Essentiel Antwerp X Conor Turley: il brand belga a sostegno dei giovani talenti

La collaborazione tra Essentiel Antwerp e la Royal Academy of Fine Arts di Anversa, giunta alla seconda edizione, celebra il valore della mentorship nella moda contemporanea. Il brand ha collaborato con il giovane talento Conor Turley per creare una capsule gender-fluid, con una narrazione visiva concettuale e potente

Sostenere i giovani talenti è una missione importante, che incomincia nelle scuole ma passa anche per il supporto di designer e brand già affermati, che scelgono di dare spazio a nuove voci creative fungendo da mentori nella loro crescita professionale e artistica.  Un esempio eccellente è costituito da Essentiel Antwerp, brand con sede ad Anversa nato nel 1999 grazie ai due fondatori Esfan Eghtessadi e Inge Onsea. Nel 2024 il marchio ha avviato una collaborazione con la Royal Academy of Fine Arts di Anversa, nota per essere un centro propulsore di talenti nel design di moda. Per l’occasione, Essentiel Antwerp ha dato l’occasione a una studentessa neolaureata, Paula Van Dyck, di creare una propria linea all’interno del marchio, collaborando con tutto il team. 

Si apre ora un nuovo capitolo della partnership tra Essentiel Antwerp e la Royal Academy, giunta alla sua seconda edizione. Quest’anno, il designer selezionato è Conor Turley, talentuoso studente del master dell’Accademia. Collaborando con il team creativo di Essentiel Antwerp, Turley ha reinterpretato la sua collezione del secondo anno. La collezione, incentrata su un approccio gender-fluid e ispirata al docu-film “Eldorado”, riflette sulla dualità tra aspettative pubbliche e libertà privata nel mondo queer, rappresentandone le contraddizioni e gli aspetti più nascosti. 

La capsule, disponibile dal 4 dicembre, si compone di quattro capi: un bomber, un abito, una camicia e una gonna. In essa, si fondono armoniosamente i codici visivi di Essentiel Antwerp, colorato e anticonformista, e   l’estetica di Turley, più concettuale e cupa. A raccontare a Virtus Magazine come i capi hanno preso vita durante i diversi step del progetto sono lo stesso Turley e Inge Onsea. 

In definitiva, il progetto conferma quanto il sostegno ai giovani talenti sia fondamentale per alimentare il futuro della moda. Offrendo ai designer emergenti l’opportunità di confrontarsi con i processi di un brand affermato e di trasformare le proprie idee in prodotti reali, Essentiel Antwerp contribuisce in modo significativo a mantenere vivo e dinamico il panorama creativo contemporaneo. Una visione lungimirante che non solo valorizza la diversità dei linguaggi estetici, ma rafforza anche il ruolo della moda come luogo di incontro, crescita e innovazione.

Conor Turley:

A: Ciao Conor, è un vero piacere fare questa chiacchierata con te. Per cominciare, vorrei chiederti com’è stato collaborare con Essentiel Antwerp. Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

C: Collaborare con Essentiel Antwerp è stata un’esperienza completamente diversa rispetto a lavorare in autonomia all’interno di un contesto scolastico. Ho imparato come funzionare all’interno di un team e ho avuto modo di capire tutti i livelli coinvolti nella creazione di una collezione, dallo sviluppo del design al marketing. L’ insegnamento più grande è stato comprendere cosa sia possibile nella produzione su larga scala e come bilanciare creatività e reale portabilità dei capi.

A: La collezione trae ispirazione dal documentario Eldoradoe dal rapporto tra aspettative pubbliche e libertà privata. Come si traduce questo concetto — e l’atmosfera del film — nei capi?


C: Ho tradotto questa dualità tra aspettative pubbliche e fuga privata nelle silhouette, ispirandomi all’abbigliamento maschile degli anni ’20 e a quello femminile degli anni ’50, esplorando modi di enfatizzare e rimodellare il corpo in maniera inaspettata. Ho inoltre posto grande attenzione alla sperimentazione materica attraverso manipolazioni dei tessuti. Utilizzando scarti di lane pesanti, che rimandano alla sartoria tedesca, e combinandole con ricche sete rosa — trapuntando e poi lacerando la superficie affinché la lana affiorasse — ho creato un contrasto che simboleggia le doppie vite condotte da molte persone queer negli anni ’20: l’esterno maschile contrapposto al sé femminile represso.

