Ralph Gibson. Photographs 1960-2024 

La raccolta completa che racconta lo sviluppo dell’immaginario visivo di Ralph Gibson nell’arco dei sessant’anni della sua carriera

Taschen Editore presenta Ralph Gibson. Photographs 1960-2024, la raccolta ad oggi più completa dell’acclamato fotografo americano frutto di sei decenni di creazione di immagini. Il volume è stato realizzato in stretta collaborazione con l’artista che, negli interstizi tra le serie di immagini, accompagna la narrazione visiva con un racconto testuale della sua poetica.

I testi, in lingua inglese, francese e tedesca, accompagnano il lettore nell’universo creativo di Gibson, offrendo un racconto personale e intimo della carriera del fotografo e della filosofia sottesa alle sue immagini. L’antologia visiva dedicata a Gibson, è disponibile anche nel formato di due Art Edition. Ognuna disponibile nel numero di cento esemplari, sono accompagnate oltre dal volume numerato cofanetto da una stampa di Gibson anch’essa numerata e firmata.

Ralph Gibson: infanzia e vocazione alla fotografia

Figlio dell’industria cinematografica, Gibson passa gli anni della giovinezza in California dove il padre lavorava presso gli studi di Warner Brothers a Los Angeles. «La nostra famiglia viveva per l’industria del cinema», racconta. E così, il filo dei suoi ricordi di infanzia si svolge sullo sfondo del giardino dietro casa, dei film visti insieme ai genitori e delle visite al padre sul set dopo la scuola. L’ambiente del cinema costituisce il fertile terriccio in cui si impiantano i semi della passione del giovane Gibson per la fotografia.

Una vocazione che si sostanzia definitivamente nella tarda adolescenza, durante gli anni di arruolamento in Marina. È durante la sua prima traversata sull’Atlantico, nel pieno di una tempesta mentre è intento a osservare il cielo plumbeo del primo mattino, che dentro di lui risuona precisa un’intenzione. «Un giorno sarò fotografo». Così, gli anni in Marina vengono dedicati allo studio delle basi della fotografia.

Gli studi di fotografia e i primi anni della carriera

Terminato il servizio, si iscrive al San Francisco Art Institute a seguito di una serata «favolosa» in compagnia di un amico che all’epoca frequentava l’istituto. Il ricordo della permanenza nella città è indissolubilmente legato all’Hotel Stella, in cui soggiornava per la modica cifra di quattro dollari a settimana. «Mi ricordo la mattina in cui, svegliandomi, ho ritrovato sul muro, dove l’avevo appesa la sera prima, la foto cliché della rosa tenuta fra le due mani. È stata la prima mia fotografia che mi ha dato speranza, un segno che prima o poi avrei trovato soddisfazione nei miei lavori».

Dal 1960 inizia a lavorare come assistente per l’iconica fotografa Dorothea Lange e, in seguito, per il regista Robert Frank. Tra il 1962 e il 1966 torna a Los Angeles, e dopo qualche tempo firma il suo primo contratto per The Strip. È così che vengono posti le prime pietre di una carriera di ben sei decenni, il cui decollo definitivo avviene durante gli anni della permanenza a New York dove, arrivato nel 1967, Gibson inizia a costruire la propria estetica in modo più definito e ad affermarsi al fianco di nomi come Larry Clark e Diane Arbus.

Lo stile identificativo di Gibson tra surrealismo e quotidianità

Nudi, ritratti, nature morte, narrazioni: Ralph Gibson spazia tra i generi e crea nuove categorie di visione. Dai primi scatti realizzati con una Rolle 2.8 comprata durante gli anni in Marina, «A cui non sembravo riuscire a far fare ciò che avrei voluto», si innamora irrimediabilmente della Leica. L’equilibrio del piccolo apparecchio fotografico tra le sue mani sembrava aprire a infinite possibilità compositive.

Nel 1961 inizia a lavorare in 35 mm, format che mantiene per il resto della sua carriera. «Le prime immagini realizzate in quel periodo rendono chiaro che i miei occhi avevano la loro maniera peculiare di vedere le cose», ricorda Gibson riflettendo sulla differenza tra visione e percezione, un qualcosa con cui ogni fotografo prima o poi deve inevitabilmente riconciliarsi. I primi anni della sua carriera danno forma a quello che diventerà lo stile distintivo del fotografo. Gli scatti di Gibson costituiscono riflessioni profonde nascoste dietro la semplice apparenza di oggetti quotidiani, che diventano sostanza per narrazioni astratte.

Bianchi e neri evocativi, ad alto contrasto, parlano attraverso silenzi rumorosi e potenti. Immagini a tratti surreali, sottili finestre che da scorci di quotidianità aprono a panorami esistenziali. Un universo visivo unico, che ha posto le basi per una carriera longeva. Le sue immagini sono state incluse nelle collezioni di duecento musei in tutto il mondo, con oltre duecentocinquanta mostre personali e quartante opere monografiche. È stato ricettore dei fondi della John Simon Guggenheim Memorial Foundation e del National Endowment for the Arts. Gli sono inoltri stati assegnati diversi premi, tra cui Leica Medal of Excellence, Lucie Award e Silver Plume, e nel 2019 è stato inserito nella International Photography Hall of Fame.

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Lug 14, 2025

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