Case Cose Crilli: i ricami della tradizione si intrecciano con il presente 

L’artigianato italiano affonda le proprie radici in tradizioni familiari ancestrali, passate da generazione in generazione e, arricchite ad ogni passaggio, da nuove sfumature emozionali. È ciò che è successo a Maria Cristina Barbara che, durante un periodo difficile come il Covid, decide di riconciliarsi con l’arte del ricamo. Nel tempo nasce così Case Cose Crilli, un progetto artigianale in cui vecchie tovaglie, tovaglioli e tessuti rivivono il presente attraverso il poetico passaggio dei fili di Maria Cristina e di sua madre 

Immaginiamo di aprire un baule di legno dimenticato e ritrovare, fra le nubi di polvere, distese di pizzo e tessuti bianchi. Un po’ sgualciti e ingialliti dal tempo ma cosparsi d’amore proprio da quelle mani che li hanno ricamati e poi riposti per farli giungere fino a noi. Nella visione di Maria Cristina Barbara questo magico passaggio di testimone si è manifestato quasi per caso, in un tempo di costrizione come quello del Covid. I pranzi e le cene in famiglia hanno portato nel presente il calore della convivialità, adornato dalla biancheria della tavola.

E così Maria Cristina decide di iniziare a ricamare su quelle tele bianche della tradizione come “in una danza lenta” per regalare nuova vita al passato. Dopo un periodo di pratica e vicinanza con l’esperienza della madre nasce Case Cose Crilli, un piccolo brand artigianale che realizza pezzi unici. Tovaglie vintage vengono ravvivate da fili colorati in un ricordo romantico di ciò che è stato; con l’obbiettivo di portare nel futuro nuove storie di famiglia. Entriamo nel mondo di Case Cose Crilli e conosciamo lo slancio creativo e poetico di Maria Cristina. 

M. Durante il covid sono stata a casa con i miei genitori e forse, in molti anni, non avevamo mai fatto così tanti pranzi e cene insieme. In questo periodo difficile per tutti, abbiamo riscoperto però la convivialità. Avendo molto tempo ho iniziato a ricamare con mia madre, che mi aiuta tutt’ora con il mio progetto; gli anni sono passati, ho cambiato lavori e ora mi sono decisa a portare avanti Case Cose Crilli. Il ricamo è una danza lenta e paziente che ha bisogno di cura, mi sta insegnando molto anche nella vita personale. In più credo che le cose belle debbano tornare di “moda” e le tavole ben apparecchiate a me mettono già felicità.

M. All’università ho frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, e lì avevo iniziato questo progetto durato tre anni sul collage. Il mio processo creativo nasce credo da quel periodo e da quella ricerca. Il collage è una forma artistica molto interessante e piena di sorprese, e adesso trovando tessuti vintage, centrini, pezzi dimenticati ormai da troppi anni nel cassetto cerco di vedere tutto nell’insieme e creare qualcosa di nuovo. La mia ispirazione viene dai pezzi stessi che decido di ricamare; la loro forma, il tessuto è come se mi suggerissero qualcosa. Ovviamente molte volte credo di cadere nel banale, ma la banalità a me piace!

M. Ho origini pugliesi, I pranzi e le cene barocche, con tovaglie piene di dettagli e cibo fino ad esplodere mi hanno sempre affascinato. Mia madre da ragazzina ha cucito tutto il suo corredo, pezzi stupendi con punti che per ora posso solo sognare! La sua cura, il suo modo di toccare i tessuti e di valorizzarli mi fanno pensare che posso creare qualcosa di importante, che dura nel tempo e che ha un significato, per me, per i miei ricordi, ma anche per gli altri. 

M. Vorrei che le persone siano contente di stare a tavola e che ogni volta possano sorprendersi per come qualcuno l’ha apparecchiata. Siamo tutti diversi, abbiamo gusti diversi, ed è questa la cosa bella, vedere come un pezzo unico può essere valorizzato da qualcuno, con i suoi piatti, nuovi o magari della nonna, le posate in argento o in acciaio, i bicchieri tutti diversi o forse tutti uguali. Ognuno può esprimere la propria creatività a tavola.

M. Sono convinta che l’artigianalità, il lavoro manuale, la piccola produzione e la cura dei dettagli stiano tornando molto di più nella vita di tutti noi. Basta andare veloci, non si sa nemmeno dove! Cerchiamo di non perdere le tradizioni che ci appartengono e cerchiamo di valorizzarle e renderle contemporanee. L’intelligenza artificiale è una figata, ma può fare troppe cose che prima potevamo e dovevamo fare da soli. I lavori manuali sono ancora una cosa nostra, fatta da noi, teniamoceli stretti. La mia speranza è che il progetto vada avanti, che cambi e cresca con me pian piano, senza fretta.

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Mar 17, 2026

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