Valentino Cruise 2027: l’aristocrazia ribelle dei “villain teen” 

Valentino lancia ufficialmente la sua ultima collezione per la Cruise 2027 ripescando il proprio immaginario da una memoria lontana. Ville, jet-set e aristocrazia dissacrante diventano i narratori di questo nuovo capitolo costruito da Alessandro Michele. Una visione che inevitabilmente ci riporta alle suggestioni reali e vissute dal fondatore della Maison, fra “enfants terribles” e manierismo di stile 

Gli affreschi di Villa Gaia Gandini, storica cornice del Cinquecento a Milano, diventano portali ecumenici fra il passato e il presente. In questa conversazione equilibrata prende vita la nuova collezione di Valentino Cruise 2027 che si presenta come un’interferenza culturale fra luoghi aristocratici e un guardaroba ribelle. Nonostante il linguaggio della collezione dissacri tutti gli universi sociali d’élite di un tempo ormai perduto, è possibile individuare vibrazioni estetiche in cui si manifesta la volontà di omaggiare la storia della Maison. Per Alessandro Michele la figura semiotica perfetta per rappresentare questa sintesi visiva è il “Villain Teen”.

E così nascono nuovi “enfants terribles” strappati ai mondi aristocratici per regalare agli abiti e alla visione della Maison un twist irriverente e di rottura. Un approccio “giocoso” ad un guardaroba stratificato nelle intenzioni e delle lavorazioni che, attraverso contrasti gentili, parla alla contemporaneità. «Chissà se inconsciamente stia parlando di me stesso? L’altro giorno pensavo di essere un po’ un “gentle villain”, nel senso che faccio quello che mi pare. Ma credo sia bello restituire un po’ di giocosità e leggerezza a qualcosa che viveva di sfarzo e distacco.»Ha dichiarato Alessandro Michele in esclusiva a WWD per il lancio della collezione. Si delinea così una giustapposizione fra l’esclusività di ambienti che tradizionalmente si elevano e un approccio quotidiano. In questa prospettiva la collezione, dal sapore preppy-style, combina elementi, capi e tessuti distanti culturalmente. 

La ribellione attraverso la bellezza  

Giacche jacquard ricoperte da applicazioni preziose si abbinano difatti a jeans disinvolti mentre tracksuits grigie si arricchiscono con le nuove Rockstud dai colori vividi. Drappeggi chiusi con fiori in seta si alternato a completi da donna, giacca e gonna a plissé, nel celebre rosso Valentino. Giochi di trasparenze si interrompono su abiti e top attraverso ricami e inserzioni di pelliccia mentre il denim smorza l’atmorfera regalandoci un approccio più rilassato. È la stessa allure che è possibile individuare in tutti i look che diventano i nuovi standard per la clientela rinnovata della Maison.

Non un cambio di rotta radicale ma una rilettura di quegli stessi codici culturali ed estetici costruiti negli anni dal fondatore. Alessandro Michele dipinge il proprio jet-set che rispetto al passato appartiene alla vita di tutti i giorni, come dichiarato da lui stesso a WWD: «La routine quotidiana non è più quella di 50 anni fa, quando probabilmente molti di questi abiti venivano indossati durante un viaggio, un vernissage o in occasioni in cui si cambiava spesso abito e la vita era in qualche modo ingabbiata in rituali che oggi esistono sempre meno. Gli abbinamenti tra capi diversi sono ormai una costante dei nostri tempi, nel senso che nessuno di noi si veste seguendo dei diktat. C’è una promiscuità di cose belle e comode che trovo interessante.»

Fra le distese luminose degli abiti da sera ricoperti da raggi di paillettes e profilati da piume, si manifestano difatti felpe e t-shirt dissacranti. Attraverso un gioco di lettering con il logo di Valentino vediamo ricamati claim come “You can come to my VillA” o “Villain Teen” in rappresentanza dell’intera collezione. C’è dunque un aspetto onirico ma strettamente legato al reale in questo nuovo capitolo pensato da Alessandro Michele. Una collezione che non mette da parte il suo manierismo e il suo gusto per i mondi passati che in questo caso presentano duplici matrici. La prima si riferisce direttamente all’hertiage dalla Maison; la seconda cerca di interrompere la “sacralità” di quella stessa tradizione.

Gioielli bold costituiti da perle e pietre colorate si sposano con cappe lunghissime, abiti leopardati e bomber in tessuto tecnico everyday. Sottrazione ed espansione decorativa si alternano fra le sale della villa dimostrandoci senza dubbio la grande artigianalità che si nasconde dietro anche ai pezzi più semplificati. Applicazioni cucite su capispalla, drappeggi pensati al millimetro e lavorazioni di tessuti dal sapore sognante. Manifestazioni del vero Made in Italy capace di unificare direzione creativa e ricerca manuale.

Attraverso l’obiettivo di Liv Liberg che scatta la campagna entriamo dunque in un nuovo mondo in cui l’estetica dell’aristocrazia decade fra le rotture del presente. In questo senso ovviamente non si abbandona la narrazione di Valentino che anzi si rinnova in favore di un nuovo e magnetico capitolo. 

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Giu 19, 2026

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