Tra visioni oniriche e sperimentazioni su materiali e tecniche innovative, Mari Lemet dà forma al suo universo creativo. Designer estone con uno sguardo curioso sul mondo, fonde moda e arte in una pratica espressiva unica, ispirata alle sue radici culturali
Da piccola desiderava fare l’inventrice, passava gran parte del suo tempo immersa nella natura, e ogni cosa che osservava rappresentava per lei una fonte di stupore. Il suo sguardo sapeva cogliere la magia in ogni cosa, e il suo cuore desiderava condividerla con le persone intorno a sé. Da grande, Mari Lemet crea magia attraverso la moda, che rappresenta un modo per trasformare il proprio mondo interiore in qualcosa di tangibile, con cui anche gli altri possano connettersi. Il ponte tra la meraviglia dell’infanzia e la moda in età adulta è stato la pittura e la scultura. Ancora troppo distanti dalla vita quotidiana, esse erano più una finestra sul suo mondo. La moda, invece, è «arte che entra nella vita di tutti i giorni»: è concreta, e allo stesso tempo capace di trasformare l’ordinario in qualcosa di magico e onirico.

Il mondo interiore di Mari e il desiderio di condividerlo sono ciò che ha dato forma al suo brand. Nato come semplice mezzo espressivo, con il tempo si è evoluto in un’intersezione tra moda e arte, tra realtà e fantasia. Per la giovane designer, esso rappresenta anche uno strumento per riflettere sul mondo che ci circonda, sulle emozioni che viviamo. Al centro dei suoi linguaggi espressivi c’è dunque un approccio decisamente improntato all’arte e all’innovazione creativa. Creare abiti e accessori diventa il modo per dare sfogo al proprio sogno di bambina e inventare continuamente qualcosa di nuovo.
Il costante tentativo di spingersi oltre i limiti già definiti, di superare le aspettative, si traduce spesso in un intenso lavoro di sperimentazione su materiali e tecniche: dalla pelle, scolpita e modellata in modi non convenzionali per creare collezioni sperimentali, alla stampa 3D, che oggi costituisce il suo principale interesse. In questo campo, le sperimentazioni di Mari riguardano sia le forme che i materiali. Si tratta di una tecnica che richiede una certa dimestichezza, più complessa da lavorare rispetto ai tessuti convenzionali. Dall’altro lato, però, offre possibilità completamente nuove. Sono proprio queste possibilità ad affascinare Mari, il cui focus è quello di trovare modi alternativi per rendere le stampe 3D indossabili.

Ad arricchire l’universo visionario di Mari Lemet contribuisce anche il suo background culturale, le cui radici affondano in Estonia, suo paese d’origine. Le influenze estoni si fondono in un mélange con quelle milanesi, e in generale con aperture verso tutto ciò che è innovazione e in grado di suscitare il suo stupore. Spinta dal desiderio di dare visibilità al panorama della moda estone e di creare una piattaforma in cui essa fosse connessa ad altre forme d’arte, Mari ha recentemente dato vita al progetto Eden.exe, sviluppato insieme a Jacqueline Maxine Jürgens. Nello spirito di creare «un’opera d’arte collettiva», Eden.exe ha preso forma riunendo giovani designer e artisti estoni, per creare un evento unico. Non un semplice runway show, ma un ibrido tra mostra d’arte, performance e sfilata di moda, unendo le visioni dei creativi che vi hanno preso parte in un’unica collezione.
Nati all’insegna della collaborazione e dell’incontro tra visioni, i look sviluppano una riflessione su tematiche attuali, come la sostenibilità. Partendo dal concetto di Eden.exe come «metafora dell’equilibrio tra natura e artificio», i creativi hanno elaborato visioni surreali, immaginando come sarebbe il mondo se l’umanità perdesse la sua battaglia contro sé stessa. Un Giardino dell’Eden spezzato, simbolo del nostro continuo rincorrere un ideale di perfezione, restando ciechi a quella che già esiste intorno a noi.

La vera perfezione si cela infatti nella natura che ci circonda, con la sua autenticità non levigata, pura. “Autenticità” è una parola chiave per Mari. A questo cencetto la designer collega il valore dell’imperfezione: «È la traccia del tempo, l’irregolarità che rivela una storia, la parte che resiste al controllo». Ciò che viene etichettato come imperfezione è in realtà ciò che conferisce unicità, perché sfugge all’illusione del controllo totale, donandoci libertà. Il tema del controllo illusorio sul mondo e sulla natura è al centro della collezione preparata da Mari per Eden.exe. Tailoring decostruiti si fondono con elementi sintetici. Le forme naturali vengono congelate in materiali artificiali e le distorsioni realizzate con la stampa 3D si sostituiscono al tocco artigianale. Pezzi potenti, che esplorano quanto lontano ci possiamo spingere rincorrendo una trasformazione perpetua, prima che lo stesso progresso si trasformi in una prigione.
Alla riflessione di Mari si sono aggiunte quelle di altri tre designer estoni, uniti dalla sensibilità verso queste tematiche e dal desiderio di dare maggiore visibilità alla moda estone sul piano internazionale. Si tratta infatti di una scena in cui ribolle un grande potenziale, grazie alla mentalità sostenibile e alla coraggiosa autenticità che la caratterizza. Proprio per questo nasce il desiderio di Mari — e di quanti hanno collaborato all’evento — di nutrire questo panorama con nuovi impulsi, portandone le idee su uno scenario più ampio. Così, per il futuro Mari si augura una maggiore visibilità per la moda del suo paese d’origine. Nella prospettiva di dare voce ad altri creativi che, come lei, adottano approcci non convenzionali. La designer intende proseguire nell’esplorazione delle intersezioni tra arte e moda, rimanendo fedele alla sua visione sostenibile e aperta all’innovazione continua.

Photo courtesy Mari Lemet.



