Tra ricordi d’infanzia, amore materno e amicizia, Castaneda costruisce un universo sospeso tra realtà e fantasia. Un racconto di moda che diventa favola contemporanea, in cui la creatività è un atto di libertà e l’unicità una forza da rivendicare
Le fiabe e i racconti fantastici ci raccontano sempre qualcosa su noi stessi e sull’essere umani in senso lato. Il brand francese Castaneda, fondato da Ivo Barraza Castaneda insieme al migliore amico Gautier Rouquette, incentra il proprio racconto visivo proprio sulle fiabe. Quella di Castaneda è una storia di amore materno, di amicizia, creatività e ambizione. La morale, il messaggio importante da trarre da questa favola e portare sempre con sé, è l’importanza del credere in se stessi e nelle proprie capacità, abbracciando e rivendicando il proprio di essere “diversi” – o meglio, unici.
Ricordi, sapori e profumi d’infanzia: la storia di Ivo Barraza Castaneda
Castaneda è un brand fantasioso, sospeso tra il mondo reale e un mondo popolato da creature incantate. Nelle collezioni di questo brand francese tintinna lieve il richiamo dell’infanzia e dell’immaginario naif che la accompagna. In effetti, l’universo di Castaneda sembra quasi essere nato proprio quando il direttore creativo, Ivo Barraza Castaneda, era bambino. Il piccolo Ivo apprende a cucire all’età di cinque anni: realizza peluche e altre creature, provenienti dal mondo immaginario che abitava in quel momento della sua vita.
I materiali utilizzati erano i vestiti della mamma, non avendo a disposizione alcun tessuto proprio a cui dare forma. «Spesso mia madre tornava a casa da lavoro e scopriva di avere un vestito o una gonna in meno, perché li avevo ritagliati per un progetto creativo. Mi sono cacciato spesso nei guai, ma non ho mai imparato la lezione: l’eccitazione di creare ha sempre avuto la meglio».

A otto anni, Ivo passa dagli abiti della madre ai propri, sui quali inizia ad apportare modifiche. La passione per la moda investe ogni momento della sua vita: anche quando vengono ospiti a casa, si fa trovare in eleganti completi, tutto profumato. E quando a quattordici anni annuncia ai genitori di voler diventare uno stilista, loro lo iscrivono nel giro di poco a una scuola di sartoria, dove impara le tecniche di cucito.
L’amicizia con Gautier Rouquette, porto sicuro in cui trovare una famiglia adottiva
Il rapporto con la madre ha rappresentato per Ivo un punto cardine, plasmando profondamente la sua personalità. È proprio questo uno dei motivi per cui ha deciso di utilizzare il cognome materno, Castaneda, per dare nome al proprio brand. «Da bambino percepivo inconsciamente una sorta di tristezza in lei e pensavo che, portando a casa medaglie d’oro, avrei potuto farla sorridere». Da questi teneri pensieri nasce in Ivo il desiderio di essere sempre eccezionale – un’arma a doppio taglio che, se da un lato lo spinge a fare sempre del suo meglio, rischia a volte di sfuggirgli di mano.
Spinto dal voler rendere la madre orgogliosa, Ivo decide di trasferirsi a Parigi. Purtroppo, di lì a poco lei viene a mancare, e per Ivo si apre un momento difficile. Dopo alcuni mesi di confusione e introspezione, decide di creare Castaneda insieme al migliore amico Gautier. «Siamo entrambi piuttosto stravaganti ed eccentrici, soprattutto nello stile», racconta Ivo.

«Ci completiamo molto: io infondo in Gautier l’insegnamento di mia madre, che ripeteva sempre “Sei molto importante“ e ti spingeva a credere di poter ottenere qualsiasi cosa e rivendicare il diritto di essere “diverso”. Gautier, dal canto suo, mi ha dato una famiglia quando ho perso la mia». E sono proprio questi i valori che il duo cerca di condividere con il resto del mondo attraverso Castaneda, lasciandosi guidare prima di tutto dal rapporto che li unisce.
La creatività dietro Castaneda: idee, narrazioni e tecniche sperimentali
Nasce così un brand in cui i richiami al mondo dell’infanzia vengono combinati con tanti altri riferimenti, dando vita a un’estetica che i due definiscono “Post-Kawaii-Glam-Fantasy-Punk“. Sempre fuori dagli schemi, i capi di Castaneda vengono ideati da Ivo. L’ispirazione deriva spesso dalle attività che occupano il suo tempo libero: visite a castelli o musei, film e serie tv, saggi, articoli di ricerca. Altre volte, lo stimolo è meno “intellettuale” e sorge semplicemente nel tragitto da casa al lavoro.
«Di solito c’è un tema o un dettaglio che mi ossessiona costantemente, e io mi ritrovo nel mondo cercando una risposta in qualsiasi luogo possa trovarla». In atelier, poi, si sviluppa un processo più metodico che parte da una ricerca esaustiva su dettagli tecnici come texture, colori, forme, finiture. Lo step successivo consiste nel design vero e proprio, che avviene con estrema attenzione a proporzioni e armonia delle linee. Le tecniche utilizzate per i cartamodelli possono essere diverse, ma si basano principalmente sulla cartamodellistica digitale unita al drappeggio. Infine, viene creato il prototipo, sul quale poi si lavora in modo piuttosto flessibile e creativo.

