In occasione di MIA Photo Fair BNP Paribas, la Galleria 10 Corso Como presenta “The New American West: Photography in Conversation”, un progetto che indaga come il mito dell’American West sia stato costruito e reinterpretato nel tempo, attraverso sguardi diversi e generazioni di fotografi
In collaborazione con l’edizione annuale di MIA Photo Fair BNP Paribas, nell’ambito di MIA OFF, Galleria 10 Corso Como ospiterà dall’11 marzo al 7 aprile “The New American West: Photography in Conversation”. La mostra, co-curata da Alessio de’ Navasques, Howard Greenberg e Carrie Scott approda a Milano, dopo le presentazoni a New York e Parigi. “The New American West” vuole essere una riflessione su un territorio che, in passato, è stato ricco di promesse di libertà e opportunità. Lontano da ogni dichiarazione politica, l’esposizione valorizza la fotografia come mezzo attraverso cui il mito dell’American West è stato costruito e reinventato nell’arco di quasi un secolo.

Photo courtesy of Howard Greenberg Gallery and the artist Alexei Riboud
Un dialogo tra maestri storici e sguardi contemporanei
La mostra vuole esaltare la fotografia, considerata come uno strumento sia documentazione che di proiezione. Il percorso espositivo instaura un dialogo diretto tra le opere contemporanee di Maryam Eisier e Alexei Riboud con immagini realizzate Edward Weston, Paul Strand, Diane Arbus, Esther Bubley, Mary Elle Mark e molti altri. Al cuore del progetto risiede il viaggio intrapreso nel 2024 da Eisier e Riboud attraverso Texas, New Mexico, Arizona e Utah. Un’esperienza unica, in cui i due hanno lavorato fianco a fianco ma in modo indipendente senza confrontarsi sugli scatti realizzati. Il risultato di questo lavoro sono immagini radicalmente diverse. Da un lato, il lavoro di Eisler è cinematografico e intuitivo. Dall’altro, quello di Riboud è essenziale, architettonico e contemplativo.

Photo Courtesy of Howard Greenberg Gallery and the artist Joel Meyerowit
L’American West come idea in continua trasformazione
Le opere storiche a cui tali lavori si accostano, provenienti dall’archivio di Greenberg, spaziano dal modernismo essenziale alle osservazioni sociali. L’insieme delle immagini non va a costituire una narrazione unica e coesa; rimanda piuttosto a un’idea stratificata, in continua evoluzione. Trattate non come reperti, ma come immagini vive, ribadiscono una premessa fondamentale della mostra. L’American West non si configura tanto come luogo quanto come una domanda ricorrente, continuamente riscritta dai viaggiatori che lo attraversano. Ciò che l’esposizione vuole suggerire è che la nostra comprensione dell’America è in continua evoluzione.

Cover: photo courtesy of Howard Greenberg Gallery and the artist Maryam Eisler



