L’interesse per l’universo magico e la stregoneria accompagna l’essere umano nei secoli, e assume sempre forme nuove che vanno dal timore alla persecuzione alla fascinazione. Le streghe fanno il loro ritorno per la stagione Fall/Winter 2025, con riferimenti estetici nelle collezioni di moda e nella cultura pop. Ma il trend non ha solo una valenza estetica: si inserisce in un contesto socio-culturale specifico, e si connota come perfetto interprete di alcune delle pulsioni della nostra epoca
Le streghe son tornate. Figure misteriose e affascinanti, fanno parte dell’immaginario umano pressoché da sempre. E da sempre vengono rappresentate come creature maligne, malvagi incantatrici dedite a pratiche demoniache. Dai versi di Omero, Ovidio e Orazio, alle leggende della tradizione popolare, alle persecuzioni della Chiesa. Nella cultura moderna il concetto di strega si è evoluto, fino ad arrivare a interpretazioni in chiave femminista. Potente, indipendente e magnetica, la strega continua ad esercitare il suo incanto sull’immaginario collettivo.
Con l’inizio di una nuova stagione autunnale, l’atmosfera sembra essere delle migliori per accogliere una nuova ondata di magia. Per l’autunno-inverno 2025, la stregoneria assume la forma di un nuovo trend: “The season of the witch”. Dal mistico brano di Lana Del Rey, la stagione delle streghe espande la sua influenza sul piano estetico ma anche su quello culturale e sociale in questa tendenza che – forse sorprendentemente – ben rispecchia lo spirito del nostro tempo.
Atmosfere magiche e pagane nelle collezioni FW25
Durante il Fashion Month a febbraio di quest’anno sono stati diversi i designer a dare spazio a influenze stregonesche, o quantomeno gotiche. A Londra, Dilara Findigoku ha presentato una Fall/Winter ricca di riferimenti a questo universo. Corpetti intarsiati di perle e conchiglie, pellami, piume, perfino trecce di capelli: il défilé ricorda un covo di streghe in chiave contemporanea. Lo stesso vale per Undercover, che ha presentato corone di rovi e materiali modellati in modo da ricreare delle piume. Compaiono anche completi in broccato decorati con orpelli di tipo pagano, come monete e ciondoli dorati. Anche le calzature richiamano l’iconografia delle streghe di cui si narra nelle leggende popolari.
Sebbene focalizzata soprattutto sul pirate-core, anche la collezione di Ann Demeulemeester presentava alcuni look che si avvicinano all’immaginario della megera. Un esempio è il lungo in satin nero con inserti in pelle, fluido e cupo, completato da lunghi capelli corvini selvaggiamente sciolti sulle spalle. Atmosfere gotiche, infine, si ritrovano anche in Alexander McQueen, con declinazioni vagamente romantiche. Ma anche in Rick Owens, che ha raggiunto l’apoteosi dell’atmosfera dark che caratterizza i suoi design.
Gothic Renaissance: la cultura pop si tinge di nero
Le premesse per il ritorno dello stregonesco erano nell’aria già da parecchi mesi; a portarle con sé è stato il cinema. In particolare è stato Tim Burton con la serie “Wednesday”, dedicata al personaggio di Mercoledì Addams a diffondere il mood gotico e creepy della serie. Perfettamente in armonia con l’immaginario visivo tipico di Burton, lo spin-off è permeato da un’atmosfera lugubre ed eclettica, la cui forza è tale da bucare lo schermo e diffonderne i codici estetici anche nel mondo reale. L’estetica gotica si diffonde sempre più come trend con l’aiuto anche di altre produzioni cinematografiche come “Beetlejuice” – sempre ideato da Burton – e “Wicked”.
Al di là del cinema, anche nel panorama musicale si riscontrano esempi di richiami all’immaginario magico e mistico. È il caso dell’ultimo album di Lady Gaga – il cui contributo nella colonna sonora di “Wednesday” è ormai immancabile -, “Mahyem”. Ma anche quello di cantanti meno note dal sound mistico e ipnotico, come la giovane Saint Avangeline divenuta popolare su Tiktok grazie al singolo “Lilith”. O ancora, il ritorno in auge dei Fleatwood Mac con la cantante Stevie Nicks e il suo stile boho / mistico. Grazie a questi influssi, il mondo magico e la sua estetica hanno preso piede su scala relativamente larga, contribuendo così all’insorgere della “Season of the Witch”.
La crisi delle religioni tradizionali
Tali suggestioni si vanno ad aggiungere ad altre tendenze già protagoniste di ormai diverse stagioni, come il crescente interesse per l’esoterismo in senso lato. Non si tratta, però, semplicemente di codici estetici o pulsioni di superficie. La passione per l’occulto, la spiritualità, le energie e le loro influenze si inseriscono in un quadro generale di crisi della religione tradizionale occidentale. Un quadro già aperto da inizio millennio, che con l’epoca Covid è peggiorato drasticamente .Le persone cercano altrove il sostegno che prima proveniva dalla Fede, in forme di spiritualità alternative o in religioni pagane. Non è un caso che proprio in questi anni abbia conosciuto una notevole espansione la religione Wicca, fondata sul culto della natura e di tutti i suoi elementi. D’altra parte, il forte legame con l’universo dell’erboristeria permette di tornare in contatto con la natura, garantendo una forma di escapismo dal mondo iper-stimolante e frenetico in cui viviamo attualmente.
La strega, nuova icona femminista
Inoltre, non dimentichiamo che la strega è diventata nel tempo un’icona femminista. Questa figura è vista dal femminismo come simbolo di indipendenza femminile e di ribellione a un sistema patriarcale che idealizza la donna-angelo, docile e mansueta, facilmente soggiogabile. La strega è da sempre il capro espiatorio per la demonizzazione della sessualità e indipendenza femminile. Già nelll’Antica Roma Seneca esortava a diffidare delle donne che pensano in maniera autonoma, perché i loro pensieri saranno maligni. Come argomenta l’autrice e studiosa Kristin J. Sollee, “Streghe, femministe, ribelli” (dal titolo di una sua pubblicazione) sono la triade perfetta per terrorizzare il patriarcato.
Per le nuove ondate di femminismo, la strega assume le caratteristiche di una figura marginalizzata, non convenzionale e resiliente, più affascinante rispetto alla boss woman che ha ispirato il femminismo di decadi passate. Ecco quindi che questo personaggio fa presa anche sulle giovani utenti di Tiktok, dove il fenomeno del #Witchtok è in ascesa negli ultimi mesi. Come sottolinea Helen A. Berger, studiosa dell’argomento già dagli anni Ottanta, le streghe di Tiktok sono molto giovani – alcune perfino tra i 14 e i 16 anni. L la loro attività si focalizza soprattutto sullo sviluppo e sulla crescita personale: la pratica della magia diventa così un atto di empowerment.
Per quanto possa sembrare astratto e anacronistico, questo trend in realtà nasce da fenomeni estetici, socio-culturali che incidono profondamente sull’immaginario e la coscienza collettiva. Dai défilé delle Fashion Week, alla cultura pop ad analisi di carattere più sociologico, la figura della strega mantiene ben stretta la sua presa su di noi e si lascia attribuire connotazioni valoriali sempre nuove. Accogliamo dunque questa “Season of the Witch” con lo spirito più adeguato, pronti a riscoprire il nostro potere e a leggervi nuove chiavi interpretative per il nostro tempo.



