Dagli atelier romani alle passerelle del mondo, la storia di un couturier che ha trasformato la moda in un linguaggio universale di bellezza, disciplina e sogno. Un omaggio a una carriera che ha attraversato decenni restando sempre sinonimo di stile assoluto
Valentino Clemente Ludovico Garavani nasce a Voghera nel 1932 e muove i primi passi nella moda tra Parigi e Roma, formandosi alla scuola dell’alta sartoria francese. Terminati gli studi, viene assunto come apprendista da Jean Dessès. Quella nella maison costituisce un’esperienza decisiva per il giovane Valentino, come anche il periodo passato nella casa di moda fondata da Guy Laroche, prima capo ufficio stile da Dessès, nel 1957. Dal primo apprende la misura, come egli stesso ricordò in seguito, mentre dal secondo la molteplicità dei ruoli del creatore di moda.
Tornato in Italia nel 1959, si stabilisce a Roma dove fonda la Maison Valentino in Via Condotti. A poco dopo risale la sua prima collezione Ibis, che però passa relativamente inosservata, e la conoscenza con Giancarlo Giammetti, futuro socio e amministratore delegato della maison. Il riconoscimento internazionale arriva presto: il 19 luglio 1962 Valentino sfila a Palazzo Pitti, nel contesto delle embrionali settimane della moda organizzate da Giorgini. Nonostante gli sia stato concesso uno slot indubbiamente sconveniente, nell’ultima ora dell’ultima giornata dell’evento, Valentino conquista i buyer americani. Così, con i compratori che si strappano dalle mani gli abiti, nel giro di un’ora dal défilé vende tutta la collezione. La serata consacra Valentino come nuova voce autorevole dell’eleganza italiana nel mondo.
Il genio di Valentino tra eleganza, couture e innovazione
La carriera del couturier è costellata di collezioni iconiche che hanno definito un’estetica senza tempo. Abiti da sera scultorei, linee pure, ricami preziosi e soprattutto il leggendario Rosso Valentino, diventato firma cromatica e simbolo di femminilità assoluta. Innovatore pur restando fedele alla tradizione dell’alta moda, Valentino ha saputo reinterpretare la couture rendendola moderna, essenziale e riconoscibile. Dagli abiti “no color” degli anni Sessanta fino alla capacità di dialogare con il prêt-à-porter senza mai perdere autorevolezza, il suo linguaggio stilistico ha fatto scuola. Tra le sue linee più iconiche, la Collezione Bianca del 1968 ha acceso la scintilla della passione di Jackie Kennedy per le creazioni di Valentino. Un anno dopo, la Maison introduce la prima linea di prêt-à-porter.
Dal 1966, lo stilista abbandona le sfilate fiorentine e inizia a presentare le collezioni nel proprio atelier. L’anno seguente, quando gli viene assegnato il Neiman Marcus Award, Eugenia Sheppard scrive sull’ International Herald Tribune: «La grande notizia è che Valentino fa concorrenza a Parigi». Accostato ai più grandi creativi parigini, come Dior e Balenciaga, Valentino ha raggiunto lo status di maestro couturier. Ed è a Parigi che, dal 1975 per il prêt-à-porter e dal 1989 per l’alta moda, inizia a presentare le proprie collezioni. Durante una lunga carriera di quasi cinquant’anni, Valentino ha regalato al mondo della moda momenti indimenticabili e intuizioni geniali. Dalle sfilate ispirate al mondo dell’arte, come l’Haute Couture FW/89, alla tonalità di rosso che costituisce la sua signature, ispirata agli abiti da sera delle signore di Barcellona.
Le muse, l’eredità e l’istituzione Valentino
Valentino ha vestito alcune delle figure più influenti del Novecento e oltre. Da Jackie Kennedy a Audrey Hepburn, da Sophia Loren a Elizabeth Taylor, fino a principesse, first lady e star contemporanee. La sua moda è sempre stata un progetto culturale prima ancora che estetico, culminato nella creazione della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Dedicata alla promozione dell’arte, della cultura e della creatività, la Fondazione è attiva dal 2016. Ritiratosi dalla scena creativa nel 2008, Valentino è stato l’ultimo imperatore della moda italiana fino al 19 gennaio, quando si è spento a Roma. I funerali, svoltisi oggi nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, hanno visto la partecipazione di tutti i grandi nomi della moda, che si sono riuniti attorno al compianto maestro un’ultima volta.
Il couturier ha saputo attraversare decenni della storia italiana e internazionale, riuscendo a mantenere la propria cifra stilistica invariata ma mai statica, restando assolutamente rilevante. Oggi, Valentino lascia un’eredità monumentale. Non solo una maison solida e riconoscibile, ma una visione dell’eleganza come atto di rispetto, perfezione e amore per il bello.
Photo cover by Richard Avedon, taken from @realmrvalentino.



