” che si presenta come una vera e propria “dissing track” nei confronti della cantautrice Ethel Cain.

C’è anche però un forte approccio romantico al matrimonio nella canzone “Stars fell on Alabama” dedicata proprio a Jeremy. Un twist nella scrittura di Lana Del Rey che, fino al suo ultimo album, ha rappresentato la sfera matrimoniale come qualcosa di irraggiungibile, almeno per lei. Ad oggi non sappiamo quanti di questi brani (a parte “White Feather Hawk Tail Deer Hunter”) verranno inseriti nell’album “Stove” che, secondo diversi rumors, potrebbe cambiare ancora nome. All’interno inoltre si vocifera la presenza di Florence Welch, artista dalla forte spiritualità e che rappresenta la controparte britannica di Lana, più ancestrale e mistica. 

L’estetica Southern Gothic 

Il nuovo capitolo della cantautrice si accompagna ad un immaginario ben definito e che in passato ha abitato i mondi perduti di Tumblr. L’estica Southern Gothic si presta perfettamente alle suggestioni musicali oniriche del brano“White Feather Hawk Tail Deer Hunter”, ma non solo. È il riflesso concreto anche della vita stessa di Lana Del Rey che, abbandonata prima New York e poi la West Coast, si è ritrovata ad abitare nelle paludi del sud. La musica della cantante ha da sempre un forte valore estetico capace di creare associazioni di immagini immediate.

L’album “Stove” sembrerebbe non fare eccezione già dal mini tour negli stadi degli scorsi mesi dove la scenografia del palco ricreava una piccola baita in legno immersa nella natura. Questo racconto visivo si riflette anche sullo stile personale di Lana che alterna silhouette anni Sessanta da Trad Wife a look ricchi di pizzo e fiocchi decadenti. Scelta estetica che ricade anche nel suo abito da sposa. Un mix di elementi, come corsetti, pelle invecchiata e colori terrosi, che rievoca una campagna sospesa nel tempo e nello spazio. Difatti i decenni si annullano e così la figura della strega nascosta nei monti Appalachi si accosta a quella delle rock star anni Settanta. È la stessa narrazione magnetica che ritroviamo nell’ultimo “Cime Tempestose” e nei costumi di Margot Robbie in cui lo stile della campagna inglese di epoca vittoriana si contamina con il presente.

La nuova era di Lana Del Rey sembrerebbe essere iniziata ufficialmente (di nuovo). E così dalle colline illuminate di Hollywood e dal tunnel di Ocean Blvd siamo catapultati nel mondo rurale di un sogno gotico; fra l’incubo e la realtà. 

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Feb 18, 2026

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