Ontologia della vulnerabilità: la nuova campagna di Valentino “Fireflies” SS 2026 

Valentino lancia la sua nuova campagna “Fireflies” per la primavera/estate 2026. Un racconto sospeso nel tempo che immortala il momento effimero che precede una caduta, intesa, in questo caso, come metafora esistenziale del cambiamento. Alessandro Michele continua così la narrazione poetica e attenta alle ombre del presente iniziata in occasione dello show dello scorso settembre 

La provvisorietà dei nostri tempi ci porta a riflettere anche sulla nostra stessa natura. Una caducità esistenziale e nota all’essere umano che non rappresenta per forza un sintomo da cui fuggire. Il cambiamento passa anche attraverso la fine e la consapevolezza di questo aspetto ci porta verso riflessioni più profonde. Alessandro Michele ci invita a scoprire il senso stesso di questa fine che nella sua visione si tramuta nel concetto di caduta. Nella nuova campagna per la primavera/estate 2026 “Fireflies” vediamo  rappresentato questo pensiero in tutte le sue sfumature. La manifestazione della caduta e dunque la perdita di equilibrio diventa una scintilla che accende il fuoco del cambiamento. Una forza motrice gentile ma incalzante, capace di smuovere il presente rivoluzionandolo. È lo stesso invito che il direttore creativo ci fa durante lo show pret-a-porte della stessa collezione che oggi vediamo negli scatti.

I volti rivolti alle lucciole nel cielo vengono diretti verso la verticalità umana per apprendere quanto il mito dell’autosufficienza sia volubile. La narrazione che prende forma nella campaign però ci racconta anche come affrontare e vivere le cadute. Ovvero attraverso l’accudimento, la cura e il conforto di chi ci sostiene accettando anche le nostre vulnerabilità. Ma queste mani, spalle e braccia che ci vengono offerte non diventano un impedimento alla cadute bensì un invito a condividere il nostro peso. L’asse dell’individualità si sposa sulla condivisione in una danza collettiva salvifica e necessaria. 

Gesti effimeri 

L’obbiettivo di Willy Vanderperre cattura negli scatti della campagna un tempo sospeso e transitorio; ovvero quello che precede una caduta. Un istante effimero che si manifesta fra i gli spazi onirici di un vecchio palazzo storico. E così fra questi affreschi, gli sguardi e i gesti dei protagonisti, i bagliori delle lucciole diventano tangibili. Quel fuoco ardente che ci spinge a superare i confini bui del presente illumina gli abiti della nuova estetica di Valentino. Abiti e accessori che portano con se sia heritage che poesia. Una doppia matrice essenziale ma che si riflette anche nel video che accompagna gli scatti. L’attimo effimero in questo caso giunge al termine e la caduta si manifesta in modo completo. E così diventa visibile anche l’atto di condivisione di quella fatica che non accettiamo. La forza viene sostituita dalla fragilità e dall’accettazione che i corpi non devono sorreggersi sul loro peso a tutti i costi. Quest’ultimo difatti diventa una responsabilità di tutti, in un divenire di condivisioni e relazioni umane. La caduta nell’universo di Valentino non rappresenta la fine di un movimento ma un’apertura a nuove consapevolezze culturali in cui l’autosufficienza non è contemplata. L’amore e la condivisione diventano l’unico linguaggio possibile. 

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Feb 12, 2026

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