Lady Gaga e Alexander McQueen: storia di un sodalizio leggendario 

Durante l’ultima cerimonia dei Grammys 2026 abbiamo visto manifestarsi un incontro che da sempre scuote gli animi. Quello fra Lady Gaga e Alexander McQueen è un sodalizio leggendario che negli anni ha segnato la storia della moda e della pop culture. Dal debutto di “Bad Romance” sulla passerella dello show “Plato’s Atlantis” all’ultimo omaggio alla collezione “Horn of Plety” di pochi giorni fa 

L’unicità artistica e trasversale di Lady Gaga accompagna da sempre una narrazione estetica estremamente concettuale e innovativa. Un ricerca costante dell’evoluzione del proprio stile personale e della figura “professionale” che negli anni l’ha portata a confrontarsi con numerosi designer e maison. Fra questi Alexander McQueen è senza dubbio la presenza più significativa nella carriera di Lady Gaga fin dai tempi di “The Fame Monster”. Era il 2009 quando la pop star ritirò il premio “best new artist” ai VMA indossando un total look di pizzo rosso.

Un pezzo iconico proveniente dalla collezione autunno/inverno 1998 “Joan” di Alexander McQueen. Se da un lato la cantautrice ha introdotto il proprio personaggio artistico criticando il concetto stesso di fama, dall’altro McQueen faceva lo stesso con il fashion system. Entrambi compressi dalle esigenze di due ambienti così faticosi, hanno costruito, in pochi anni, un rapporto autentico che andava al di la della superficie artistica. In quello che sarebbe stato l’ultimo e indimenticabile show di Alexander McQueen “Plato’s Atlantis”, Lady Gaga decise di presentare al mondo “Bad Romance”.

Uno show impresso nella memoria

Si manifestò momento storico, sia per la musica, che sarebbe stata travolta da una canzone così leggendaria, sia per la moda. Lo show del designer inglese per la primavera/estate 2010 difatti è stato il primo in assoluto ad essere trasmesso in live stream. Quella stessa collezione fu poi utilizzata interamente da Lady Gaga nel videoclip di “Bad Romance”. Da quel girato nacque inevitabilmente un’associazione di immagini fra la pop star e le iconiche “armadillo shoes” che ancora oggi persiste. Successivamente, poco prima della tragica scomparsa del designer, entrambi presenziarono ai VMA 2010 dove Lady Gaga infranse tutti i record della cerimonia, ma non solo.

Era l’anno del celebre vestito di carne che però fu anticipato dall’ultimo look che Alexander McQueen realizzò per Lady Gaga. Una creazione voluminosa con stampe sacrali distorte nei drappeggi di chiffon e tulle: era la prima visione di una collezione che non ha mai visto la luce. 

Dopo la dolorosa dipartita del designer che sconvolse il mondo intero, Lady Gaga è diventata un’attenta collezionista del suo lavoro. Pezzi unici, esposti alla luce mediatica solo in rarissime occasioni. Una volontà che ricade anche nella scelta misurata di indossare l’archivio del brand e dei pezzi realizzati dal suo fondatore. In occasione però del Grammys 2026 il sodalizio Gaga-McQueen torna a travolgerci. 

L’ultima custode di McQueen 

Buio. Il suono di una chitarra elettrica ci regala un rifacimento rock di “Abracadabra” candidata nella categoria “Canzone dell’anno”. Le luci accecanti illuminano la silhouette di Lady Gaga  che inizia a cantare rivelandoci un look che il fashion system non dimenticherà mai. È un pezzo d’archivio proveniente da una delle collezioni più memorabili e culturalmente impattanti nella storia della moda: “Horn of Plety”. Per l’autunno/inverno 2009 Alexander McQueen ribaltò la narrazione patinata dell’industria denunciandone la commercializzazione incontrollata della creatività. Le modelle sfilavano fra pile di pneumatici, spazzatura e lattine di alluminio che andavano a ricoprire gli iconici copricapi. Una “cornucopia” ricca di un’abbondanza apparente e ricoperta dalla “pece” nera di un mercato in continua crescita e sempre più bisognoso di guadagnare; anche a discapito del profilo culturale.

La collezione nel suo significato stratificato non ha mai smesso di essere attuale e Lady Gaga ce li ricorda con la sua performance. Un top ricoperto di piume rosse e nere, gonna a tubino in pelle e un il copricapo in vimini realizzato da Philip Treacy, modista irlandese e storico collaboratore del designer. Lady Gaga omaggia Alexander McQueen e il suo genio attraverso uno show straniante e che guarda al futuro della musica. Le camere-robot che la inquadrano a scatti ci ricordano le stesse utilizzate in Plato’s Atlantis in un rimando nostalgico e ricco di significati. Inoltre nel corso della serata la cantante statunitense decide di cambiare look indossando un’altra creazione di McQueen ma questa volta proveniente dagli archivi di Givenchy. L’abito della collezione PE 1999 si presenta una superficie in taffeta nero con colletto ecclesiale e uno spacco centrale che lascia intravedere le numerose ruche di pizzo Chantilly bianco dell’interno.

In un presente in cui indossare capi d’archivio è diventato un gesto di ostentazione estetica priva di significato, Lady Gaga si distacca dalla narrazione. Il suo omaggio è sentito e ci ricorda l’infinita ricchezza culturale che il genio di Alexander McQueen ci ha lasciato in eredità.

Share

Feb 3, 2026

  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /

DISCOVER MORE

DISCOVER MORE