BRAT ha ridefinito i codici comunicativi nell’industria musicale e durante il tour che lo ha seguito, Charli XCX decide di immortalare la magia di quel “momento”. Nasce così “The Moment” un mockumentary che racconta in modo dissacrante il fenomeno “brat summer” e tutti i suoi retroscena fittizi. L’opera che si preannuncia polarizzante è stata presentata ieri a New York e Los Angels e arriverà nei cinema mondiali il prossimo 6 febbraio
Nell’estate 2024 quando tutto il mondo aveva gli occhi puntati sulla campagna elettorale statunitense, i Democratici smossero tutti gli equilibri. A seguito di un fallimentare confronto fra Trum e Biden quest’ultimo decise di fare un passo indietro in favore dell’allora vicepresidente Kamala Harris. Un cambio di rotta per la sinistra americana che fu accompagnato da una strategia di comunicazione rinnovata e inaspettata. Sui profili social dei Democratici infatti iniziarono a spuntare contenuti dalle grafiche pop e caratterizzate da un verde lime acceso. Era la consacrazione ultima di Charli XCX e il suo “Brat” che in pochi mesi passò da semplice progetto discografico a fenomeno culturale a livello mondiale. Oltre alla matrice creativa legata alla musica elettronica proposta ad un pubblico mainstream, la forza dell’album risiedeva proprio in una comunicazione innovativa. Nessun filtro fra l’artista e il suo pubblico come la cover art dell’opera: brutalista e immediatamente riconoscibile.
Un colore e un font che negli ultimi due anni sono stati utilizzati in tutte le sfere comunicative digitali e analogiche. Il mito della “party girl” dal mascara colato e le calze scucite diventa il nuovo standard aspirazionale fra la gen Z. E così Charli XCX già conosciuta a livello mondiale diventa un vero e proprio nuovo punto di riferimento nell’industria musicale. Travolta dal successo di un progetto non destinato ad un pubblico così trasversale tocca con mano la commercializzazione della creatività. Aziende, progetti e brand iniziano a fagocitare l’essenza della “Brat Summer” svuotandola della sua autenticità. La cantante inglese però, nonostante il turbinio di eventi, resta fedele a se stessa e decide di realizzare un mockumentary sui retroscena di questo successo.
The Moment: successo e compromessi
Pensato come ultimo “capitolo” di Brat “The Moment” affronta in modo dissacrante e ironico le reali problematiche che caratterizzano l’industria musicale. Un ambiente in cui il successo commerciale, come un frutto maturo, viene spremuto fino al nocciolo. Processo di denaturazione dedito al “dio denaro” che negli anni ha mirato alla salute mentale di moltissimi artisti, anche in Italia. Nel mockumentary diretto da Aidan Zamiri e prodotto da A24 seguiamo l’ascesa e il rapporto di Charli proprio con il successo mediatico e commerciale. La sua etichetta, rappresentata come cinica e spietata, è pronta a tutto pur di monetizzare sul miracolo di “Brat”. Ad esempio vediamo come la compagnia decide di stipulare un accordo con una banca per la realizzazione di una “Brat Card”. Un prodotto destinato al pubblico queer di Charli che si ritrova a dover “distruggere” tutta l’autenticità del suo progetto musicale.
In “The Moment” si riscrivono anche le regole del mockumentary e così all’interno della narrazione viene inserito un ulteriore backstage di un ulteriore documentario fittizio. È la caduta dei costrutti narrativi che hanno portato “Brat” a diventare universo estetico, artistico e di condivisione internazionale. Ritorna dunque la stessa comunicazione e la sottile linea fra l’ironia, la finzione e la realtà. Tutto è possibile, anche rendere “family friend” un album e un tour in cui la musica elettronica è accompagnata da testi che parlano di cocaina. È questa la volontà del finto regista del documentario interpretato da Alexander Skarsgard che, dopo una crisi creativa di Charli, riesce nel suo intento. Vediamo infatti l’artista partire per un tour snaturato e completamente asservito alla volontà dell’industria, senza anima.
Estetica e coralità
All’interno del film ritroviamo come protagonisti amici e collaboratori di Charli XCX che negli ultimi due anni hanno contribuito a questo fenomeno. Fra questi Julia Fox, musa del brano “360”, Shygirl, Rachel Sennott, l’editor-in-chief di Interview Magazine Mel Ottenberg e Kylie Jenner. Quest’ultima compare anche nel video musicale della colonna sonora di “The Moment” che racchiude tutto il significato semiotico del progetto. Nello specifico, il videclip inizia con protagonista Charli che, a ritmo di musica, raggiunge una festa in cui sono presenti decine di riproduzioni di se stessa che la fagocitano facendola perdere. La musica si stacca e dal buio emerge Kylie Jenner vestita esattamente come Charli: è la rappresentazione ultima della commercializzazione identitaria, caratteristica principale dell’impero Kardashian-Jenner.
Ritornando al documentario invece, la coralità di artisti presenti interpreta una versione amplificata della propria personalità, fra il grottesco e l’esasperazione. Questo senso dell’assurdo condiviso da un community riconoscibile è difatti alla base del reale successo del progetto musicale e ritorna anche in “The Moment”. Mentre altri artisti contemporanei hanno immortalato i propri tour con prodotti autocelebrativi, Charli ribalta la narrazione e affronta con maturità le luci e le ombre della fama.
Un riassunto cinematografico che racchiude forse il periodo più magico della sua vita. Riusciamo a comprenderlo anche dalla scelta del look per la premiere di Los Angels. L’artista infatti indossa shorts del “Brat tour”, il reggiseno in latex del suo matrimonio e il corsetto del look di Jean Paul Gaultier scelto per i Grammys. “The Moment” arriverà nelle sale mondiali il 6 febbraio mentre Charli XCX si prepara già alla sua prossima era musicale dedicata alla colonna sonora del re-make di “Cime Tempestose”.



