Free-dom: una liberazione dalla prigione delle costrizioni mentali
Il primo elemento che colpisce della sfilata SS26 presentata da PDF di Domenico Formichetti è l’ambientazione originale e assolutamente street, in perfetto accordo con l’universo urbano in cui si inserisce il marchio. La location rappresenta il cortile di una prigione. Ingabbiati tra le pareti di filo spinato, i modelli indossano completi di bermuda morbidi e t-shirt rigate su sfondo bianco, sulla schiena il logo del brand in stile graffiti. C’è chi improvvisa partitelle di basket o anche solo qualche tiro, chi fa flessioni in coppia, chi scambia un paio di battute seduto sulle panche. Incarnano idee, quelle di Formichetti: i suoi dubbi, le sue visioni più audaci, i suoi impulsi repressi.

“Volevo rendere la mia mente visibile agli occhi degli spettatori”, spiega il designer e creatore del brand. “A volte somiglia a una gabbia, come se tutte queste emozioni e possibilità fossero imprigionate al suo interno”. Il concetto viene esplicitato agli spettatori al momento dell’inizio dello show, da una potente voce fuori campo, a cui fa seguito una sirena d’allarme.
Quando nel filo spinato della mente si apre uno spiraglio
Ed è proprio qui che la libertà, Free-dom, ha inizio: nel confinamento. Ma non è certo destinata a rimanere all’interno della gabbia. I carcerati si agitano, ha inizio una sommossa e, immersi nel fumo, escono dal recinto che li imprigionava. Nel momento in cui la gabbia si apre, ecco che le pulsioni di Formichetti possono fuoriuscirne in un sequenza fatta di liberazione, sfida e costruzione del sé.

Ad aprire la sfilata Tony F, con le sue caratteristiche collane al collo, che indossa un look con bermuda rigato e gilet. Ancora una volta, il casting riflette appieno la community di PDF: artisti, atleti, spiriti ribelli e amici. Un cast stellare che comprende, tra gli altri, Rafael Leão, Stefon Diggs, Alvin Kamara, Julez Smith. A loro è affidato il compito di veicolare ciò che risiede nella mente del designer, rendendolo visibile all’occhio del pubblico e trasformandolo in una sfida comune in cui la linea tra espressione ed emozione si assottiglia fino a svanire.
Apertura ed evoluzione: una collezione che si sviluppa in accordo con la mente del designer
Si susseguono look in perfetto stile PDF: jeans o bermuda baggy a vita bassa, bermuda con keychains in vita, felpe oversize con e senza cappuccio e scritte in stile graffiti. Ricorre il tema della riga, a riprendere il look iniziale dei carcerati, ma questa volta su sfondo giallo o grigio.

Così come si apre la mente di Formichetti, allo stesso modo l’universo di PDF segue un’evoluzione. La collezione prende forma, letteralmente: silhouette più strutturate, capi arricchiti da textures come l’effetto trapuntato. Anche gli accessori seguono uno sviluppo, in particolare le calzature: compaiono scarponcini stringati con calzettone, sneakers, stivaletti quasi futuristici.
Verso nuovi inizi: la riscoperta libertà come punto di non ritorno
“È sempre presente una tensione tra ciò che le persone si aspettano da me e ciò che voglio realmente dire”, spiega Formichetti.PDF non ha mai tenuto il confronto culturale, ma questa collezione sembra più personale, intima. Non ci parla solo del modo in cui il mondo esterno percepisce il designer, ma ci racconta il modo in cui lui vede se stesso. Il modo in cui sceglie di essere visto, e ciò che deve rilasciare in modo che PDF possa esistere realmente.

A fine sfilata i modelli, che si erano posizionati ai bordi esterni della recinzione, liberano le loro energie ed emozioni. Fino a questo momento immobili, si lanciano in una corsa negli spazi della prigione, per poi uscire definitivamente di scena, liberi da ogni costrizione. Non è una fine, ma l’inizio di qualcosa. Come dichiara Formichetti, “Una volta che ci si libera, non si torna più indietro”.
Photo courtesy PDF.



