Nell’equinozio autunnale, punto di rinascita, Gucci inaugura un nuovo inizio grazie alla prima collezione firmata Demna. Un chiaro ritorno allo storytelling visivo e concettuale che, in occasione del debutto, ci racconta le poetiche caricature della nuova “Famiglia Gucci”. Estetismi estremi e archetipi diventano testimoni di una nuova era, il cui inizio verrà svelato nel documentario di Demna “The Tiger”
Nelle ultime ore, in pieno stile Demna, dai profili social di Gucci sono stati eliminati tutti i contenuti. Una tabula rasa del passato che preparava il terreno per l’inizio di una nuova era. E infatti alle prime luci del lunedì che anticipa la Milano Fashion Week viene lanciata ufficialmente la prima collezione di Gucci realizzata da Demna. Il nuovo capitolo «spudoratamente sexy, stravagante e audace» indaga gli archetipi ideali della “Famiglia Gucci”. Ritratti caricaturali e magnetici di personaggi che negli anni hanno vissuto lo stile della maison plasmato dai suoi numerosi direttori creativi.
Demna cattura l’essenza di ogni era riuscendo a creare un rinnovato linguaggio estetico intriso di nuova energia creativa. La “Gucciness” dei look realizzati si stratifica nella lettura stilistica che il nuovo direttore regala al brand. Da ogni ritratto, immortalato da Catherine Opie, si evince l’inesorabile sprezzanza “italiana”; concetto dal quale parte lo storytelling e la costruzione della collezione. Gesti, attitudini e un sovoir-faire assolutamente riconoscibile.
Dall’Archetipo alla Diva
L’album di “famiglia” immaginato da Demna inizia con l’Archetipo di Gucci; gli iconici bauli monogram che ci ricordano la nascita del brand proprio nella valigeria. Il racconto continua con “L’incazzata” che, in pieno stile Sessanta, ci ricorda le signore del jet-set avvolte dai loro foulard con stampa Flora. Il cappotto rosso invece rappresenta il primo capo che negli anni della sua adolescenza ha fatto innamorare Demna della moda. Sfogliando i ritratti digitali della Famiglia Gucci ritroviamo la femme fatale nel look in pelle della “Cattiva” o la top model nella “Bomba”. E ancora la “Milanesa” in pelliccia o la “Diva” che prende ispirazione da uno dei volti amici e simbolo della maison; l’eterna Sophia Loren. La narrazione si presente assolutamente solida e funzionale alle nuove esigenze anche grazie ai rimandi all’archivio.
Nel menswear rinasce lo spirito Porn Chic di Tom Ford grazie alle trasparenze, al velluto monogram del “Principino” o al coordinato essenziale ed elegante del “Pesantone”. Riemergono dal passato anche gli slip annodati in vita e le infradito con logo, simbolo si un tempo edonistico e fortemente voluto anche nel presente. Un ritorno netto agli ultimi Novanta con le sue silhouette asciutte, capispalla attillati e minidress in pieno stile “Miss Aperitivo”. Rispetto alle ultime stagioni c’è un ritorno più netto all’abbigliamento glamour della notte grazie alle proposte teatrali e sceniche che Demna decide di presentare in chiusura.
Abiti vestaglia in chiffon e piume di struzzo in stile vecchia Hollywood si alternano alle linee rigide e demi-couture degli abiti della “Contessa” o della “Snob”. Il look “Flora” diventa l’emblema di questo nuovo capitolo in cui lo spirito estetico di Demna si unisce all’heritage del brand tramite la reinterpretazione della sua stampa più iconica. Il tocco del nuovo direttore creativo sembrerebbe già vincente grazie ad un racconto funzionale che rende i capi desiderabili e identitari.
Look rappresentativi di un passato che vorremmo ritornasse ma anche di un nuovo capitolo che rende attuali tutti quei codici che abbiamo imparato a riconoscere. Demna legge il futuro di Gucci scovando nell’archivio la sua essenza; elegante, sprezzante e italiana. Il tutto è esasperato per giungere ad un equilibrio concettuale in cui gli abiti ci raccontano davvero qualcosa. Questo preludio rappresenta soltanto il primo accenno della nuova era in quanto dovremo aspettare a febbraio per assistere al primo fashion show del nuovo direttore. Inoltre la genesi di Gucci: La Famiglia sarà svelata nel documentario “The Tiger” realizzato da Spike Jonze e Halins Reijn.



