FISHERMAN’S

“Vengo dal Regno del Mare, ti sento cantare canzoni d’amore ma sempre più amare 

Che mi fanno pensare se mai sono stata capace di amare 

Hai pelle dorata dal sole baciata 

Occhi grandi e tristi da orata 

Dov’è la tua amata? Sei sì disperato poiché l’hai perduta? 

Se il mare l’ha presa, mi scuso per lui 

fan paura anche a me i suoi fondali bui.” 

Senza fiato e parole, vibrante nel cuore,

la stava a sentire quel pescatore 

e avrebbe voluto soltanto dire: 

“Dolce Creatura del Mare, ti chiedi se sei in grado di amare, ignorando che mai gentilezza è stata rivolta a me pescatore. 

Creatura provvidenziale, di me non ti preoccupare, 

se posso ascoltarti parlare non risponderò con parole amare. 

Ti guardo e voglio nuotare, dei fondali non ho paura se mi tieni la mano e mi porti lontano casa nostra sarà la natura.” 

Invece dopo aver boccheggiato, 

più pesce che uomo, 

guardò la Sirena dal volto bagnato 

e tutto d’un suono: 

“Non son più disperato, perché l’amante perduta ho appena trovato”.

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Ago 11, 2026

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