Nella prima giornata della Paris Fashion Week dedicata al guardaroba maschile, Anthony Vaccarello presenta la sua nuova visione per Saint Laurent. Per la primavera/estate 2027 il designer decide di contrapporre l’estetica del brand al bisogno ossessivo di apparire che caratterizza la contemporaneità. Nasce così una nuova idea di seduzione: sussurrata nell’assenza di spettacolarità

La sovraesposizione del presente è la conseguenza inesorabile del bisogno diffuso di essere desiderati. Un’ossessione collettiva legata all’immagine e al suo stratificarsi nelle intenzioni sociali ed estetiche. In questo universo caotico Saint Laurent decide di sottrarsi ad una narrazione troppo carica, drammatica e sempre meno autentica. Anthony Vaccarello per la primavera/estate 2027 realizza così un guardaroba maschile che ritorna all’essenzialità della forma. Equilibrio e misura diventano gli unici ingredienti capaci di riscrivere i confini del lusso che in questo caso rifiorisce dall’assenza più che dalla presenza spettacolarizzata.

La forma d’espressione più affine a questo pensiero risulta essere la “sobrietà” elevata a ideale ultimo per un nuovo approccio al mondo della moda. Il direttore creativo della Maison per rafforzare questo racconto si lascia ispirare da figure che della sobrietà ne hanno fatto tratto identitario. La prima è Marguerite Duras che attraverso la sua scrittura è riuscita a dare significato alle parole non dette. La seconda Tina Chow, icona di stile che ritrovava magnetismo nella sottrazione piuttosto che nell’eccesso. E infine la figura cinematografica di Mr. Ripley la cui complessa interiorità strideva con la moderazione e compostezza del suo guardaroba.

Questo bisogno di essenzialità e il rifiuto verso l’esposizione forzata e performativa si riflette anche nella venue dello show. I modelli difatti diventano protagonisti di Cloud #07156, installazione immersiva di Fujiko Nakaya, riemergendo e scomparendo fra le nubi dell’opera. Si manifesta così l’equilibrio dell’assenza, la necessità della misura e un nuovo concetto di seduzione.

“Nobody is trying to seduce you”
La collezione composta da quaranta look è difatti, nonostante la sobrietà dei linguaggi, pervasa da un sentore di seduzione che da sempre caratterizza l’heritage di Saint Laurent. In questo caso però si tramuta in qualcosa di diverso. La precisione millimetrica delle proporzioni dei capi che vediamo in passerella, immersi nella nebbia, rappresenta una disinvoltura esclusiva che non cerca disperatamente attenzione. Sono le parole non dette di cui si parlava in precedenza e di quella seduzione raffinata che accompagna il lavoro di Vaccarello.
Le giacche tre bottoni allungano la silhouette a sigaretta incrementata da pantaloni sartoriali a vita alta plain o con pience generose. I maglioni leggerissimi con scollo a V si alternano a gilet indossati direttamente sul corpo. Un’alternanza di proporzioni e texture che regalano matericità controllata all’intera collezione fra la pelle lucida di alcuni capi e il taffetà di seta che riflette gentilmente la luce. Quest’ultimo materiale viene impiegato nella costruzione impalpabile di giacche a vento dall’aspetto tecnico indossate rigorosamente con i pantaloni da completo a pieghe.

Arricchiscono e catturano l’attenzione di questa visione gli accessori come i bottoni preziosi delle giacche che riemergono da un passato barocco o le scarpe. Il loro design si allunga in modo drammatico riportando sulle superfici patch di pelli differenti e contrastanti cromaticamente. C’è però anche un’aspetto della sottrazione che ricade anche del design delle scarpe. Diversi modelli difatti annullano la loro presenza attraverso la trasparenza dei materiali utilizzati rafforzando difatti la sub-narrazione dell’assenza e della seduzione. Trench-coat allacciati a metà espongono top e biancheria intima a costine mentre la palette colori ci trasporta in un universo ovattato. Nero, lime, ocra e claret si dissolvono fra la nebbia mentre un flash dorato mette fine allo show. Gli ultimi tre look difatti espongono la straordinarietà del quotidiano attraverso la seta dorata di un trench, un cappotto e un abito sartoriale.

Anthony Vaccarello delinea la sua idea di sensualità attraverso la visione e l’eredità di Saint Laurent. La sobrietà e la misura diventano i suoi linguaggi estetici ricordandoci che il piacere risiede anche nel mistero. Nelle parole non dette e in tutto ciò che non si vede.
Photo courtesy Saint Laurent.



