Da metà maggio a ottobre 2026, i dintorni del Lago Maggiore ospiteranno una mostra itinerante di scultura all’aperto promossa da Associazione Gambarogno Arte per riprendere una tradizione storica del territorio. La mostra vede una serie di sculture di Helidon Xhixha entrare in dialogo con il paesaggio, invitando l’osservatore a riflettere sulla propria relazione con la natura e la bellezza e il loro mutare nel tempo
Durante l’estate, il Lago Maggiore si veste di riflessi argentei e dorati e riverbera giochi luminosi sul paesaggio circostante. Animate dalla vivacità dello specchio d’acqua, anche le coste si illuminano e prendono parte a questa danza spensierata. Come ogni anno, il gioco si ripeterà anche quest’estate. Ma questa volta assisteremo a danze ancor più spettacolari, grazie alla mostra “Sul lago luccica”, che verrà ospitata in modo diffuso attraverso tutto il territorio circostante. Il progetto raccoglie una serie di opere realizzate dall’artista Helidon Xhixha. Di origini albanesi, il nome di Xhixha rientra nella rosa dei più brillanti scultori contemporanei. A renderlo noto sono le sue opere monumentali in acciaio, veicolo per l’esplorazione del rapporto tra luce, materia e ambiente. I suoi lavori ridefiniscono la scultura, vista come esperienza percettiva in dialogo perpetuo con il contesto e con lo spettatore.

La luce come protagonista assoluta del dialogo tra uomo e natura
La mostra rilancia in chiave contemporanea una tradizione culturale già radicata: Vira Gambarogno, principale polo del progetto, ospita mostre di scultura all’aperto dal 1968. Oggi, il senso di questa tradizione viene rinnovato nella realizzazione di una fusione tra opera e paesaggio, che si compenetrano trasformandosi a vicenda attraverso lo sguardo artistico di Xhixha. Protagonista assoluta è la luce. La mostra avrà luogo tra i mesi di maggio e giugno, nel periodo di massima luminosità del Lago. La luce diventa così parte integrante delle opere, che si trasformano seguendone le evoluzioni nell’arco della giornata e durante le stagioni. “Sul lago luccica” è un invito a ritornare negli stessi luoghi per scoprire che ogni volta essi ci restituiscono un’immagine diversa e inaspettata. Un invito a considerare il paesaggio come un compagno con cui dialogare, da cui lasciarsi sorprendere senza la pretesa di poterne esaurire la conoscenza con un solo sguardo. Le opere attivano una relazione diretta con l’ambiente, rendendo visibile la complessità e mutevolezza della natura.

La scultura come dispositivo percettivo, in grado di modificare il nostro rapporto con il reale
Realizzate in acciaio inossidabile lucidato a specchio, le sculture di Xhixha vengono ospitate lungo un itinerario aperto, in cui ogni luogo rappresenta una soglia e un punto di vista. Così, mentre Vira Gambarogno si presta come nucleo storico della manifestazione, la mostra si sviluppa ulteriormente ad Ascona, Magazzino, Sant’Abbondio, Gerra e San Nazzaro. Attraverso la superficie viva delle sculture, lo spettatore viene invitato a divenire parte integrante della visione. Anch’egli riflesso tra i riflessi, si trova immerso in un processo percettivo che modifica lo sguardi e ridefinisce il suo rapporto con la realtà.
Mentre le sculture si configurano come dispositivi percettivi, il luccichio del lago diventa metafora di una realtà in continuo mutamento. Emerge così una forma di bellezza estremamente pura e autentica, caduca e in continua evoluzione. Una bellezza che agisce, in definitiva, come forza motrice nell’universo, toccando al contempo il mondo naturale e l’umano e mettendoli in relazione.
Photo by Michele Stanzione, courtesy of Associazione Gambarogno Arte



