Casa di Partenope: l’abitare emotivo di DsignincMilano al FuoriSalone 2026 

In occasione del FuoriSalone 2026 DsignincMilano presenta una narrazione emotiva dello spazio abitativo attraverso un’exhibition sensoriale e stratificata. “Casa di Partenope” ci racconta il vissuto di una figura femminile che dal mito si infrange sugli scogli del reale. Nasce così una dimora che si mostra come specchio interiore di chi la abita. Nuove soluzioni estetiche si sposano perfettamente con i Settanta e con oggetti che ci parlano di legami ancestrali 

DsignincMilano per il FuoriSalone 2026 decide di raccontarci un mito contemporaneo di uno spazio abitativo che non si limita alla funzionalità. È un racconto emotivo plasmato da ricordi lontani, da forze incontrollabili radicate nella memoria e dal passaggio di una vita vissuta all’insegna della libertà. “Casa di Partenope” è il rifugio della celebre figura mitologica che decide di toccare il reale e viverlo. Il suo passaggio lascia tracce indelebili come il sole rovente di Napoli, le onde del mare che si infrangono sugli scogli e il vento travolgente del lungomare. Spazi, oggetti e arredamento diventano testimoni di un’emozione e del ricordo della propria terra che riaffiora senza mai prevalicare il presente.

La dimora, presentata nella forma archetipa del cubo, non di lascia semplicemente osservare ma ci invita ad immergerci nelle giornate e nelle notti di Partenope. Un luogo che respira e che prende forma al passaggio di un sguardo e al tocco di una mano sulle superfici lucide. Il passato rivive attraverso soluzioni stilistiche d’interni che bilanciano perfettamente la loro presenza con nuove prospettive. Partenope è ancora nel suo rifugio costruito sulla sua libertà e attraverso l’amore per l’arte, l’architettura e il design senza mai dimenticare la sua terra natia, Napoli. E proprio questa città, la cui essenza si interseca nel mito della sirena, diventa la seconda presenza: più nascosta, discreta ma comunque tangibile. La vediamo manifestarsi nelle variazioni cromatiche, nelle ceramiche che punteggiano lo spazio e nel libro “Napoli Infinita” di Sabato de Sarno appoggiato nello studio. 

Il ritratto emotivo dell’abitare 

Le parenti dell’ingresso che ci invita ad immergerci in questa storia sono ricoperte da una carta da parati sbiadita dal tempo che passa. Il motivo floreale di quest’ultima è stato realizzato da DsignincMilano in collaborazione con Jannelli&Volpi in occasione dell’exhibition. Il primo luogo che ci accoglie è forse quello più denso di vita, fra equilibri scomposti e caoticità misurato: lo studio. Al centro, protagonista assoluta, la scrivania ricolma di progetti e una seduta in pelle e acciaio di Baxter conquistano lo spazio. Una moquette a pelo lungo (che ricopre tutta l’abitazione) accentua l’esperienza sensoriale che dal tatto passa all’udito tramite una telefonata e una voce narrante, quella di Emma Marrone, che ci parla dal passato. Le pareti in moirè bianco ci ricordano la sinuosità delle onde mentre il colore del mare che le accoglie rivive nel grande divano firmato Pierre Frey. 

La zona living si costruisce proprio attorno a questo oggetto che si posiziona difronte al camino materico che evoca il Golfo di Napoli. La sua superficie difatti, realizzata in collaborazione con Officine Saffi, rivela una tridimensionalità texturizzata donando nuovo senso tattile alla ceramica che la compone. La sala da pranzo presenta al centro il tavolo nero realizzato nel 1951 da Ignazio Gardella e prodotto da Tato Italia e due sedute in pelle e acciaio di Baxter. La libreria in noce di Gardella invece separa la zona giorno dallo spazio più intimo: la camera da letto e il bagno.

Il letto disfatto ricoperto da lenzuola in seta è un tutt’uno con la boiserie in pannelli neri lucidi e ottone che ricopre la parete. La luminosità dei materiali è accentuata dall’acciaio cromato degli interruttori e delle luci progettate con Edoardo Morelli. Unito a questo spazio, il bagno rivela la sua duplice valenza estetica: dal design alla tradizione della costiera di Napoli. Le superfici ricoperte in ceramica nera si alternano ad una carta da parati di Jannelli&Volpi che ricorda un mosaico. Rubinetterie e lavabo di Mamoli sono stati disegnati negli anni Cinquanta da Gio Ponti mentre una luce a forma di conchiglia regala un sapore mediterraneo. Il mughetto che ritroviamo sulle pareti diventa più luminoso nell’ultimo spazio nascosto, ovvero la cabina armadio alla quale si può accedere tramite la pedana del letto. 

DsignincMilano ci raccontano il mito reale del vivere un’ambiente attraverso la nostra emotività, stratificata inevitabilmente nel vissuto quotidiano. “Casa di Partenope” è il ritratto interiore di un luogo non solo da abitare ma da percepire attraverso i sensi, il ricordo e pensieri effimeri; come onde infrante su uno scoglio. 

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Apr 22, 2026

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