Il Victoria and Albert Museum ospiterà nel 2026 la più grande retrospettiva dedicata ad Elsa Schiaparelli e alla maison
A partire dal 21 marzo 2026, il Victoria and Albert Museum di Londra ospiterà la mostra “Schiaparelli: Fashion Becomes Art”, aperta al pubblico fino all’1 novembre. A rendere l’appuntamento particolarmente importante non è solo il fatto che l’esposizione ospiterà alcuni pezzi d’archivio iconici. Sarà la prima mostra britannica interamente dedicata alla designer. Il percorso espositivo infatti accompagnerà i visitatori lungo il tracciato del successo di Elsa Schiaparelli e della maison dagli anni Venti del secolo scorso ad oggi.
L’animo provocatorio ed elegantemente sovversivo di Elsa Schiaparelli
“Schiaparelli: Fashion Becomes Art” vuole ricordare e rendere omaggio alla visionaria stilista italiana, celebrandone l’audacia e la capacità di rivoluzionare la moda con linguaggi espressivi fuori dalle righe. Una provocatrice, che amava sfidare le nozioni tradizionali di cosa significasse indossare abiti d’alta moda. Brillante, sofisticato e meravigliosamente surreale, lo stile di Elsa Schiaparelli si poneva in aperto dialogo con l’arte surrealista in un perpetuo scambio di ispirazioni. Come dichiarato da Daniel Slater, direttore delle esposizioni al Victoria and Albert Museum, la capacità di Schiaparelli di agire come influenza per il mondo dell’arte era distintiva della designer.

Proprio questo è un elemento che contribuisce a rendere unica anche la mostra e il suo allestimento. Habitué dei circoli artistici frequentati da Picasso, Cocteau e Man Ray, Elsa collaborò in più occasione con questi artisti. Un esempio è il Tears Dress, realizzato insieme a Salvador Dalì nel 1938. Il celebre abito, stampato con motivo trompe-l’oeil per creare illusioni ottiche, fa parte dei pezzi d’archivio che saranno esposti durante la mostra. Comparirà anche lo Skeleton Dress, anch’esso caratterizzato da un trompe-l’oeil che riproduce la fisionomia dello scheletro umano. Divenuto nel tempo elemento iconico della maison, lo scheletro compare in numerose creazioni di Schiaparelli ed è stato reinterpretato anche dall’attuale direttore creativo Daniel Roseberry.
La mostra al V&A vuole esplorare la storia di Schiaparelli mettendone in risalto elementi non ancora approfonditi nelle retrospettive precedenti
Il confronto tra l’anima originaria di Schiaparelli, plasmata dalla fondatrice della maison, e la sua reinterpretazione contemporanea fornita da Roseberry sarà uno dei punti focali dell’esposizione. Una comparazione ricca di interesse e di materiale: in più occasioni Roseberry ha elaborato creazioni che mantenessero vivo l’universo surrealista e sperimentale di Elsa. La mostra al V&A costituirà la retrospettiva più completa della maison realizzata finora. Essa trova infatti le proprie fondamenta nel successo delle precedenti esposizioni dedicate a Schiaparelli, approfondendo aspetti mai esplorati prima.
Tra essi, il rapporto di Elsa e della maison con la clientela britannica, che includeva personalità come Wallis Simpson o Lady Mendl. La mostra pone inoltre l’accento sulla figura di Elsa come imprenditrice. Arrivata a Parigi nel 1922 dopo la separazione dal marito, costruì un piccolo impero interamente con le proprie mani auto-finanziandosi. Con oltre duecento oggetti esposti, tra capi di abbigliamento, profumi, fotografie e opere d’arte, l’esposizione si costituisce come racconto e celebrazione del genio creativo della stilista italiana, la cui storia viene approfondita scandagliando tutti i diversi elementi che hanno reso Elsa Schiaparelli una vera e propria pioniera della moda.



