Il Made in Italy come espressione dell’eccellenza italiana

L’espressione  “Made in Italy” svolge il ruolo di simbolo di una lunga tradizione di eccellenza artigiana che caratterizza il savoir faire italiano da secoli. In realtà, si tratta di un concetto recente che risale al secolo scorso, la cui storia è profondamente intrecciata alla storia della moda italiana.  Ancora oggi, mantiene il proprio valore, che è essenziale conoscere e saper comunicare e tradurre in visioni creative attuali e contemporanee


Quando si parla di moda e lusso italiano, immancabilmente ci si ricollega al concetto di Made in Italy. Tale etichetta funge oggi da sinonimo di eleganza e bellezza, prestigio e qualità, e rappresenta la massima espressione dell’abilità artigiana che caratterizza il nostro paese da secoli. Sebbene oggi valga come richiamo a una tradizione secolare, in realtà il concetto di Made in Italy è piuttosto recente. Esso risale al Ventesimo secolo: si è sviluppato nel corso del Novecento tra ambiti differenti ma affini, come il design e la moda, accompagnando queste discipline in un percorso che le ha portate a una progressiva affermazione. 

La nascita del gusto italiano 

Le primissime sedi che contribuiscono a veicolare la diffusione di un “gusto italiano” sono le grandi Expo Universali di fine Ottocento. Ad aprire questa stagione è la Great Exibition di Londra nel 1951, seguita da una seconda edizione l’anno successivo. Qualche anno più tardi è la volta di Parigi, e poi Torino, Bruxelles, Saint Louis e Buenos Aires. Come tutti i paesi partecipanti, anche l’Italia sfrutta queste occasioni per mettere in mostra le proprie eccellenze, dando un primo impulso alla diffusione di uno stile identificativo nazionale.  Il consolidamento di uno stile italiano prosegue nel secolo successivo. Nella prima metà del Novecento, un grosso contributo deriva dall’ambito del design. Sono soprattutto le riviste di settore, come “Domus” (1928), “Aria d’Italia” (1939), “Politecnico” (1945). 

La definizione di “Made in Italy” è complessa e tiene conto di un bagaglio culturale imponente, che risale all’Antica Roma e poi al Rinascimento e si ricollega alla tradizione dell’artigianato italiano. Come sottolineano Corbellini e Savoiolo in “La scommessa del Made in Italy” , questo concetto si ricollega a un’idea di «bello e ben fatto» che si estende al di là dell’estetica e fa riferimento alla capacità di lavorare e nobilitare la materia in senso progettuale.  Il Made in Italy diventa dunque attestato di un valore culturale, estetico e produttivo che va a costituire un differenziale delle produzioni italiane nell’immaginario internazionale. 

Gli albori della moda in Italia, verso lo splendore di fine Novecento

Il consolidamento del Made in Italy avviene in maniera definitiva negli anni Ottanta del Novecento. In questo periodo, si lega indissolubilmente al settore della moda che, dopo un rapido sviluppo a partire dalla seconda metà del secolo, si appresta ad attraversare la sua fase di massimo splendore.  Il processo di costituzione della moda italiana e il suo affermarsi sul mercato internazionale prendono avvio nel secondo dopoguerra. Diversi fattori concorrono a questo processo: prima tra tutti la nascita di Enti dedicati come quello l’Ente Moda di Torino e il Centro Italiano Moda di Milano. Un enorme contributo proviene anche dalle sfilate organizzate a Firenze da Giovanni Battista Giorgini a partire dal 1951.

L’operato di Giorgini è fondamentale in quanto riunisce la vivacità del quadro della moda italiana di quel periodo, presentadolo ai buyer internazionali. Grazie a questi eventi inizia a decollare anche il settore della moda-boutique, pensato appunto per un mercato internazionale, con marchi come Mirsa o Roberta di Camerino. Nel frattempo, si consolida anche il fenomeno del giornalismo di moda (già avviato da inizio secolo), che trova il suo polo di riferimento nella città di Milano. 

È in questo periodo che nasce anche la figura dello stilista come lo intendiamo oggi, grazie a personaggi come Walter Albini, Giorgio Armani, Gianni Versace, Valentino Garavani.  Nell’immaginario internazionale, le case di moda fondate da questi stilisti sono sinonimo della qualità artigianale che caratterizza la moda italiana. E sono proprio questi i marchi della moda italiana la cui storia è destinata a continuare a estendersi anche nel nostro secolo, mantenendo risonanza a livello mondiale e continuando a portare avanti la tradizione italiana. 

Valentino Garavani: l’importanza degli studi di moda per formare validi interpreti della tradizione di eccellenza italiana 

Tra queste figure, insieme ad Albini, uno dei primi nomi ad affermarsi è Valentino Garavani. Attratto dalla moda fin dall’infanzia, Valentino decide di seguire un percorso di studi che gli permetta di apprendere un background di conoscenze e competenze per muoversi agilmente nel settore. Così, si iscrive alla Scuola di Figurino di Milano ed è proprio qui che si forma come figura professionale in grado di tradurre lo spirito del suo tempo e la tradizione artigianale italiana in collezioni attuali e insieme senza tempo. Dalla fondazione della casa di moda negli anni Sessanta ad oggi, il marchio Valentino ha preservato la sua impronta elegante e raffinata, diventando uno dei simboli dell’eccellenza italiana. 

Ancora oggi, il Made in Italy mantiene la sua centralità nell’immaginario collettivo e rappresenta un valore fondamentale per la moda italiana. Proprio per questo, è necessario preservare tutto ciò che ad esso si lega: in questo gioca un ruolo fondamentale la cultura, l’unico strumento attraverso cui apprenderne la storia e l’importanza. Un ruolo fondamentale in questo senso è svolto da quegli Istituti che forniscono gli strumenti per muoversi nel settore della moda e del lusso italiano. È infatti in questi contesti che giovani creativi possono apprendere come interpretare le pulsioni dei propri tempi, preservando e comunicando con efficacia i valori che caratterizzano da decenni la moda del nostro paese, e da secoli costituiscono la nostra tradizione artigiana. 

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Nov 10, 2025

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