“Along the Way”: il viaggio fotografico di Paolo Roversi a New York

Pace Gallery ospiterà fino al 25 ottobre una retrospettiva dedicata a Paolo Roversi, inaugurata durante la settimana della moda di New York

Luce e poesia. Le atmosfere sospese delle fotografie scattate da Paolo Roversi sono raccolte nella retrospettiva dedicata al fotografo, “Along the Way”, presso la sede newyorkese di Pace Gallery. La mostra, inaugurata in corrispondenza con l’inizio della New York Fashion Week il 12 settembre, rimarrà in esposizione fino al 25 ottobre. 

Paolo Roversi: l’amore per la fotografia e gli esordi

Nato a Ravenna nel 1947, Roversi sviluppa l’amore per la fotografia da ragazzino grazie a un viaggio di famiglia in Spagna. Al suo rientro, non perde tempo e si costruisce una camera oscura nel seminterrato di casa. Negli anni Settanta inizia la sua carriera lavorando su commissione per Associated Press. Nel 1973 Paolo Roversi si trasferisce a Parigi, dove affina il suo talento con Lawrence Sackman ed entra nel mondo della moda e dell’editoria. Dopo i primi scatti per ELLE, nel 1980 firma una campagna beauty per Dior che lo consacra tra i fotografi di moda più innovativi del periodo.

Si apre così una serie di collaborazioni con alcuni tra i più noti marchi editoriali, come l’edizione britannica di Vogue, – i-D, W, Arena e con maison come Romeo Gigli, Comme Des Garçons e Yamamoto, per cui scatta una sensazionale campagna a fine anni Ottanta. Le immagini create per Yamamoto traggono ispirazione dall’ambiente circense, come ha raccontato successivamente lo stesso Roversi, ma anche dal mondo Felliniano della “Giulietta degli Spiriti”. Si avvicinano molto a quella che diventerà la sua cifra stilistica, caratterizzata da un uso della luce inconfondibile. 

La Luce come sovrana assoluta – l’affascinante poetica visiva di Roversi 

Il fotografo come impiegato del Sole: questa è l’idea che Roversi ha della sua professione. Ciò che distingue le sue immagini è proprio il senso della luce che le contraddistingue, che il fotografo ha dichiarato essere vicino ai quadri di Giorgio Morandi. Nel descrivere il suo approccio  alla sorgente luminosa, Roversi ha parlato di un “sentimento della luce”, a intendere la completa assenza di razionalità: con la luce non si parla, ci si fa l’amore. 

La poetica di Paolo Roversi si ispira a maestri come August Sander, Robert Frank e Diane Arbus, ma anche ai mosaici bizantini della sua città natale. I suoi ritratti, eterei e pittorici, uniscono mistero e introspezione, trasformando ogni immagine in un incontro intimo e magnetico.

Realizzate con pellicola Polaroid 8×10 su bianco ottico, spesso di grande formato, le sue fotografie sono caratterizzate da morbide sfocature, sovraesposizioni, imperfezioni che vengono esaltate piuttosto che essere nascoste. Luogo in cui si origina il canto da sirena di queste immagini, al cui fascino a tratti sinistro è impossibile sottrarsi, è spesso il suo studio parigino. Come lo stesso fotografo ha dichiarato, esso è «un luogo in cui il caso, il sogno, l’immaginazione possono prevalere sul resto. Lascio a queste forze tutto lo spazio possibile». 

La retrospettiva organizzata da Pace Gallery si inserisce in coda all’ultima mostra personale dedicata all’artista dalla Galleria nel 2019. “Along the way” vuole rendere omaggio al fotografo tramite una raccolta di alcuni tra i suoi più celebri lavori realizzati  dai primi anni Novanta a oggi, ponendo l’accento sui rapporti dell’artista con le diverse personalità del mondo della moda. Una selezione di immagini che racconta trentacinque anni di carriera, celebrando il lascito dell’autore di alcuni tra i migliori scatti di moda mai realizzati. 

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Set 16, 2025

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