La mostra monografica dell’artista, concepita appositamente per gli spazi di Fondazione Prada, presenta dieci opere dell’omonima serie: una riflessione profonda che dal tema del sacro si sviluppa in una contemplazione del nulla sublime
Dal 3 aprile al 29 settembre 2025 gli spazi della Cisterna di Fondazione Prada a Milano si trasforma in uno spazio sacro, scenario di una contemplazione sulla grandezza del nulla. L’architettura post-industriale della struttura, con le sue tre alte sale, ospita in questi mesi la mostra monografica “NADA” concepita da Thierry De Cordier. Il progetto espositivo riunisce dieci dipinti di grandi dimensioni della serie Nada, realizzati tra il 1999 e il 2025. Nate dalla volontà dell’artista di cancellare l’immagine della crocifissione, le opere della serie si sono evolute in qualcosa che va oltre la pittura negativa. Rappresentano un tentativo ultimo di sperimentare la «grandezza del nulla», come racconta l’artista stesso.

La poetica filosofica di Thierry De Cordier
Di origine belga, Thierry De Cordier applica ai suoi lavori una profonda indagine esistenziale e filosofica, generando opere dai toni melanconici, tendenti al Romanticismo. I temi al centro della sua ricerca includono l’osservazione della realtà naturale, dai paesaggi montani e rurali a quelli marini. I riferimenti sono le stampe topografiche cinesi del XVII e XVIII secolo da un lato, e gli spazi e le luci dell’Europa del Nord dall’altro. Nella produzione più recente, l’artista ha posto al centro della sua ricerca il tema di Dio e il tentativo di coglierne (o non) l’essenza.
Il tema del sacro viene sviluppato in una serie di opere calligrafiche. I dipinti sono leggibili come un tentativo di dare corpo e volto a un qualcosa che non è visibile o conoscibile. Proprio da questa riflessione si sviluppa il nucleo originale che darà vita alla serie Nada. «Il mio primo dipinto nero (oggi distrutto) era il risultato di una sola intenzione: abolire l’immagine del Cristo in cielo sebbene solo in maniera esemplificativa», ricorda l’artista.

Tra le esposizioni personali di De Cordier si ricordano: “Iconotextures”, Royal Museum of Fine Arts of Belgium (2016); “Landschappen”, BOZAR (2012) e “Drawings”, Centre Pompidou (2004-05). Nel 1997 ha rappresentato il Belgio alla Biennale di Venezia, che nel 2013 gli ha dedicato un’ampia sala nella mostra internazionale “Il Palazzo Enciclopedico”.
Nada: dalla ricerca sul tema del sacro alla realizzazione del sublime pittorico
Le dieci opere monocrome in esposizione a Fondazione Prada non vanno intese solo come lavori puramente astratti o concettuali. Esse costituiscono uno spazio pittorico nero che si apre sul nulla, come suggerito dal titolo della serie. “Nada” è inoltre l’iscrizione che appare in alcuni dipinti al posto della scritta INRI (Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum) . Secondo i Vangeli, fu posta sulla croce di Cristo, raffigurata nelle rappresentazioni della crocifissione di numerosi artisti.

Immerso nella lettura della biografia del mistico spagnolo San Giovanni nella croce, De Cordier si imbatté in un passaggio che lo colpì. “Nessuna enfasi, solo rigore assoluto. La ricerca del NADA (il ‘nulla’) della Croce; il pensiero era l’unica cosa necessaria…”. «All’improvviso è apparsa in me una visione e ho compreso a fondo il significato dei dipinti slegandoli dal vincolo restrittivo in cui erano imprigionati», spiega De Cordier. «Come liberate dalla negoziazione originale (ciò che mi aveva spinto a dipingerle), le tele iniziavano gradualmente a evolversi fino alla realizzazione ultima della pittura: il sublime».
Spazi e significati nella mostra allestita a Fondazione Prada
Esporre i dieci lavori della serie nello spazio della Cisterna è una scelta intenzionale. I tre ambienti, con il loro sviluppo verticale e l’illuminazione della luce naturale da grandi finestre nella parte superiore, evocano uno spazio sacro o ecclesiastico. Il progetto espositivo di De Cordier prevede tre strutture, una per ogni spazio, che creano un trittico monumentale con le ante laterali aperte. Al centro del lato lungo di ogni struttura si trovano i grandi dipinti, che aleggiano sospesi. Le opere di grandezze più ridotte sono esposte in nicchie sui lati più corti dei moduli laterali. Di fronte
alla colossale opera Gran Nada (2007-12), nell’ambiente centrale, giace una panca, punto di osservazione e contemplazione che contrassegna il fulcro dell’installazione.
La mostra è accompagnata da una pubblicazione, parte della serie dei Quaderni di Fondazione Prada. Al suo interno, un saggio a opera del critico e studioso belga Bart Verschaffel. Nella sua dissertazione, Verschaffel sottolinea che «la forza di questo ciclo di Andachtsbilder (immagini devozioni) ingannevolmente ‘monocrome’ risiede nel fatto che, in ultima analisi, non fa differenza che le si guardi con gli occhi aperti o chiusi».

A completare il quaderno, una selezione di riflessioni di De Cordier in un inserto illustrato. La mostra è aperta al pubblico dal 3 aprile al 29 settembre, tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00, negli spazi della Cisterna di Fondazione Prada (Largo Isarco, Milano).
Photo courtesy Prada.



