Una selezione di immagini che raccontano la scena giovanile parigina tra feste, set cinematografici e notti senza fine. La fotografia di Neil Faveris-Essadi nasce dalla vicinanza e dall’urgenza di trattenere i momenti prima che scompaiano. Il concept store parigino Babylone diventa così spazio di memoria visiva e osservatorio sulle nuove generazioni creative
A partire dal 1 aprile, Saint Laurent ospiterà presso il suo spazio Babylone una selezione di scatti realizzati dal Neil Faveris-Essadi, a cura di Anthony Vaccarello. Il concept store, che prende il nome da Rue de Babylone, sede della residenza di Yves Saint Laurent e Pierre Bergé, è stato creato da Vaccarello nel 2024. Tra oggetti di design, libri rari e macchinette analogiche, lo store è nato come uno spazio culturale ibrido a metà tra libreria e galleria d’arte. In questo contesto, la fotografia si inserisce come naturale estensione della ricerca visiva dello spazio, rafforzandone la vocazione curatoriale e sperimentale. Gli scatti di Faveris-Essadi si inseriscono in un fitto programma, accanto a immagini di Yvonne Roberts, Hugo Mapelli, e Man Ray, contribuendo a consolidare Babylone come piattaforma dinamica dedicata ai linguaggi contemporanei e alle nuove generazioni creative.

Neil Faveris-Essadi: immagini al confine tra ordine e rottura
La pratica fotografica di Neil Faveris-Essadi si sviluppa nell’intersezione tra immagine, musica e cultura urbana contemporanea. Il giovane fotografo, classe 2005, si muove in ambienti plasmati da creatività ed energia collettiva, privilegiando contesti afferenti alla vita notturna. Attivo dall’età di quindici anni, quando ha iniziato a realizzare i suoi primi scatti immortalando ciò che lo circondava, Faveris-Essadi instaura con la propria fotocamera un rapporto quasi istintivo. Le sue immagini sono «Il risultato di essere una persona che passa molto poco tempo a casa». Nei suoi lavori, il fotografo ama esplorare i confini tra ordine e rottura, concentrandosi sulla linea sottile che separa ciò che è consentito da ciò che non lo è.
La fotografia come istinto della memoria
Con un approccio che accomuna molti creativi della sua generazione, Faveris-Essadi vive la fotografia come un atto di vicinanza, piuttosto che uno stato contemplativo. Feste, set cinematografici, nottate passate fuori sono contesti i ricorrenti nelle sue immagini, profondamente radicate nella scena giovanile parigina. Non vi è teatralità, non vi è simbolismo; privi di qualsiasi distacco analitico, i suoi lavori emergono dalla sua stessa cerchia di amicizie e conoscenze. L’urgenza di fotografare deriva dal desiderio di catturare e conservare nel tempo dei momenti che andrebbero altrimenti perduti. Dietro a un’apparente semplicità compositiva si cela la raffinata capacità di questo giovane fotografo nel mantenere intatta l’immediatezza del momento, coniugandola armonicamente con una forte presenza visiva. Spontanee e quasi discrete, le sue immagini nascono da un approccio che lui stesso descrive come un «guardare nel punto sbagliato al momento giusto».

Il progetto espositivo non solo offre uno sguardo autentico sulla pratica di Faveris-Essadi, ma ribadisce anche il ruolo di Saint Laurent come promotore di una cultura visiva viva, istintiva e profondamente radicata nel presente. Gli scatti del fotografo saranno inoltre raccolti nella ventiduesima edizione della fanzine di Rive Droite, edita dalla maison parigina, disponibile per l’acquisto con un numero limitato di copie autografate.
Photo courtesy Saint Laurent



