Miuccia Prada e Raf Simons danno il via ufficiale alla Milano Fashion Week presentandoci il nuovo guardaroba femminile progettato per la primavera/estate 2027. La gonna diventa l’assoluta protagonista dello show; trasformata, rielaborata e rinnovata. Mille volti per un unico capo che da sempre, per la Signora, è una vera e propria ossessione
“La gonna come oggetto” è la riflessione dalla quale Miuccia Prada e Raf Simons sono partiti per realizzare la collezione dedicata alla primavera/estate 2027. Nonostante questo capo rappresenti per Prada un archetipo quasi ossessivo (soprattutto per la sua fondatrice) in questo caso diventa strumento trasversale. All’interno di un qualsiasi guardaroba la gonna per Miuccia Prada rappresenta la stessa idea di funzionalità diversificata che da sempre associamo alla t-shirt. Una dichiarazione che appartiene a diversi anni fa ma che oggi Raf Simons riporta nel presente per spiegare gli intenti creativi dietro lo show. Si apre così un mondo parallelo in cui la gonna attraversa i decenni, si trasforma, si annulla e si adatta a qualsiasi occasione d’uso.

«I limiti imposti dalla sua struttura essenziale sono diventati il foglio bianco su cui tracciare nuove idee, reinventare la forma pur restando entro i suoi rigidi canoni. È un vero e proprio esercizio di moda dove i confini, paradossalmente, liberano la creatività.» Dichiara Miuccia Prada in una nota. La gonna dunque assume mille funzionalità assorbendo allo stesso tempo altrettante estetiche. In passerella difatti vediamo sì una carrellata di gonne (64 per l’esattezza) che però non ricade mai nella sfera ridondante della ripetizione. Sono i linguaggi di Prada che si alternano nelle cuciture geometriche, nelle lunghezze e nei materiali di uno dei capi più rielaborati dal brand. L’ossessione diventa così libertà creativa, celebrazione del proprio heritage a soprattutto lettura del presente.
Variabilità proteana
Una delle caratteristiche più evidenti della collezione è l’essenza eclettica del guardaroba ideato dal duo di creativo. Prada ama la randomicità del reale e questa volta non la reinterpreta soltanto negli occhiali da sole scoordinati (visti anche nella collezione maschile). Ogni gonna presentata difatti racconta storie agli antipodi con visioni opposte fra austerità, manierismo e formalità. Se in un look la gonna a ruota presenta i plissé pressati sul nylon trasparente in un’altra uscita quest’ultima viene costruita con preziosi ricami floreali. E ancora, il velcro viene inserito nei modelli a tubino mentre il taffetà avvolge la vita con romantici drappeggi.

Storie infinite che si riflettono anche nelle silhouette delle gonne, tutte diverse ma tutte assolutamente Prada. Nonostante questa continua metamorfosi del capo la visione del brand non viene mai oscurata o persa nell’esercizio di stile. C’è sì un grande lavoro di riscrittura ma mai declinato secondo linguaggi lontani dai due direttori creativi. Dal passato riemergono le stampe floreali dell’uglyness secondo Prada ma anche le lunghezze delle gonne anni Sessanta. Lo chiffon a strati mostra romantici fiocchi pressati in vita mentre i colori si accendono e si desaturano allo stesso tempo. Le geometrie austere di diversi modelli vengono ravvivate dalle stampe astratte ma anche dai ricami preziosi realizzati a contrasto. Immancabile la variante della mini gonna a ruota in pelle che si coordina per colori e texture alla giacca anni Cinquanta.
Le infinte esistenze delle gonne convivono tra frange di mega paillettes, orli scuciti, stratificazioni di materiali e parti superiori quasi dissonanti.
I mille volti di Prada
Capo protagonista per la prossima primavera di Prada (subito dopo la gonna) è senza dubbio la micro bralette. Realizzato in pizzo, satin e materiali tecnici, questo capo completa ogni look con una voluta dissonanza di stile che si sposa perfettamente con le intenzioni della collezione. In diversi modelli presenta un charm che si preannuncia sicuramente uno dei pezzi più desiderati dello show. La maglieria dismessa si alterna alle camicie austere ma anche a quelle romantiche realizzate in chiffon di seta.

Ritorna la pelle vissuta dei cappotti over ma anche il nylon dei bomber e dei trench neri lunghi e formali. In linea con gli innumerevoli linguaggi della gonna anche gli accessori ci mostrano mille sfaccettature. Il tacco doppio si inarca come negli anni Cinquanta mentre in diverse scarpe compaiono applicazioni metalliche. Decenni e codici di stile si annullano anche attraverso le borse realizzate in materiali tecnici o nei capelli spettinati che dai Duemila passato agli Ottanta.

Miuccia Prada e Raf Simons rielaborano con grande maestria e libertà il capo che più di tutti fu progettato proprio per quest’ultima.



