Nan Goldin è una delle artiste di maggior rilievo nel panorama contemporaneo, grazie alle sue rappresentazioni autentiche che indagano le diverse sfaccettature dell’esperienza umana partendo dai suoi affetti più stretti. La mostra “This Will Not End Well”, ideata come tour internazionale europeo, parte da Stoccolma e passa da Berlino per approdare a Milano presso Pirelli Hangar Bicocca. Si concluderà a Parigi, presso il Grand Palais di Rmn dove resterà esposta da marzo a giugno 2026
La fotografia come sorta di diario personale, grazie al quale tenere strette a sé le persone care – o il loro ricordo. Pochi artisti hanno saputo presentare al pubblico un’indagine dell’esperienza umana così autentica come Nan Goldin, considerata per questo una delle artiste di maggior rilievo nel panorama contemporaneo. Al cuore dell’attività artistica di Goldin vi sono i suoi slideshow, che lei stessa ha definito «film composti da fotogrammi».

Ad essi è dedicata la mostra “This Will Not End Well” presso Pirelli HangarBicocca, che aprirà sabato 11 ottobre. Una retrospettiva unica, organizzata dal Moderna Museet di Stoccolma in collaborazione con altri musei internazionali tra cui HangarBicocca. La mostra riunisce il più grande corpus di slideshow dell’artista mai presentato, e include i suoi lavori più significativi. In occasione dell’esposizione, Goldin ha inoltre modo di esporre per la prima volta in Europa in un contesto mussale i suoi due più recenti slideshow: “You Never Did Anything Wrong” e “Stendhal Syndrome”.
Un viaggio nei meandri dell’esperienza umana e universale: la poetica di Nan Goldin
Il titolo dell’esposizione è volutamente ambivalente: se da un lato può suonare cupo (“Non finirà bene”), dall’altro è carico di quell’ironia benevola che esprime la joie de vivre che caratterizza immancabilmente la persona e il lavoro di Goldin. A cura di Roberta Tenconi e Lucia Aspesi, la retrospettiva è ospitata nelle Navate e allestita in diverse strutture architettoniche progettate dall’architetta Hala Wardé, che ha già collaborato con Goldin in diverse occasioni. Ogni padiglione è concepito in risposta a un’opera specifica, e il loro insieme va a creare una sorta di villaggio.

L’esposizione include i lavori più iconici di Goldin, a cominciare da “The Ballad of Sexual Dependency” (1981-2022). Prima opera realizzata dall’artista, lo slideshow è costituito da scatti che catturano momenti di intimità e quotidianità ritraendo il suo gruppo di amici, creativi e bohémien. Capolavoro assoluto di Goldin, documenta con ruvida tenerezza esperienze di vita a Provincetown, New York, Berlino e Londra a partire dagli anni Settanta e Ottanta fino ai giorni nostri.

L’esposizione prosegue con “The Other Side” (1992-2021), un omaggio agli amici trans dell’artista. “Sister, Saints, sibilo” (2004-2022), che racconta di eventi familiari traumatici. Con il suo lavoro, Nan Goldin ha esplorato una varietà di tematiche che vanno dai ritratti intimi degli amici e della famiglia ad esplorazioni sul mondo dell’infanzia con “Fire Leap” (2010-2022), all’abuso di sostanze con “Memory Lost” (2019-2022) e “Sirens” (2019-2022). Quest’ultima sarà presentata all’interno del “Cubo”, uno spazio che richiama la Chapelle de la Salpêtrière di Parigi in cui l’opera è stata originariamente commissionata ed esposta nel 2004.

Le novità presentate in occasione dell’esposizione, insieme ai lavori che hanno costituito il cuore dell’attività artistica di Goldin dagli esordi
In occasione della mostra saranno inclusi i due slideshow più recenti di Goldin, presentati dall’artista per la prima volta nel 2024. Ispirato a un antico mito sulle eclissi, “You Never Did Nothing Wrong” costituisce il suo primo lavoro astratto e trasporta lo spettatore in una meditazione poetica sulla vita e i cicli naturali che collegano gli esseri viventi. “Stendhal Syndrome” è invece basato su sei miti tratti dalle “Metamorfosi”. In un dialogo visivo attraverso il tempo, i racconti di Ovidio prendono vita grazie ai ritratti degli amici di Goldin.

L’esposizione si apre inoltre con una nuova installazione sonora, concepita e realizzata da Soundwalk Collective in collaborazione con l’artista. Il duo, formato da Stephan Crasneanscki e da Simone Merli, collabora con Goldin dal 2015. Pensata per guidare i visitatori verso il villaggio di slideshow, l’installazione trae origine da registrazioni ambientali raccolte durante le precedenti edizioni della mostra. “This Will Not And Well” sarà visitabile dall’11 ottobre 2025 al 15 febbraio 2026 presso Pirelli HangarBicocca.
Photo courtesy Pirelli Hangar Bicocca.



