Dalle fondamenta dell’essere alle visioni dell’oggi e del domani: Dhruv Kapoor SS26

La nuova collezione “Foundations & Futures” di Dhruv Kapoor porta in passerella un dialogo tra passato, presente e futuro. Silhouette ispirate alla tradizione indiana, lingerie trasformata in outerwear e una palette cromatica rituale si intrecciano in un’estetica che unisce spiritualità e ribellione. Un viaggio identitario e visionario che conferma Kapoor tra i protagonisti della moda contemporanea

Con il suo marchio eponimo, Dhruv Kapoor si inserisce nel panorama della moda contemporanea con collezioni ricche di carattere, e non prive di una componente di riflessività ed emozione. 

Classe 1998, il giovane designer di origine indiana si diploma con un master presso l’Istituto Marangoni di Milano nel 2013, completando il percorso iniziato con gli studi al National Institute of Fashion Technology di New Dehli. È proprio a Milano che inizia a sviluppare il suo stile distintivo, grazie alle influenze estetiche della metropoli. A formare il gusto di Kapoor interviene anche l’estetica di ETRO: una volta terminati gli studi, entra a far parte del team dedicato all’abbigliamento femminile. 

Vincitore di diversi premi, come il Vogue India Fashion Fund nel 2015 e il Designer of the Year- Womenswear di Vogue Italia nel 2019, Kapoor risalta tra i giovani designer del panorama contemporaneo grazie a un’estetica che riflette l’incontro tra culture diverse e la notevole profondità di pensiero che sta dietro alle sue collezioni. 

Da tabù a moto rivoluzionario: le fondamenta dell’abbigliamento assumono la valenza di una riflessione su pudore e identità di genere

La collezione SS26, presentata durante la prima giornata della Settimana della Moda milanese, è stata intitolata “Foundations & Futures – Radici e Visioni”. Il nome rimanda alla riflessione su come i diversi momenti che costituiscono il tempo – passato, presente e futuro – possano dialogare tra di loro, convergendo in forme nuove. La collazione nasce proprio dalle fondamenta, in senso quasi letterale, con elementi di intimo come lingerie, canotte e sottovesti. Alla riflessione sul tempo si lega immediatamente anche quella sull’identità di genere e sul senso di pudore.

Questi capi, tradizionalmente associati alla modestia, al peccato o alla provocazione e intrisi di significati di genere, vengono colorati di nuove interpretazioni. Rivendicati come outerwear, aiutano ciò che era un tabù a riaffiorare sotto la luce: la vergogna si trasforma così in forza, e la modestia in ribellione. Irriducibili al ruolo di semplici ornamenti, i capi della collezione diventano monumenti portatili di intimità e sfida e rivelano le identità a lungo celate dalla cultura. 

La spiritualità indù tinge i capi della collezione, intessendo un dialogo quotidiano con le energie dell’universo

La collezione presenta immancabilmente influenze della tradizione indiana, presenti soprattutto nelle silhouette. La kurta, la giacca bandhgala, le strutture della sottoveste radicate nell’eredità culturale si dissolvono e si ricompongono nell’universo visionario del designer. Le linee classiche vengono ampliate, modellate, distorte, in una fusione tra archetipo e desiderio contemporaneo. In questo perpetuo processo di incontro e di mescolanza tra le radici del passato e le visioni dell’oggi e del domani, i capi superano il tempo della memoria e diventano architetture del presente: fluide, libere, vive. 

Anche la palette di colori è profondamente ispirata alla cultura indiana. Le nuance scelte per gli abiti esplorano i colori planetari dei Veda, i testi sacri che costituiscono il fondamento della cultura e religione indù. I colori si elevano a rituali cromatici che evocano protezione, intimità, energia. I corpi avvolti dagli abiti entrano in comunicazione con le energie dell’universo, e con esse si allineano. La collezione diventa così un invito a immergersi nella dimensione spirituale, lasciandosi guidare dalle stelle e creando magia nel quotidiano. 

Due collaborazioni uniche completano la visione della collezione: Paloceras e Aïsha Devi

La collezione SS26 è arricchita da due collaborazioni internazionali. Da un lato quella con  la maison di occhialeria di Helsinki Paloceras, che espande il linguaggio visivo della collezione con forme che alterano la percezione. Dall’altro, il contributo di Aïsha Devi, artista svizzero-nepalese: nota per le sue composizioni sonore ipnotiche, ha creato per lo show una traccia esclusiva che ne amplificasse la risonanza emotiva. L’unione dei linguaggi espressivi di Paloceras e Devi ha contribuito a trasformare l’esperienza in una sinestesia di vista e suono, intrecciandosi perfettamente con la visione di Dhruv Kapoor. 

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Set 24, 2025

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