La quintessenza della donna Alaïa per la nuova campagna Summer/Fall 2026

“Mai prima d’ora una campagna Alaïa è stata così cinematografica”, si presenta così l’ultima Summer/Fall sotto la direzione di Pieter Mulier 


La fotografia, curata da Tyrone Lebon, raffigura due donne immerse in un contesto sublime e malinconico. Camminano come sculture senza tempo in una natura selvaggia che ci riporta lontano, fra le parole di donne che hanno rivoluzionato la letteratura. Jane Austen, Virginia Woolf, George Eliot (pseudonimo di Mary Anne Evans) risuonano nell’identità del brand e nell’immaginario da cui attinge. Le autrici, vissute in contesti in cui alle donne era precluso l’accesso alla vita pubblica e al riconoscimento intellettuale, sono icone di emancipazione e libertà femminile. Tra le muse di Azzedine Alaïa, infatti, figura Grace Jones. Donna androgina e camaleontica che ridefinì i confini di genere e identità, utilizzando l’arte, il cinema, la fotografia (insieme al compagno Jean-Paul Goude) e la moda come veicoli di libertà ed espressione di sé.

I riferimenti alla tradizione fiamminga

I volti della campagna, Loli Bahia e Nastassia Legrand, sono incorniciati da cappucci a oblò che rimandano alla ritrattistica fiamminga. Le geometrie della silhouette, tratto distintivo delle creazioni di Mulier, rendono la donna Alaïa una figura potente e scultorea. Il bianco e nero della fotografia, così come nei chiaro scuri del pittore fiammingo Jan van Eyck, marca i confini del paesaggio e dei corpi, e arriva all’essenza del racconto. Spazio e tempo si fondono portando le modelle in un luogo metafisico, lontano, ma estremamente intimo. L’intento è similare al realismo fiammingo anche quando si parla di rendere la psicologia dei personaggi nell’opera, la quale aggiunge all’immagine un elemento interpretativo ambiguo e suggestivo.

La moda in movimento

Per la prima volta la maison abbandona le architetture monumentali per spostarsi outdoor. Sulle spiagge deserte della costa settentrionale della Francia, tra Cap Blanc-Nez e Cap Gris-Nez, Frank Lebon, dirige la parte video della campagna. La location ricorda gli scatti sulla spiaggia con le modelle Tatjana Patitz e Linda Spierings, realizzati da Lindbergh nel 1986 a Le Touquet. La grande differenza sta proprio nel corto che permette di approfondire sia lo storytelling visivo sia quello concettuale. Mulier, infatti, inserisce spesso nella direzione creativa riferimenti cinematografici prendendo spunti da alcune pellicole presenti nel bagaglio visivo del designer tra cui “The Piano” di Jane Campion, “Wuthering Heights” di William Wyler e “Barry Lyndon” di Stanley Kubrick.

Gli abiti della collezione in movimento risultano leggeri nonostante la geometria delle forme che si impone sulle falesie nello sfondo. La donna Alaïa, imponente e libera, si muove con il vento, possiede la sua forza e leggerezza, così come gli abiti che indossa. 


L’ultima campagna di Alaïa permette di andare oltre il prodotto moda. Si contestualizza in un presente complesso ricordando contemporaneamente un passato di rivoluzioni di pensiero e forza interiore. «Oscura qualsiasi nozione fissa di tempo e spazio» afferma il brand, sottolineando l’intento poetico e concettuale delle immagini. 

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Set 1, 2025

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