La nuova collezione di Julian Klausner per Dries Van Noten dedicata alla primavera/estate 2027 pone il “glamour” al centro della narrazione. Attraverso un guardaroba massimalista e ricco di stratificazioni si riscopre la poesia dei codici estetici appartenenti alla vecchia Hollywood

Il glamour si può riversare nel quotidiano con tutti i suoi mondi ispirazionali? Julian Klausner risponde a questo quesito attraverso la collezione di Dries Van Noten dedicata alla primavera/estate 2027. Il direttore creativo difatti riporta nel reale i linguaggi iper-glamour del cinema e di tutte le sue muse; non rilegandoli però a “silver screen” irraggiungibili. Klausner pensa al glamour “in modo innocente” ricollegandolo idealmente al bisogno quotidiano di sentirsi a proprio agio nei capi che selezioniamo; anche quelli più vezzosi. E così davanti allo specchio scegliamo la giacca più elegante o indossiamo la spilla più preziosa non rigorosamente per un’occasione speciale, ma perché lo desideriamo.

Una visione reale che ci racconta anche il designer belga nelle note dedicate allo show: «Quando ci sentiamo glamour? Queste sono le cose che mi frullavano per la testa mentre lavoravo a questa collezione. Continuavo a pensare al glamour, in modo piuttosto innocente: il desiderio di sentirsi eleganti, semplicemente perché lo si desidera. E quanto è affascinante. Vestirsi per se stesse, giocare davanti allo specchio, provare abiti, calarsi in un ruolo. Scoprire una sfaccettatura diversa. Un rossetto rosso, una spilla scintillante, una cintura stretta: basta così poco per suscitare quella sensazione.»

Nella collezione questa sensazione si traduce in un racconto ricco di linguaggi estetici e mostra il talento del direttore creativo nel giocare con gli elementi più vezzosi del guardaroba femminile. In questo senso l’identità di Dries Van Noten si fa chiara anche nel massimalismo più ricercato.

La gioia di vestirsi
I simboli del “glamour” più classico diventano strumento ludico nella visione di Klausner che ci mostra numerose protagoniste di una pellicola immaginaria. Attrici del reale che assumono le sembianze dei personaggi che interpretano sospese tra finzione e realtà. Le dive del cinema non appartengono più al passato ma camminano per le strade grazie all’immaginazione e a capi che raccontano mondi lontani. Nonostante questi viaggi nel tempo lo show non si abbandona a barocchismi o manierismi esasperati ma si presenta come una precisa e identitaria visione della contemporaneità. «Abbiamo giocato con i simboli del glamour, segni universali con cui tutti hanno familiarità, e li abbiamo reinterpretati, cercando il disinvolto piuttosto che il grandioso.» Continua Klausner: «Il glamour ha naturalmente portato al cinema e a un altro linguaggio globale: il poster cinematografico, l’intera storia in un’unica immagine. Abbiamo immaginato film che non esistono e ne abbiamo creato dei poster. Una prima mondiale, a colori sgargianti. Abbiamo ritagliato abiti e li abbiamo incollati insieme, come poster su un muro, e abbiamo mescolato il tutto con i capi preferiti del guardaroba. Una diva del cinema, sullo schermo e fuori, per davvero o per divertimento.»

Gli universi technicolor secondo il designer si possono tramutare in estetica contemporanea. Difatti la collezione conserva l’identità della Maison attraverso la decostruzione proprio dei codici glamour. La giacca workwear si smaterializza in impalpabile organza mentre mentre il jacquard lurex dalla notte giunge al giorno. Un gioco di contrasti fra materiali e volumi; occasioni d’uso e la loro riscrittura. Abiti a sacco acquistano dinamicità attraverso drappeggi fermati da spille preziose che diventano parte stessa del capo. Così come accade nei cardigan leggerissimi fermati da veri e propri gioielli che adornano anche le spalline dei top in satin o lo scollo di una felpa sportiva.

La pellicola del reale
Il mondo floreale, da sempre caro a Dries Van Noten, si espande sulle stampe delle gonne in chiffon e esplode di luce nei top ricamati. Preziosissimi ricami di fiori che si sovrappongono anche ai tessuti jacard dei capispalla o arricchiscono il minimalismo delle gonne a tubino impalpabili. Il mondo del cinema, oltre al savoir fair dei capi, viene riecheggiato anche nelle stampe di poster di film immaginari. E così, come accadeva sulle mura delle città, questi poster si dissolvono e si sovrappongono su abiti, polo, t-shirt e coordinati. Si intravedono fra l’organza ricamata o lasciano spazio a stampe “stencil” di stelle, occhi di attrici o fiori astratti. Klausner mostra la gioia del vestirsi in un guardaroba che non ha paura di osare. Sia attraverso il decorativismo, come nel caso di una gonna tempestata da mini frange di paillettes, o con la scelta dei colori. Dal giallo acido si giunge al fango di trench e giacche sino ad arrivare al lilla, all’arancione e ai colori metallici che rappresentano un vero e proprio trend di stagione.

Le dive di Dries Van Noten non vivono più sulla Sunset Boulevard ma si insinuano nel guardaroba contemporaneo tra il reale del quotidiano e il glamour dei silver screen.
Photo courtesy Dries Van Noten – Gorunway.