Per le sfilate il processo è simile «a quello di un narratore o di uno scrittore». L’idea parte da una sensazione, un sentore della storia che si desidera raccontare stagione dopo stagione. Essa sorge come un sentimento, o «come qualcosa che devo spiegare a me stesso: perché facciamo le cose in questo modo? Perché ho bisogno di raccontare proprio questa storia?». A partire da questa ricerca introspettiva, Ivo inizia poi a studiare l’argomento in questione, anche al di fuori del discorso moda e a volte in modo scientifico e psicologico. Abiti, styling, ambientazione e musica diventano quindi strumenti per la narrazione di quella storia.
Dal punto di vista tecnico, il materiale privilegiato per i capi Castaneda è la lana, molto amata da Ivo per la sua capacità di essere malleabile. «Al momento sono molto concentrato anche sulla sartoria e sulla modellistica artigianale. Amo introdurre tecniche molto “estranee” in questi mestieri così tradizionali». Così, agli oggetti moda vengono applicate le tecniche impiegate per la realizzazione di peluche. Un cerchio che si chiude, riportando Ivo alle sue sperimentazioni giovanili.
In questo momento, c’è anche una forte sperimentazione sulle tecniche sartoriali. Il tutto si traduce nella realizzazione di corsetti nascosti e protesi in schiuma o piuma, che permettono di meglio controllare le silhouette. Tra le tecniche utilizzate vi sono anche l’ultra moderna stampa flex e la DFT (direct to film), che Ivo ha appreso lavorando per un brand streetwear.
Un brand per gli spiriti liberi: la drammaturgia della fantasia secondo Castaneda
Castaneda è un brand dedicato agli spiriti liberi, a chi ha una mente «non incatenata alle convenzioni, ai preconcetti e alle definizioni del resto del mondo». Persone che creano nuovi mondi e nuove realtà, plasmando la propria definizione di ciò che è bello e di valore. L’immaginario del brand attinge a un universo fantasioso, quasi fiabesco.
«Si potrebbe ipotizzare che nella drammaturgia della fantasia ci sia una verità profonda o una lezione di cui si ha bisogno, spesso collegata al proprio comportamento o ai propri condizionamenti di vita», riflette Ivo. La figura della madre, a cui da bambino promise che la avrebbe portata a vivere in un castello, rimane un riferimento anche nella passione per il fiabesco.
Nelle sue riflessioni, Ivo sente di non aver ancora chiarito dentro di sé il motivo definitivo che lo lega tanto a questo immaginario. «Quello che so è che, tra una vita nelle fiabe o in alcune delle nostre società minimaliste, preferisco essere avvelenato da una mela della mia matrigna o combattere draghi in qualsiasi giorno della settimana».
Abiti su misura per re e regine: il presente e il futuro di questa fiaba
A creare e sostenere l’universo di Castaneda oggi è un team di cinque persone, che opera nell’atelier a Parigi producendo tutti i pezzi del brand e sviluppando nuove idee. Fin dalle origini del brand vengono presentati due mini-show all’anno. Sul sito web viene invece condivisa una nuova idea o un nuovo capo ogni settimana.
Il 2025, racconta Ivo, è stato un anno di grande soddisfazione in cui il brand ha trovato un numero di clienti parecchio significativo. «Ora ci capita di incontrare per strada persone che indossano le nostre creazione a Parigi, ed è davvero gratificante».

Il futuro di Castaneda si delinea tra sogni e aspirazioni. Ivo confessa che uno dei suoi desideri sarebbe poter confezionare, un giorno, un abito su misura per un re o una regina. Ma anche aprire una boutique fisica a Parigi sarebbe bello, per avere uno spazio adeguato in cui realizzare abiti sartoriali su misura. Sicuramente Castaneda continuerà a raccontare storie di umanità e di sogno. Il brand ci ricorderà che ognuno di noi è la persona più importante del mondo e ci inviterà ad abbracciare e a dare risalto al nostro mondo interiore, unico e inimitabile.



