In apertura (non ufficiale) della prossima New York Fashion Week, Marc Jacobs ritorna in passerella con una collezione che sfida le convenzioni. “Memory. Loss” è un racconto che utilizza l’archivio come ispirazione senza filtri; celebrando il passato e riflettendo sul potere dei ricordi
Nel fashion system contemporaneo Marc Jacobs rappresenta una delle poche voci istituzionali “anticonvenzionali” e fuori dai tempi dell’industria. Il designer statunitense ritorna ad anticipare la New York Fashion Week presentando la sua nuova collezione fra ricordi e rimandi al passato. Abbandonata la sfera drammatica e teatrale degli show precedenti il designer approda nella dimensione della sottrazione. E così prende vita “Memory. Loss” che ci parla delle contraddizioni della memoria, custode della nostre storie. Per l’autunno/inverno 2026 Marc Jacobs ci regala una vera lezione sulla storia della moda ma ci invita anche a riflettere sul potere dell’archivio. Quella che si delinea in passerella però non è una narrazione nostalgica ma bensì una scrittura del futuro utilizzando ciò che è stato come fonte d’ispirazione. Ciò che rende questo approccio non convenzionale e in qualche modo innovativo è la dichiarazione d’intenti del direttore creativo.
Le note che accompagnano lo show difatti sono arricchite da date e collezioni specifiche delle maison che vediamo rielaborate nei nuovi look. Da un lato c’è un chiaro riferimento alla memoria ma anche al senso di perdita legato al concetto stesso di tempo. Per affrontare e superare i limiti della creatività in vista del futuro dobbiamo lasciarci alle spalle tutto ciò che ci ha permesso di arrivare nel presente. E così si delinea una vera e propria critica velata alla moda del presente; sempre più legata alle reference d’archivio. «I ricordi, sia agrodolci che belli, sono una facoltà di scopo che influenza le azioni attuali e future: chi siamo, cosa creiamo, cosa lasciamo e cosa portiamo avanti. Lasciamo che i nostri sensi e i nostri istinti ci guidino, rispettando l’aspetto di questi pensieri e preservandoli.» Dichiara Marc Jacobs che affronta con poesia la riscrittura dei codici estetici appartenenti al passato.
Perdita e memoria
La collezione è un viaggio nel tempo fra numerosi decenni del Novecento che abbracciano un senso visivo vivido e contemporaneo. Le silhouette allungate e le linee essenziali riportano nel presente i tagli tipici dei Sessanta che si sposano perfettamente con il gusto dei Novanta più romantici. E difatti fra le reference che dichiara apertamente Jacobs ritroviamo le collezioni di Saint Laurent Couture 1965 e Prada spring/summer 1996. Gusti e mondi lontani ma che sotto la visione del designer ritrovano un linguaggio estetico comune ed equilibrato. Gonne a tubino in satin rigido completano dei coordinati monocolore con camice rigide e istituzionali. Abiti in plissé a colonna riportano il taglio impero con piccoli contrasti cromatici in geometrie rigorose ma dinamiche.
La vita si abbassa nelle reference dei Novanta senza mai abbandonare il gusto bon ton che caratterizza l’intera collezione. La giustapposizione dei colori gioca con delle combinazioni complemetari e assolutamente vincenti che caratterizzano da sempre l’identità di Prada e del celebre ugly chic. Quest’ultimo viene riproposto anche nei ricami floreali e dal sapore decadente. Il peso dei rasi strutturati viene messo in contrapposizione con la leggerezza dello chiffon mentre si fanno spazio piccole applicazioni preziose su diversi capi.
Un manierismo tipico delle creazioni di Marc Jacobs, soprattutto agli inizi della sua carriera. Difatti non mancano i riferimenti apertamente dichiarati alle sue collezioni del passato. Dalla collezione autunno/inverno 1995 sino alla primavera/estate 2013. Un viaggio nei ricordi necessario e fondamentale per la riscrittura del futuro. Marc Jacobs sembrerebbe imboccare una strada più funzionale in cui il suo eclettismo si presta, in modo vincente, ad un guardaroba contemporaneo e rinnovato. L’identità del brand riprende le proprie caratteristiche affidandosi anche agli archivi dei propri competitor e regalandoci nuovi spunti di riflessione sulla direzione del fashion system.



