Per l’autunno/inverno 2026 Prada ci regala una narrazione complessa delle infinite possibilità che danno struttura al guardaroba contemporaneo. Miuccia Prada e Raf Simons attraverso la poetica della stratificazione ci raccontano le sfumature visive di 15 donne diverse. Nascosti fra i codici estetici della maison, dettagli preziosi e passaggi di un tempo indefinito

Secoli e decenni si annullano in un instante fra gli spazi metafisici del Deposito di Fondazione Prada. Pareti che abbracciano molteplici possibilità di significato; fra la complessità di una storia e la semplificazione della stessa. E così il presente si piega alla narrazione di un ricordo sbiadito dalla distanza di pensiero che si moltiplica, stratifica e sublima. Proprio come i dipinti e gli arazzi del XVI e del XVII secolo che conversano nella stessa stanza con opere del Novecento e una consolle veneziana del XVIII secolo. Miuccia Prada e Raf Simons decidono di raccontarci il guardaroba della donna contemporanea attraverso gli strati del tempo, del reale e della materia. Storie e racconti di vissuti lontani ma vicinissimi che ci ricordano la complessità del presente e le sue infinite combinazioni.

Per l’autunno/inverno 2026 i codici estetici di Prada attraversano una metamorfosi decisa e visibile in passerella. Una giornata ideale si scandisce attraverso l’alternarsi di capi che, in pochi istanti, si adattando alle esigenze del femminile contemporaneo. E così diventa reale la poetica della stratificazione coniata nella collezione dai due direttori creativi. Il principio di autodeterminazione è il focus principale di questa narrazione complessa di esperienze tangibili, effimere e sfaccettate. Prada diventa così lo specchio del passato e del futuro in cui vediamo riflessi volti di donne che mutano insieme ai propri abiti. L’occasione d’uso raggiunge così una nuova sfera di praticità attraverso lo svelamento di ciò che si nasconde sotto la superficie. Un gesto semplice come quello della sottrazione che diventa al tempo stesso sinonimo di complessità.

La collezione: identità sovrapposte
All’interno dello show vediamo mutare al ritmo di musica il guardaroba di 15 modelle diverse che nella complessità della stratificazione ci mostrano infinite possibilità stilistiche. Ogni uscita look diventa il preludio a ciò che verrà; nascosto o parzialmente visibile. Gli abiti difatti, proprio come gli spazi che li accolgono, mostrano il passare del tempo, delle ore o di una giornata di lavoro. Contrapposizioni ideali che ci parlano di realtà. E così i cappotti in pelle, i trench ingialliti o le giacche in maglia rivelano la superficie sottostante. Maglioni, camicie o giacche a vento leggere diventano il secondo capitolo fra la riscoperta dell’archivio Prada e un nuovo significato manieristico.

In un continuo e visibile gioco di contrasti i materiali si scontrano armoniosamente come lo chiffon delle canotte decorate, il raso di un abito rosa o la lana. Gli abiti si sgretolano poeticamente lasciandoci intravedere le stampe colorate sottostanti mentre le trasparenze delle gonne rivelano giochi cromatici. Imperfezioni e frammenti ci mostrano con occhio neorealista un processo di sottrazione naturale e necessario. Le identità e possibilità infinite si arricchiscono di dettagli magnetici come la patinature dei materiali o le applicazioni preziose volutamente invecchiate. E così la decorazione, da sempre caratterizzante dello spirito di Miuccia Prada, giunge ad un nuovo significato semiotico. Quest’ultima è la metafora più esclusiva del tempo vissuto che non risparmia nessuna sfumatura, cucitura o piccolo dettaglio di un guardaroba sospeso nell’etere.

Le scarpe che completano ogni look diventano protagoniste assolute di un racconto vincente fra decorativismo estremo e giuste contrapposizioni. Piume sbiadite, pietre preziose scucite, tacchi geometrici e chiusure a corsetto catturano l’attenzione fra complessità e bellezza. Miuccia Prada e Raf Simons diventano i narratori più incalzanti del presente analizzato le stratificazione della vita contemporanea attraverso gli abiti. La molteplicità si contrappone all’individualità che allo stesso tempo viene celebrata in tutte le sue sfumature in una vincente riconquista dell’autodeterminazione. Le metamorfosi del quotidiano diventano poesia del tempo.
Photo courtesy Prada.



