Aristocrazia ribelle: la collezione di Dior Men FW 2026 ribalta i codici della maison 

Jonathan Anderson riscrive i confini del guardaroba maschile nella collezione di Dior Men per l’autunno/inverno 2026. Gli omaggi agli archetipi della maison si scontrano con nuovi mondi estetici regalandoci così una visione rivoluzionaria 


L’eredità culturale ed estetica della maison Dior è uno dei patrimoni più importanti e mitologici della storia della moda. Un universo “intoccabile” con codici e linee ben definite che difficilmente si prestano a reinterpretazioni coraggiose. Tutte queste certezze però crollano e danno vita ad un nuovo capitolo quando un creativo come Jonathan Anderson prende le redini del futuro. Lo show per l’autunno/inverno 2026 delle linee maschili di Dior (il secondo per il designer inglese) è un vero e proprio punto di svolta. La sua narrazione visiva è contemporanea e classica; si sposa con i codici della maison ma se ne allontana drasticamente. È un nuovo guardaroba maschile o semplicemente un nuovo “uomo Dior”.

Anderson realizza una collezione coraggiosa e autenticamente unica che racchiude in sé la scintilla del cambiamento. Ma come abbiamo visto nelle ultime settimane, la nascita di qualcosa di nuovo non può sottrarsi alla propria storia. E così sulla passerella di Dior vediamo sfilare suggestioni dei primi Quaranta e Sessanta o stampe e lavorazioni Art Deco. Da qui si fa spazio un omaggio lapalissiano al lavoro di Paul Poiret; figura agli antipodi di Monsieur Christian Dior. Negli anni Venti difatti Poiret divenne celebre per le sue linee morbide e avvolgenti dal sapore orientale ma soprattutto libere dai corsetti ottocenteschi. Una filosofia di stile in netto contrasto con il “New Look” nato nel 1947, quando Dior divenne leggenda. Jonathan Anderson realizza così “l’impossibile”, ovvero una conversazione astrale fra due geni diametralmente opposti. 

I giovani ribelli della nuova aristocrazia 

Il primo look della collezione pone nell’immediato il tone of voice di questo racconto ideale. Una riproduzione accurata di un look degli anni Venti realizzato da Poiret diventa una canotta lucente indossata nei jeans a sigaretta. È la contrapposizione di idee, decenni e filosofie estetiche. Una terra di mezzo mai esplorata nella maison se non dall’era di Hedi Slimane negli anni 2000 che oggi si manifesta nella Napoleon Jacket di un look. L’allure che si respira ammirando le diverse uscite è quella di una ricca decadenza; nostalgica ma rinnovata. Si delinea il profilo di un giovane aristocratico annoiato e ribelle dedito ad un lifestyle edonistico ma sempre misurato.

Gli omaggi a Paul Poiret diventano sempre più evidenti sulle cappe decorative applicate ai capispalla arricchiti dai voluminosi manicotti in pelliccia. L’istituzionalità regale si dissacra nelle spalline preziose con frange che adornano semplici polo dai colori pop abbinate ai pantaloni con stampe floreali. I colletti inamidati che ricordano piccole gorgiere si lasciano cadere su blazer morbidi o sulla maglieria più semplice. L’esercizio di stile di Anderson si stratifica regalandoci immagini di un guardaroba maschile eclettico ma perfettamente allineato all’universo della maison. Anche la giacca Bar subisce una metamorfosi dopo il suo “debutto” nel guardaroba maschile della scorsa stagione. Il capo più celebre di Dior viene accorciato e proposto in diversi materiali e tessuti come il denima slavato o il pied-de-poule in lana. 

Il fashion show racchiude una poesia dissacrante e quasi impercettibile in cui la figura dell’aristocratico si spoglia dei propri “oneri”. C’è una chiara volontà di abbattere i confini del genere e di mixare l’estetica bohémien di Poiret con la forza sovversiva del punk inglese. Gli abiti in maglia si scontrano con gonne ampie dalle fantasie esotiche mentre il parka imbottito presenta stampe barocche ton sur ton. Un mix and match di epoche che risulta magico e vincente. Anderson si abbandona alle suggestioni più libere come nel caso dell’hair styling che prende ispirazione dal mondo Anime e dalle subculture del Novecento. La nuova direzione di Dior sembrerebbe essersi definita ancora di più in questo terzo capitolo firmato dal designer inglese la cui cifra stilistica apporta un cambiamento necessario. Gli aristo-youth di Dior conquistano Parigi e l’intero fashion system. 

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Gen 22, 2026

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