Met Gala 2026: l’eco dell’ultimo ballo dei Romanov

La sera del primo lunedì di maggio si svolge, come da tradizione, il Met Gala. Attesissimo, l’evento evidenzia lo splendore del sistema moda, affascinando da sempre il grande pubblico. Tuttavia, quest’anno la serata è accompagnata da un crescente malcontento – dovuto soprattutto al finanziamento da parte di Jeff Bezos. Riuscirà il Gala a presidiare il proprio ruolo come baluardo dell’Impero moda? E, soprattutto, riuscirà l’Impero a ribadire la propria autorevolezza? 

È il primo lunedì di maggio e, come ogni anno, si avvicina uno degli eventi più attesi dell’anno per gli appassionati di moda – ma anche per il grande pubblico: l’annuale Met Gala. Dalla sua nascita nel 1948, quando fu creato per raccogliere fondi per il Costume Institute, l’evento si è evoluto di pari passo con i cambiamenti sociali e culturali. Quest’anno, il tema della soirée è  “Fashion is Art”, in accordo con il tema dell’annuale esposizione al Costume Institute, “Costume Art”.  Edizione dopo edizione, il Met si è circondato di un’aura di esclusività e sfarzo che lo ha reso il diamante di punta tra tutti gli eventi del fashion e dello star system.

Tuttavia, quest’anno è circondaoa da un gran numero di polemiche, relative alla preminente presenza (e influenza) di Jeff Bezos con la moglie Lauren Sanchez. Non si tratta della prima volta che l’evento attira critiche o viene utilizzato come pretesto per portare sotto i riflettori mediatici tematiche sociali, come nel caso del movimento Black Lives Matter. Eppure, nelle strade newyorkesi aleggiano moti di rivolta che invitano a boicottare la serata. Proteste che minacciano non solo di ostacolarne lo svolgimento, ma anche di incrinare ulteriormente la credibilità dell’impero della moda. Da un lato è esso stesso ad ammettere le proprie difficoltà, come reso evidente dalla recente uscita del sequel de “Il Diavolo Veste Prada”. Dall’altro lato, a brevissima distanza dall’uscita del film nelle sale, il sistema si arrocca nel proprio mondo di sfarzo con l’annuale Gala. 

Il grande ballo in maschera dei Romanov: San Pietroburgo, 1903

C’era una volta, più di un secolo fa, una potente dinastia che dominava il vasto territorio delle Russie. Era la dinastia Romanov, la cui fortuna si estese dal 1613 al 1917. Come tutti i grandi sovrani e imperatori, i Romanov erano soliti ospitare la nobiltà internazionale in occasioni di meravigliosi balli. Tra questi, indimenticabile fu il ballo in maschera che si tenne nel 1903 a Palazzo d’Inverno. L’idea viene attribuita all’Imperatrice Alexandra, moglie dello Zar Nicola II. La zarina decise di organizzare un grande evento distribuito su ben due serate, l’11 e il 13 febbraio, il cui tema era lo sfarzo russo del XVII secolo. Il periodo storico di riferimento non era casuale. Il ballo aveva lo scopo di celebrare i 290 anni della dinastia: proprio per questo si scelse di guardare alla sua epoca di maggior splendore. 

L’Impero organizzò l’evento con minuzia di dettagli e senza badare a spese. Si stima che i costi ammontassero al corrispettivo attuale di dieci bilioni di dollari americani. Gli stessi ospiti dovettero mettere mano alle proprie finanze per presentarsi con costumi all’altezza dello splendore imperiale. Gli abiti realizzati per l’occasione erano costosissimi: il costume di Nicola II venne a costare 437 rubli – la stessa cifra a cui ammontava il compenso dei più importanti generali dell’esercito imperiale. Elevatissimo era anche il valore dei gioielli indossati dalla nobiltà e dagli imperatori. Il kokošnik (tradizionale copricapo russo, a forma di mezzaluna o ventaglio incastonato di gemme preziose) che ornava il capo della Principessa Zanita Usurpoff univa pietre di famiglia con altre nuove, realizzate appositamente da Cartier. Naturalmente il gioielliere di corte,  Faberger, assistette la famiglia reale durante i preparativi per la scelta di quali preziosi indossare. 

Una dinastia chiusa in se stessa 

Mentre gli ospiti all’interno del Palazzo si perdevano nelle vertigini gioiose delle danze, nelle strade di San Pietroburgo si agitavano i primi moti di rivolta da parte di una popolazione stremata dalla povertà e irritata verso un sistema imperiale ormai considerato anacronistico. I Romanov ne erano ben consapevoli. Il ballo in maschera, con il suo richiamo allo splendore della dinastia, serviva anche per legittimarne il potere e, soprattutto, confermarne la durata eterna e senza tempo, di stampo divino. Tuttavia, il ballo sortì nella coscienza pubblica l’effetto opposto, sommandosi agli altri fattori che incrinavano l’autorità del regime imperiale in quel periodo.

I Romanov commisero un grave errore di valutazione, ostinandosi nel proprio rifiuto di modernizzarsi e di rendersi conto di ciò che stava accadendo intorno a loro. Un po’ come nel racconto di Allan Poe “La maschera della morte rossa”, la nobiltà scelse consapevolmente di chiudersi nel proprio mondo di opulenza mentre nel mondo esterno imperversavano caos e sofferenza. 

Se è vero che la storia insegna, la vicenda dei Romanov potrebbe essere un monito da non ignorare per l’impero del fashion system. Le proteste nelle strade di New York somigliano spaventosamente a quelle del popolo russo. Allo stesso tempo, è difficile ignorare il fatto che, mentre le star vengono vestite con valori da capogiro, lo stesso sistema si trova in crisi, costretto a operare tagli di personale in numerose realtà. Proprio come i Romanov, la moda rischia di restare intrappolata nell’auto celebrazione. E, se dimostra indubbiamente più lucidità nell’ammettere le proprie difficoltà, dall’altro lato non ha ancora trovato la chiave per poter trasformare dall’interno il proprio sistema.

Certo è che il Met rimane un’istituzione nel contesto della moda e del costume, almeno per ora. Non resta che rimanere in attesa, e osservare con spirito critico cosa ci riserverà questa edizione, nella speranza di non assistere inconsapevolmente ad un ultimo, grande ballo. 

Share

Mag 4, 2026

  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /
  • DISCOVER MORE
  • /

DISCOVER MORE

DISCOVER MORE

Breath

Breath

Left image: dress Cettina Bucca - hat La Stramberia. Right image: dress Pomandère - shoes Marsèll...