Lessico Familiare riscrive la New Age tra ironia e dejá vu

Il collettivo  fa ritorno sulle passerelle dopo due anni, con una collezione dedicata alla New Age. Ai codici passati se ne affiancano di nuovi, in un turbinio di accostamenti depistante. All’esplorazione estetica si affiancano riflessioni ironiche sul tempo presente. La Nuova Era si identifica in una nuova generazione di creativi, della cui formazione le scuole sono le principali responsabili 

Eclettica, ironica, aperta al futuro. Sono questi gli aggettivi che ben descrivono la nuova collezione di Lessico Familiare. Presentata durante la seconda giornata della Fashion Week Uomo presso la nuova sede di Istituto Marangoni.  Il collettivo, composto da Riccardo Scaburri, Alberto Petillo, Alice Curti e Victoria Genzini, ha scelto di intitolare la linea “New Age”. Un riferimento chiaro all’ondata di spiritualismo metropolitano che aveva preso piede tra gli anni Novanta e i Duemila. Lessico ha fatto così il suo ritorno dopo non aver sfilato per due anni consecutivi, con un défilé che ancora una volta non ha disatteso le aspettative. 

Quella curiosa intercapedine in cui Natalia Ginzburg incontra Madonna 

Il tema si è sviluppato in corso d’opera. A dare la scintilla è stata una t-shirt trovata da Riccardo in un mercatino di Amsterdam, poi ribattezzata “Ray of Light top”. Reference immancabile a Madonna e al suo singolo “Ray of Light”, suggerita anche da un meme con scritto: “I’m chasing what Madonna was feeling in that moment”. D’altra parte non è la prima volta in cui i creativi di Lessico si lasciano ispirare dalla simpatia di un meme: in passato era stata Jane Fonda a esserne protagonista, ora Madonna. 

La collezione fa però riferimento anche alla New Age autentica degli anni Settanta. Il tema di fondo è una riflessione ironica sull’escapismo raggiunto tramite una spiritualità stereotipata, e non è difficile cogliere il collegamento con il nostro presente. Gli elementi visivi della nuova era di fine secolo scorso vengono messi in relazione con il linguaggio di Lessico, apparentemente opposto, risultando in un’estetica indefinita e depistante. 

I nuovi codici estetici di Lessico

La Nuova Era non fa riferimento solo ai codici estetici di Lessico, che si evolvono in una narrazione in perpetuo cambiamento, ma anche al panorama della moda attuale e futura. A codici caratterizzanti il brand se ne aggiungono altri: il tema della nostalgia, da sempre centrale nelle loro creazioni, viene affiancato da una riflessione più rivolta al presente. Lo stesso avviene anche per quanto riguarda il processo con cui gli abiti hanno preso forma. L’upcycling lascia il posto al ready made: al contrario dell’usuale pratica dello “smontare” capi e tessuti, stavolta tutto viene conservato nella sua interezza, ma decontestualizzato. I davantini di grembiuli diventano top, gli zerbini assumono la forma di minidress e le gonne prendono quella delle abat-jour. Compaiono abiti per debuttanti realizzati in calzini e stampe scheletro, caftani patchwork, pantaloni balloon damascati e in paillettes. 

Il “What was that” è l’effetto desiderato di questa collezione volutamente spiazzante. Gli animaletti che hanno accompagnato il percorso di Lessico nelle ultime stagioni ora fanno la loro comparsa anche sugli abiti e nelle tiare, insieme a monili portafortuna avvolti dallo spago.  “New Age” raccoglie tutte le tracce lasciate da Lessico negli ultimi anni, rimescolandole senza malinconia, esplorando nuovi percorsi, nuovi linguaggi, nuove storie.  La scelta della location svolge una precisa funzione nel discorso creato dalla collezione: secondo il collettivo, la nuova era nasce proprio nelle scuole. La nuova sede di Istituto Marangoni simboleggia così l’importanza dell’insegnamento per formare e costruire una New Age di creativi, in grado di rivoluzionare i codici e i linguaggi della moda contemporanea. 

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Gen 18, 2026

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