Lo sguardo al di là del vetro: l’istinto fotografico di Amedeo Bellini 


Tra moda, sport, musica e sperimentazione, Amedeo Bellini racconta come passione e spontaneità possano dare vita a immagini originali – anche quando tutto nasce per caso, fuori da una vetrata a Parigi

Certe volte basta davvero poco per creare qualcosa di unico, e gli scatti realizzati dal fotografo trentino Amedeo Bellini a Parigi, durante lo show di Saint Laurent, ne sono la prova. Ancora agli esordi della sua carriera, Amedeo conserva quell’approccio fresco e autentico che – a volte – nel tempo si rischia di dimenticare. Pur non avendo accesso al fashion show dall’interno, si è recato sul luogo e ha colto l’occasione di realizzare gli scatti dei look in passerella, approfittando delle vetrate trasparenti della location. Passione e spontaneità sono i due ingredienti che caratterizzano i suoi lavori, ed è proprio grazie a queste due componenti che Amedeo ha realizzato qualcosa di originale ed estremamente interessante. 

In questa intervista, Amedeo racconta a Virtus Magazine un po’ della sua storia e della sua filosofia. Le sue parole ci ricordano l’importanza di mettere passione in ciò che si fa, e che a volte proprio dai momenti non costruiti e programmati può nascere qualcosa di inaspettato. Un invito a lasciarsi guidare dal proprio istinto, per trovare e costruire significato a dispetto di rigidità e ostacoli di sorta. 

Amedeo: Ciao, grazie mille; è piacere mio fare due chiacchiere con voi e vi ringrazio per avermi chiesto di fare questa intervista. Sono un fotografo e vivo a Mori, un piccolo paese in Trentino. È iniziato tutto durante il Covid, quando ho cominciato a seguire il ciclismo alla tv. Facevano vedere le gare vecchie, per via del lockdown, e da lì ho cominciato a scoprire dei fotografi di ciclismo su Instagram. Gli scatti mi piacevano un sacco e allora ho deciso di comprarmi una macchina fotografica per cominciare a fare qualche foto anch’io e da lì è nato tutto, fino ad arrivare ad oggi. I miei scatti riguardano soprattutto sport e moda, anche se i miei primissimi soggetti con cui ho imparato le basi della fotografia sono state le anatre del Lago di Garda. 

Amedeo: Prendo molto ispirazione dai film. Mi piace quando un’immagine sembra un fotogramma di un film. Mi piacciono molto i libri fotografici, sono una grande fonte di ispirazione, come la musica: tante volte ascoltando una canzone mi vengono delle idee per una foto.

Amedeo: Diciamo che non ho proprio un modello di riferimento, mi piace prendere ispirazione da più cose e diverse tra loro. Se dovessi scegliere il fotografo che mi ispira più di tutti direi Peter Lindbergh, adoro tutti i suoi lavori. 

Amedeo: Diciamo che sto ancora costruendo il mio stile foto dopo foto, progetto dopo progetto. Devo ancora arrivare al punto in cui avrò plasmato uno stile tutto mio. Lo sto scoprendo piano piano, continuando a scattare e a sperimentare prendendo ispirazione da chi lo ha fatto prima di me. Credo che la strada sia ancora lunga, ne ho di foto da scattare! 

Amedeo: In realtà non avevo idea di fare delle foto perché non sapevo che si potesse vedere la sfilata anche dall’esterno. Sono andato sul posto perché il brand mi piace un sacco. Avevo con me la macchina fotografica perché pensavo di scattare dello streetstyle, come si fa di solito fuori da ogni sfilata. Quando ho scoperto che si poteva vedere da fuori ho avuto la fortuna di trovare un posto dove c’era ancora poca gente e ho provato a scattare da lì. 

Amedeo: Con quegli scatti mi piacerebbe trasmettere che c’è sempre comunque qualcosa di carino che si può tirar fuori, riuscendo a far qualcosa di diverso.  Anche se a volte non si ha accesso o non si è nella situazione ideale.

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Mar 11, 2026

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