A: Quali elementi della collezione che hai realizzato al secondo anno di Bachelor — e che ha fatto da base alla capsule — ritroviamo in questo progetto?

C: Tutti i capi della capsule derivano direttamente da elementi della mia collezione del secondo anno di Bachelor. Sia l’abito grigio che la camicia bianca sono ispirati a un vestito della mia collezione con proporzioni insolite. Il bomber è un’evoluzione di un abito a bustier: mantiene l’aspetto generale e le manipolazioni dei tessuti, ma è stato ripensato in una forma più indossabile. Infine, la combinazione di lane pesanti e seta rosa della mia collezione originale ritorna anche nel design della gonna.

A: Cosa rappresenta per te questo progetto?

C: Vincere l’Award di Essentiel Antwerp e ottenere la possibilità di collaborare con loro è stata una sorpresa meravigliosa. Poter condividere la mia visione attraverso il loro marchio è qualcosa che apprezzo profondamente. Ho imparato moltissimo durante il processo, dalla produzione al marketing, ed è diventato per me un ricordo fondamentale. È un progetto che custodirò davvero con affetto.

A: Qual è stato, secondo te, l’highlight di questa esperienza?

C: Il momento più significativo è stato vedere i capi prendere forma e tenere in mano per la prima volta i prodotti finiti, soprattutto con l’etichetta co-branded all’interno. Un altro momento indimenticabile è stato lo shooting della campagna: è stato incredibilmente divertente e mi ha permesso di vedere l’intera visione prendere vita. Fotografare la collezione su un uomo potrebbe suscitare discussioni, ma è sembrata la scelta più fedele alla storia che volevamo raccontare.

Inge Olsea:

A: Ciao Inge, è un piacere fare questa chiacchierata con te. Per cominciare, vorrei chiederti com’è nata l’idea di una collaborazione tra Essentiel Antwerp e il Fashion Department della Royal Academy di Anversa.

I: Credo che si debbano sempre sostenere i giovani designer, e siamo fortunati che Anversa — grazie all’Accademia — abbia così tanto talento. Ci è stato chiesto se volessimo sponsorizzare uno studente. Quando ci è stato proposto, abbiamo accettato e deciso di affiancare alla sponsorizzazione anche una collaborazione. Questo ha permesso allo studente di vivere in prima persona come un brand commerciale sviluppa una collezione e di seguirne l’intero processo dall’inizio alla fine.

A: Quest’anno, per la seconda edizione del progetto, avete lavorato con il giovane designer Conor Turley. Com’è stata questa collaborazione? Cosa ti ha colpito della sua visione?

I: Il nostro Art Director, Tom Depoortere, ha scelto Conor durante lo show annuale del Fashion Department di Anversa. Aveva una narrazione forte e la sua collezione era gender-fluid, nel senso che era menswear ispirato al womenswear. Sarebbe stato più ovvio per noi scegliere qualcuno che lavorasse molto con il colore e con un’estetica giocosa e stravagante, ma è proprio questo che rende la collaborazione così eccitante e stimolante: ci permette di fare qualcosa di completamente diverso.

A: Come avete unito lo spirito di Essentiel Antwerp alla creatività di Conor?

I: Abbiamo abbracciato il contrasto tra i nostri mondi invece di cercare di attenuarlo. Essentiel Antwerp è naturalmente colorato, giocoso e vivace, mentre il lavoro di Conor è più cupo, concettuale e radicato in una narrazione gender-fluid. Invece di indirizzarlo verso qualcosa di più “Essentiel Antwerp”, abbiamo scelto di valorizzare ciò che rendeva unica la sua visione.

A: Cosa rappresenta per te questo progetto?

I: Questa partnership va oltre la moda. È un modo per incoraggiare le idee più libere e dare ai giovani designer una piattaforma su cui brillare. Crediamo molto nel potere del mentorship e sostenere talenti freschi come Conor mantiene il nostro mondo inatteso e pieno di sorprese.

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Dic 5, 2025

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