Valentino: la nuova campagna corale “Le Méta Théâtre Des Intimités”


Valentino lancia la nuova campagna a supporto della collezione autunno/inverno 2025-26 “Le Méta Théâtre Des Intimités”. Volti e storie nascoste continuano a delineare le sfumature esistenziali legate al concetto dell’apparire. Una magia intimista che prende vita in onirici e stranianti bagni pubblici

Lo scorso febbraio Alessandro Michele ha presentato la collezione di Valentino per l’autunno/inverno 2025-2026 in quello che potremmo definire il “non luogo” per eccellenza. Il bagno pubblico, spazio sospeso dell’intimità umana in cui ogni verità si svela senza i filtri della realtà. Fra le piastrelle, in questo caso rosso sanguigno, si riflettono le storie di tutti, volti nebulosi e corpi nudi.

Fra un incubo Lynchano e un sogno metafisico riemergono, sotto le luci soffuse, i profili estetici di un guardaroba che è la materia tangibile di questi pensieri. È la nascita de “Le Méta Théâtre Des Intimités”, un racconto trasversale che da dietro la porta di un bagno si riversa nel guardaroba Valentino. Queste tematiche così magnetiche non vengono abbandonate con la fine dello show ma riprese dal direttore creativo anche nella nuova campagna della maison. 

La campagna Valentino FW25-26

Alessandro Michele infatti, con la sua creatività, ha sempre rifiutato lo scorrere vorticoso dell’industria in favore di pensieri e storie più profonde. «Ritorna il bagno pubblico: un contro-luogo in cui la dimensione privata e quella relazionale si confondono, dove il visibile sfida l’invisibile, il decoro collide con il piacere proibito e l’esposizione gioca con l’occultamento.» Afferma il designer che ci invita ad addentrarci ancora di più in un queste storie nebulose ma allo stesso tempo così chiare. La campagna dunque si immerge in quello stesso “meta-universo” del fashion show ma in cui figurano nuovi protagonisti.

Identità caratterizzanti e immerse in questo spazio liminale che accoglie così nuove e innumerevoli possibilità esistenziali. Riflessi che si intrecciano con i desideri nascosti alla razionalità, congelati nel tempo grazie all’obbiettivo e alla fotografia di Glen Luchford. Negli scatti, in cui ritroviamo anche la cantautrice Clairo, emerge la riflessione sul concetto dell’apparire umano. La moda, come afferma Alessandro Michele, è «da sempre un linguaggio di apparizione» che, coprendoci, ci mette a “nudo”, sotto gli sguardi della collettività. L’abito difatti, in questa prospettiva, si tramuta nella nostra seconda pelle; in un filtro materico che mostra l’identità che abbiamo scelto di portare in scena. La campagna “Le Méta Théâtre Des Intimités” riporta la collezione in una narrazione ancora più evocativa. Fra un sogno intimista e milioni di incontri casuali. 

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Set 4, 2025

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