Quando un’artista raggiunge la piena consapevolezza della propria identità e di come comunicarla, il mondo non potrà più ignorala. È il caso di Slayyyter, cantautrice statunitense presente sul mercato musicale fin dal 2018, ma arrivata al grande pubblico soltanto nell’ultimo anno. A contribuire a questa ascesa il suo album “Wor$t Girl in America” e l’ormai celebre intro del suo brano “Dance…”. Oggi esce “Brand New Chanel$” il primo singolo dell’album complementare “Wor$t Man in America”
La provincia statunitense con i suoi deserti urbani, le comunità cattoliche e le architetture Southern Gothic negli anni ha fatto da sfondo a immaginari cinematografici ed evocativi. Eppure quelle ambientazioni non nascono dalla pura immaginazione creativa ma da storie vere di vita quotidiana. Intere generazioni nate e cresciute lontane dalle megalopoli americane e da quel sogno a cui ambiscono tutti gli angoli più remoti del mondo. Queste atmosfere con tutte le loro complessità però a volte diventano terreno fertile per la nascita di nuove storie creative. È il caso di Slayyyter nata a St. Louis in Missouri e cresciuta fra le strade scoscese della provincia e gas station liminali. Il suo percorso musicale inizia durate gli anni del college, periodo storico in cui i grandi nomi del pop iniziavano a diventare leggende. E così spinta da lavori rivoluzionari come The Fame di Lady Gaga e Blackout di Britney Spears, “la giovane ragazza di provincia” inizia a coltivare e scrivere la propria storia.
Dopo la pubblicazione di diversi progetti musicali, tutti incentrati sulla nuova wave dell’elettro-pop promossa dalle artiste sopracitate, arriva finalmente il suo primo grande momento. Con l’uscita del suo album “Wor$t Girl in America”, Slayyyter abbatte tutti i confini contemporanei della musica. La forza travolgente del progetto difatti si erge su una scelta stilistica lontano dai trend del momento e molto vicina alla musica degli ultimi anni Duemila.
Dal Coachella all’intro di “Dance…”
Fra non troppe nascoste citazioni a Ke$ha, Lady Gaga e Charli XCX, l’album si presenta come una grande sperimentazione sgraziata della musica elettronica. Strumenti e voci che si contrastano volutamente quasi a voler raggiungere una sonorità scomoda e dissonante. I testi dotati di una ritrovata autenticità che mancava nei suoi lavori precedenti, portano Slayyyter a guadagnarsi l’approvazione della critica e degli addetti ai lavori. La svolta vera e propria però arriva la scorsa primavera in occasione del Coachella 2026. Fin dai celebri “manifesti” piantati sulla strada che porta al festival, l’artista si è distinta per le sue scelte creative intrise di storia personale. Mentre tutti grandi artisti promuovevano il loro set con enormi scritte, ad annunciare quello di Slayyyter erano dei “conigli” demoniaci.
I suoi manifesti recitavano “i could not afford a Billboard” oppure “Slayyyter is the worst girl at Coachella” in un rimando al nome del suo nuovo progetto. Sul palco invece presenta per la prima volta live tutti i suoi brani compreso “Dance…” caratterizzato da un intro crescente che sfocia in una serie di bassi e percussioni travolgenti. Una canzone essenziale nella sua complessità che dà il via ad uno dei trend di Tiktok più replicati dell’ultimo anno. E così celebrity e nuovi fan entrano in contatto con il mondo creativo e decadente di Slayyyter che porterà il suo brano anche nella celebre seconda serata Statunitense di Jimmy Fallon. “Dance…” diventa a tutti gli effetti una hit mondiale e apre per l’artista un grande momento di rinascita creativa e ascesa al successo “pop”.
Il potere del personal branding
Uno degli aspetti che più hanno contribuito alla nascita di questa nuova “anti-diva” del pop è sicuramente la sua narrazione estetica. Diventa centrale di nuovo il potere e l’importanza del personale branding. All’interno di “Wor$t Girl in America” difatti entriamo in contatto con la storia personale di Slayyyter fra i rapporti tossici con il padre e tutti quei mondi decadenti della provincia americana. I video-clip che accompagnano i singoli “Beat up Chanel$” o “Crank” prendono vita propria fra le campagne nebulose della sua infanzia. Campi da baseball abbandonati, case in legno logoro, roulotte e quel disagio giovanile, purtroppo ancora troppo vivo in quei luoghi.
La storia di Slayyyter difatti non è la semplice narrazione di un’artista che trova il linguaggio giusto per raggiungere il successo: ma bensì una rivalsa autentica che dissacra le proprie ferite interiori che trovano riscontro nelle vite di migliaia di persone. Fra fuochi d’artificio, abiti da sposa dismessi e corsetti da “show girl” decaduta, Slayyyter riporta nel presente quell’immaginario che apparteneva ai primi lavori di Lana Del Rey. Sono i demoni e la perdizione che la cantautrice dell’Hollywood Sadcore ci raccontava in “Born to die” e nel videoclip di “Ride”. Slayyyter sembrerebbe riprendere quelle suggestioni deromanticizzandole e portandole in una sfera molto più ancorata al reale. La “raggazza peggiore” in tutta l’America non si piega alle avversità dei luoghi in cui è cresciuta ma li riscrive urlandoli al suono di chitarre elettroniche. La sua è una musica da ascoltare con l’ipod (come afferma la stessa artista) in quanto si inserisce nella scoperta contemporanea dei mondi analogici ormai perduti. Una sfera culturale nostalgica che nell’era dell’ultra-digitalizzazione si presenta come l’unica ancora autentica più vicina al nostro tempo.
“Wor$t Man in America”
Forte dei suoi ultimi successi, la cantautrice decide di realizzare un album “complementare” al suo pretendete: “Wor$t Man in America”. Il primo singolo che ne anticipa l’uscita pubblicato oggi è “Brand new Chanel$” in cui Slayyyter racconta l’amore tossico e tutte le sue sfaccettature. Se nell’album precedente le sue azioni si pongono con forza e avversione al mondo maschile in questo caso lei diventa parte lesa ma mai succube.
Il brano difatti si ammorbidisce nelle sonorità mantenendo però il racconto estetico dei precedenti e una voglia di rivalsa risoluta. Slayyyter è la nuova anti-diva del pop mondiale e ha iniziato a scrivere la propria storia con la consapevolezza che la provincia e le sue storie non l’abbandoneranno mai.



